L’incontro del premier con Greta

Clima, Draghi: «Agire adesso, con il Pnrr più rinnovabili, mobilità sostenibile e biodiversità»

Impegno a donare 100 miliardi di dollari per sostenere i Paesi in via di sviluppo. Il premier ha incontrato anche le attiviste per l’ambiente Vanessa Nakate e Martina Comparelli

di Nicoletta Cottone

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4' di lettura

«Siamo consapevoli che dobbiamo fare di più, molto di più». Lo ha detto il premier Mario Draghi intervenendo allo Youth4Climate, a Milano, che ospita, tra gli altri, anche il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il primo ministro inglese Boris Johnson e il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani. L’Italia - ha ricordato il premier - ha stanziato il 40% delle risorse nel nostro Piano nazionale di ripresa e resilienza per la transizione ecologica. Il nostro obiettivo è quello di aumentare la quota dei rinnovabili nel nostro mix energetico, rendere più sostenibile la mobilità, migliorare l’efficienza energetica dei nostri edifici e proteggere la biodiversità». Il premier ha ringraziato «tutti i giovani che negli ultimi mesi hanno lavorato con così tanto impegno, soprattutto nel corso di questi tre giorni».

Promuovere lo sviluppo sostenibile anche a scuola

Draghi ha ricordato che nella loro riunione a giugno, i ministri dell'Istruzione del G20 «si sono impegnati a promuovere l'insegnamento in materia di sviluppo sostenibile nei programmi didattici». E a luglio, alla riunione ministeriale G20 su Energia e Clima a Napoli, i ministri si sono impegnati a dedicare una parte significante dei loro piani di ripresa alla transizione ecologica.Tuttavia, siamo consapevoli che dobbiamo fare di più, molto di più.Questo sarà l'obiettivo del Vertice a Roma che si terrà alla fine di ottobre».

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Youth4Climate, Draghi interrotto da cori dei manifestanti per il clima

Al G20 impegno per contenere la temperatura sotto 1,5 gradi

Draghi ha detto che a livello di G20, «vogliamo prendere un impegno per quanto riguarda l'obiettivo di contenere la temperatura al di sotto di 1,5 gradi.E vogliamo sviluppare strategie di lungo periodo che siano coerenti con questo obiettivo.Allo stesso tempo dobbiamo rispettare il nostro impegno di donare 100 miliardi di dollari per sostenere i Paesi in via di sviluppo.I Paesi a basso e medio reddito sono spesso più esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.È inevitabile che le emissioni in una parte del mondo abbiano un impatto sul resto della Terra.Aiutare questi Paesi con le loro transizioni risulta dunque essere sia un imperativo morale, sia un bisogno urgente».

La protesta degli attivisti, chiusi per un’ora gli accessi al MiCo

Dopo quasi un’ora di blocco, gli accessi al Mico, dove è in corso la pre Cop sono stati riaperti. La situazione di emergenza motivata dalle forze dell’ordine agli ingressi al Salone - è stato spiegato - non era dovuta alla protesta di alcuni attivisti, ma all’esito positivo di un tampone. Nella mattinata si sono registrati momenti di tensione tra forze dell’ordine e manifestanti davanti al Mico, dove i giovani hanno attivato tre diversi blocchi stradali. I giovani si sono poi allontanati spontaneamente. «I leader globali, rinchiusi nei palazzi blindati della pre cop stanno discutendo in maniera troppo lenta e poco incisiva, su conversione energetica e clima», hanno scritto sui social i ragazzi del Lume, laboratorio universitario metropolitano. Sugli striscioni si legge: ““Fatti non parole”. E ancora: “Struzzi nascondono la verità pur di non cambiare sistema economico”. Attesa in piazza anche l’attivista svedese Greta Thunberg per un discorso.

Cento milioni di poveri con Covid e crisi clima

«La pandemia e i cambiamenti climatici - ha detto Draghi - hanno contribuito a spingere quasi 100 milioni persone in povertà estrema, portando il totale a 730 milioni. La crisi climatica, la crisi sanitaria e quella alimentare sono strettamente correlate. Per affrontare tutte queste crisi, dobbiamo agire più velocemente - molto più velocemente - e con più efficacia».

Transizione ecologica non è una scelta ma una necessità

«La transizione ecologica non è una scelta, è una necessità. Abbiamo solo due possibilità. O affrontiamo adesso i costi di questa transizione. O agiamo dopo, il che vorrebbe dire pagare il prezzo molto più alto di un disastro climatico», ha detto Draghi. «La ripresa post-pandemia - ha detto Draghi - ci dà l'occasione di portare avanti le nostre ambizioni in materia di clima, e di farlo in modo equo. Lo Stato deve essere pronto ad aiutare le famiglie e le imprese a sostenere i costi a breve termine di questa transizione».

L’incontro con Greta

Prima del suo intervento il premier Draghi ha incontrato in prefettura a Milano le attiviste per l’ambiente Greta Thunberg, Vanessa Nakate e Martina Comparelli. L'incontro che «è andato benissino», durato circa mezz’ora, si è tenuto in occasione della Youth4climate e della Pre Cop26, che si è tenuto alla prefettura. L’incontro con le tre giovani ambientaliste si è incentrato sull’impegno dell’Italia nella lotta ai cambiamenti climatici e nella risuzione delle emissioni inquinanti sul piano nazionale, europeo e internazionale, alla luce della presidenza del G20 e della partenrship con il regno Unito per la Cop26.Greta ha invitato nel corso di una conferenza stampa i giovani a partecipare allo sciopero del clima del 1° ottobre, organizzato dagli attivisti milanesi di Fridays for Future.

Johnson: «Situazione spaventosa e urgente, ma cambiamento possibile»

Per quanto riguarda la crisi ambientale e climatica, «la situazione è spaventosa e urgente, ma il cambiamento è possibile. Aiutate me e tutti noi ad agire durante il Cop26 e insieme facciamo in modo che sia il pianeta che meritate di avere», ha detto il primo ministro britannico, Boris Johnson, intervenendo in collegamento da remoto allo Youth4Climate e Pre-Cop26. «Se voi continuerete a fare sentire la vostra voce, cosa che avete fatto in modo appassionato e chiaro, se continuate a parlare con i politici e i leader aziendali di queste problematiche, potete fare capire che c'è bisogno di azione. É possibile ribaltare la situazione, ci sono cose che possono emergere dal Cop26 per cambiare la nostra impostazione», ha detto Johnson. In questo contesto, è dunque urgente prendere in considerazione il problema energetico, muoversi verso le energie rinnovabili. «Si può fare, come Mario Draghi ha detto nel suo eccellente discorso, vogliamo aumentare i fondi, di cui tutto il mondo ha bisogno e soprattutto i Paesi in via di sviluppo. Dobbiamo affrontare il cambiamento climatico, dobbiamo arrivare a 100 miliardi di dollari e dobbiamo piantare centinaia di milioni, se non addirittura miliardi di alberi in tutto il mondo. Se facciamo questo, il Cop26 a novembre può essere l'inizio della fine dei problemi del cambiamento climatico».

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