Atene è il secondo produttore di lignite nella Ue

Clima, i sindacati della società elettrica greca stanno con Trump

di Vittorio Da Rold

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(Marka)


3' di lettura

Sorpresa. I sindacati dei lavoratori della società energetica pubblica greca, la Public Power Corporation (PPC), hanno salutato con favore la controversa decisione del presidente americano, Donald Trump, di ritirarsi dall'accordo sul clima di Parigi. Atene, infatti, è il secondo produttore di lignite (un tipo di carbon fossile) nella Ue e il sesto al mondo, con cui produce il 65% dell’energia elettrica del Paese mediterraneo e le cui miniere danno lavoro a migliaia di dipendenti in zone arretrate del Paese mediterraneo alla prese con una crisi che dura da sette anni.

In un lungo ed articolato intervento riportato dal quotidiano greco Kathimerini, la GENOP, il sindacato dei lavoratori della società produttrice di energia elettrica del Paese ha respinto le preoccupazioni sul cambiamento climatico, indicandola come una «cospirazione cinese», aggiungendo che «ci sono importanti interessi commerciali e industrie specifiche dietro il mito del cambiamento climatico». Insomma fake news, per restare all’attualità, e Trump fa bene a difendere la produzione di energia con il carbon fossile e i posti di lavoro ad esso collegati.
Perché una svolta simile? «Un anno e mezzo dopo che l'accordo - prosegue il comunicato del sindacato dei lavoratori della Pcc - è stato firmato, una superpotenza, gli USA (uno dei firmatari e in particolare il paese con le seconde emissioni più elevate), stanno lasciando che le altre 195 nazioni continuino con il piano d'azione congiunto che è stato ispirato da certi interessi per portare alla fine dell'era del combustibile fossile».

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Vediamo di capire i motivi e le ragioni che stanno dietro la posizione dei sindacati greci. Non a caso la Grecia e la Polonia avevano già detto no all’abbandono del carbone fossile per produrre energia elettrica in Europa. Euroelectric, l'associazione delle industrie energetiche europee, che rappresenta 3.500 aziende del settore, ha recentemente annunciato che le utilities di 26 dei 28 Paesi che fanno parte dell’Unione europea (ma la Polonia e la Grecia si sono dissociate) hanno annunciato che dopo il 2020 non investiranno in nuove centrali a carbone.

La società elettrica Pcc detenuta al 51% dal governo greco, ha numerosi impianti vicini a miniere di lignite che alimentano la produzione di energia elettrica con carbon fossile. La società energetica greca ha numerose centrali di cui 33 termiche a combustibile fossile, 2 idroelettriche, 18 energia eolica e 5 parchi fotovoltaici.

Secondo la società elettrica greca «le miniere di lignite della società PPC a Ptolemais e a Megalopolis forniscono lignite per la produzione di energia, che è la fonte energetica più importante per l'economia greca. L'elettrificazione del paese è dipendente dalla lignite dalla costituzione della Public Power Corporation».

Non solo. « La lignite si trova in grande abbondanza nel sottosuolo greco. Per quanto riguarda la produzione di lignite, la Grecia è al secondo posto nell'Unione europea e sesta al mondo. Sulla base dei depositi totali e del tasso futuro previsto di consumo, si stima che le riserve nazionali di lignite durino più di 45 anni. Ad oggi, - proseguono le fonti della società PPC - sono stati già estratti 1,3 miliardi di tonnellate di lignite, mentre le riserve sfruttabili ammontano a circa 3,1 miliardi di tonnellate. Nel 2006 sono stati estratti complessivamente 62,5 milioni di tonnellate, un record dall'inizio dell'operazione delle miniere».

«Oggi - secondo fonti della Pcc greca - le 8 centrali elettriche di lignite PPC rappresentano il 42% della capacità totale installata del paese e generano quasi il 56% dell'energia elettrica del paese».

LA MAPPA DELLE MINIERE

La dislocazione delle principali zone di estrazione della lignite in Grecia. (Fonte: Pcc)

LA MAPPA DELLE MINIERE

Sempre fonti aziendali della PPC greca affermano che «l'utilizzo della lignite domestica nella produzione di energia contribuisce anche a un significativo risparmio di riserve valutarie (circa 1 miliardo di dollari all'anno). La lignite è di importanza strategica per la PPC, a causa del basso costo di estrazione; Garantisce un prezzo stabile e facilmente controllato e offre sia la stabilità che la sicurezza nella disponibilità di forniture di combustibile. Allo stesso tempo, l'utilizzo della lignite offre migliaia di posti di lavoro in tutto l’entroterra greco, dove prevalgono elevati tassi di disoccupazione. Di conseguenza, la lignite ha contribuito significativamente alla crescita del prodotto nazionale greco».

Ecco dunque spiegato perché i sindacati greci della PPC appoggiano la svolta contro l’accordo di Parigi sul clima deciso dal presidente americano Donald Trump.

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