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Clima, l’Italia senza acqua del 2017: dove è piovuto di più e dove meno

di Jacopo Giliberto

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5' di lettura

Ciò che gli italiani avevano intuito con misure nasometriche e spannologiche ora viene confermato scientificamente dalle misure esatte dei termometri e dei pluviometri dell’Ispra, l’istituto superiore per la protezione e la ricerca dell’ambiente: l’anno scorso in Italia è piovuto davvero pochissimo - una siccità che in altri secoli avrebbe generato una carestia con le locuste e i bambini con la pancia gonfia di fame e le mosche sugli occhi - e le temperature sono state più torride del solito.
Per gli appassionati di misure nasologiche e spannometriche, invece, quest’anno è meno tropicale e più piovoso.

Poca pioggia
Che cosa dice l’Ispra? Dice che la caratteristica prevalente del clima in Italia nel 2017 è stata la siccità, che ha interessato gran parte del territorio nazionale, causando gravi problemi di gestione delle risorse idriche in molte regioni.
Non a caso le centrali idroelettriche sono rimaste spesso a secco, con le dighe ferme, rimaste con l’acqua limacciosa del fondo, e i costi dell’elettricità in salita alla Borsa elettrica.
Con una precipitazione cumulata media in Italia al di sotto della norma del 22% circa, il 2017 si colloca al secondo posto, appena dopo il 2001, tra gli anni più “secchi” dell’intera serie dal 1961.

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Temperature tropicali
Con un’anomalia della temperatura media di +1,2 °C il 2017 (a livello globale sulla terraferma) è stato il terzo anno più caldo della serie storica dopo il 2016 e il 2015; in Italia il valore è invece di +1,3 °C e colloca il 2017 al nono posto dal 1961.

Dove trovare i dati
Il Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa) rende disponibile online sul sito dell’Ispra il tredicesimo rapporto «Gli indicatori del clima in Italia». Il documento illustra l’andamento del clima nel corso del 2017 e aggiorna la stima delle variazioni climatiche negli ultimi decenni in Italia.
Il rapporto è frutto di dati, statistiche, indici e indicatori climatici derivati dal Sistema nazionale per la raccolta, l’elaborazione e la diffusione di dati Climatologici di interesse ambientale (Scia), realizzato dall’Ispra in collaborazione e con i dati degli organismi titolari delle principali reti osservative presenti sul territorio nazionale.

Da febbraio ad agosto
Nel mese di gennaio dello scorso anno le temperature sono state mediamente più basse della norma. Un gennaio freddino, insomma.
Invece da febbraio ad agosto il clima è stato nettamente più caldo della norma ovunque, con punte di anomalia media mensile nel mese di marzo in Alta Italia (+3,72°C) e di giugno al Centro (+3,82 °C) e al Mezzogiorno e sulle Isole (+3,13 °C).
Fino al mese di agosto compreso, il 2017 ha rappresentato l’anno nettamente più caldo di tutta la serie storica, con un’anomalia media nazionale negli 8 mesi di quasi +2 °C.
Su base stagionale la primavera (+2 °C) e l’estate (+2,8 °C) del 2017 si collocano al secondo posto tra le più calde dell’intera serie storica, dopo quelle del 2003. Viceversa, in inverno e in autunno la temperatura media è stata solo debolmente superiore ai valori stagionali di riferimento 1961-1990.

Mari caldi
Anche la temperatura superficiale dei mari italiani è stata sempre superiore ai valori climatologici normali, con un picco di anomalia nel mese di giugno (+2,2°C). Il valore medio annuale di anomalia colloca il 2017 al 6° posto della serie dal 1961.

I primati
Nel corso dell’estate 2017 sono stati registrati numerosi record di temperatura massima assoluta: circa un quarto delle stazioni di rilevazione meteo della rete “sinottica nazionale”, che dispone di molti decenni di misurazioni complete, ha superato i precedenti valori record e per 8 di esse si tratta di temperature maggiori o uguali a 40°C.
L’indice rappresentativo delle onde di calore, con un’anomalia positiva di circa +23 giorni nell'anno, colloca il 2017 ai primi posti della serie dal 1961, sebbene a distanza dal 2003.
Viceversa, il numero di giorni con gelo, sebbene comunque inferiore al valore normale come negli ultimi 22 anni, nel 2017 ha registrato un’anomalia negativa tra le più deboli degli ultimi 10 anni, a conferma di una stagione invernale solo poco più calda della norma.
Sia per il numero medio di notti tropicali, cioè con temperatura minima maggiore di 20°C, che per il numero medio di giorni estivi, cioè con temperatura massima maggiore di 25°C , il 2017 si colloca ai primi posti della serie dal 1961, a conferma delle forti anomalie positive di temperatura che hanno caratterizzato le stagioni primaverile ed estiva.

Siccita', la mappa regione per regione

Piemonte, Liguria, Lazio, Toscana a secco
Fino al mese di novembre la precipitazione media nazionale del 2017 risultava la più bassa dell’intera serie storica. Le piogge di novembre e dicembre invece hanno ridotto la siccità.
La siccità più marcata (fino a -70% di pioggia) si registra sulle regioni Nord-Occidentali (Piemonte, Liguria e regioni vicine) e sul medio versante tirrenico (Lazio, Toscana e regioni vicine).
Su base stagionale, con un’anomalia media di circa -50%, l’estate dello scorso anno è stata seconda solo a quella del 1985, mentre la primavera, con un’anomalia media di circa -35%, è stata la terza più “secca”, dopo il 1997 e il 2003.
Nell’intervallo 1961-2017 i valori medi nazionali delle precipitazioni cumulate risultano in leggera diminuzione ma non risultano tendenze statisticamente significative su base annuale, né su base stagionale.
La forte siccità che ha caratterizzato il 2017 è confermata anche dall’andamento dell’umidità relativa: con un’anomalia media in Italia di -5,1% rispetto al valore climatologico normale 1961-1990, il 2017 è stato l’anno meno umido dell’intera serie dal 1961, staccando il precedente record del 2003 (-3.9%). Le anomalie di umidità relativa più marcate sono state registrate nei mesi estivi, con una punta di -16% circa ad agosto al Centro Italia.

Un anno senza pioggia in Sardegna e Sicilia
Il numero di giorni asciutti, cioè con precipitazione inferiore o uguale a 1 mm, è stato generalmente molto elevato con punte di 343 giorni a Capo Carbonara (Cagliari), 340 giorni a Capo Bellavista (Nuoro) e 339 giorni a Catania Fontanarossa; valori di circa 330 giorni si registrano anche in alcune località della Maremma.
Il numero massimo di giorni asciutti tutti in fila senza interruzione è stato registrato nella Sicilia occidentale (fino a 158 giorni asciutti consecutivi) e nella Sardegna sud-orientale (da 120 a 130 giorni asciutti consecutivi).

Tempeste a Genova, Livorno e Roma
Nonostante la siccità, nel 2017 non sono mancati fortunali intensissimi, temporali furiosi con pioggia a secchiate.
I valori più elevati di precipitazione giornaliera sono stati registrati l’11 dicembre in provincia di Genova, con una punta massima di 469 millimetri a Cabanne (Genova). Le massime precipitazioni orarie sono state invece registrate il 10 settembre in occasione di eventi temporaleschi molto intensi e hanno raggiunto inondazioni di circa 120 millimetri l’ora su alcune località della provincia di Livorno e di circa 110 millimetri l’ora a 20 chilometri a sud di Roma.

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