Climate moments a New York

Clima, Draghi all’Onu: «Rispettare la promessa di 100 miliardi per la transizione ecologica»

Per il premier l’azione «dovrebbe essere immediata, rapida e su larga scala»

di Nicoletta Cottone

Draghi: abbiamo il dovere di avviare riforme per la crescita

3' di lettura

«L’Intergovernmental Panel on Climate Change delle Nazioni Unite ci ha detto tre cose: che la nostra azione dovrebbe essere immediata, rapida e su larga scala. E se non agiamo per ridurre le emissioni di gas serra, non saremo in grado di contenere il cambiamento climatico al di sotto di 1,5 gradi». Lo ha detto il premier Mario Draghi, alla tavola rotonda sul clima, il Climate moments in corso a New York, organizzata in occasione della 76esima Assemblea generale delle Nazioni unite alla quale ha partecipato in videocollegamento. Il premier ha ricordato quantro sta già avvenendo «con eventi meteorologici estremi che, nelle scorse settimane, sono stati un doloroso promemoria degli effetti dei cambiamenti climatici. Perciò, questo ci richiede anche un'azione immediata in materia di adattamento». É una emergenza di uguale entità, rispetto alla pandemia, « e non dobbiamo assolutamente ridurre la nostra determinazione ad affrontare i cambiamenti climatici».

Rispettare promessa 100 miliardi dollari per transizione

«C'è una grande aspettativa sulla nostra leadership da parte delle giovani generazioni. Il nostro successo - ha detto il premier - verrà misurato sulla nostra capacità di rispondere alle loro istanze con azioni ambiziose». Fra qualche giorno, diverse centinaia di giovani si riuniranno a Milano e contribuiranno alla discussione in merito alle priorità dell'azione climatica. «Questo evento – chiamato Youth4Climate – si terrà in contemporanea con la Pre-COP che aprirà la strada al vertice di Glasgow», ha ricordato il presidente del Consiglio Draghi, sottolineando che «finanziare la transizione è cruciale e dobbiamo rispettare la promessa di mettere a disposizione 100 miliardi di dollari. Ma, allo stesso tempo, dobbiamo essere consapevoli che le sole risorse pubbliche non possono sopportare l'intero costo della transizione. Mobilitare il settore privato è ugualmente cruciale. Le autorità pubbliche, attraverso investimenti mirati e politiche abilitanti, possono creare le condizioni per dare impulso agli investimenti privati».

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Serve un modello di crescita più verde e inclusivo

Molti Paesi – come l'Italia – «hanno deciso di porre al centro dei loro piani di ripresa e resilienza un modello di crescita più verde e inclusivo. Tuttavia, sappiamo già che è necessario fare di più». Draghi ha ricordato che l’Italia sostiene con convinzione il ruolo guida dell'Unione europea nell'affrontare i cambiamenti climatici. «Siamo determinati a porre l'Ue sulla giusta traiettoria per ottenere una riduzione delle emissioni del 55% entro il 2030, e per azzerare le emissioni nette entro il 2050», ma «l'Unione europea oggi è responsabile soltanto dell'8% delle emissioni globali». Come Presidenza del G20 e partner del Regno Unito nella COP26, l'Italia, ha detto il presidente del consiglio, «sta facendo del suo meglio per promuovere la fiducia necessaria su questi temi a livello multilaterale. Siamo impegnati a fissare obiettivi ambiziosi e lungimiranti secondo i tre pilastri principali dell'accordo di Parigi: la mitigazione, l'adattamento e il finanziamento».

Accelerare la transizione energetica

«Dovremmo convincere le persone e i Paesi a livello mondiale che accelerare la transizione energetica ha dei costi, ma genera anche grandi benefici. Soprattutto nei Paesi emergenti e in via di sviluppo, la rapidità dei flussi di investimento indirizzati verso l'energia pulita è cruciale per raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile».Le politiche attuali sono insufficienti per permettere alle emissioni di energia mondiali di ritornare ai livelli del 2019 entro il 2022, e di continuare a crescere dopo il 2030. «Questa tendenza - ha sottolineato Draghi - è ben lontana dalla traiettoria necessaria ad azzerare le emissioni nette entro il 2050».

G20, progressi importanti per coordinare le strategie di transizione

Il premier ha ricordato che il G20 ha istituito il Gruppo di lavoro sulla finanza sostenibile (Sustainable Finance Working Group), «con l'obiettivo di costruire una visione comune, lungimirante e di alto livello, sugli strumenti per rafforzare la finanza sostenibile, affinché possa sostenere gli obiettivi dell'Agenda 203». E il G20 sta anche compiendo progressi importanti rispetto al coordinamento delle strategie per la transizione verde, «che dovrebbero includere un aumento degli investimenti in infrastrutture sostenibili e nelle tecnologie innovative per la decarbonizzazione». L’Italia, ha detto il premier, farà la sua parte. «Siamo pronti ad annunciare un nuovo impegno economico per il clima nelle prossime settimane».

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