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Climate change, finanziare il gas? I dubbi della Banca europea degli investimenti

Von der Leyen, neopresidente della Commissione Ue, ha battezzato la Bei come la Climate Bank europea. Il board dell’istituto ha però qualche difficoltà a far passare la nuova politica di finanziamento nel settore energy. E i tweet dei ministri fanno emergere le contraddizioni

di Vitaliano D'Angerio

2' di lettura

Climate Bank sì ma con qualche eccezione. La Banca europea degli investimenti (Bei) deciderà il 15 ottobre se escludere o meno il gas dai futuri finanziamenti che, in ambito energetico, oscillano fra i 10 e 12 miliardi di euro l’anno. A battezzare Bei come Banca del Clima è stata il nuovo presidente della Commissione Ue, Ursula Von der Leyen. La stessa Commissione però sarebbe scettica sul documento relativo alla politica di finanziamento nel settore energetico di cui si è discusso nel consiglio d’amministrazione Bei che si è tenuto il martedì 10. A preoccupare gli eurocommissari è soprattutto lo stop entro fine 2020 dei finanziamenti per la produzione e per le infrastrutture del gas, considerato ancora strategico per gli interessi europei in questa fase di transizione energetica.

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A rendere pubbliche le spaccature interne della Commissione Von der Leyen , sono stati i tweet di alcuni ministri. Il più esplicito, è stato il tweet del ministro lussemburghese per l’Energia, Claude Turmes, che si chiede «perché la Commissione Ue stia spingendo per il #fossilgas». Altro ministro che approva l’attuale bozza Bei sulla politica di finanziamento energetico è quello spagnolo: Nadia Calvino, responsabile dell’Economia, approva il documento che allinea gli investimenti strategici dell’Europa con gli obiettivi del Trattato di Parigi sul clima. Vedremo se dopo le nuove elezioni iberiche, Calvino sarà ancora al suo posto per sostenere questa posizione.

La domanda però è: cosa faranno Italia e Germania, che insieme a Francia e UK, detengono il 16% ciascuno della Bei. Secondo indiscrezioni, la Francia è favorevole alla bozza Bei presentata nel recente cda mentre il Regno Unito sarebbe al momento neutrale. Germania e Italia non pervenute.

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Per il nostro Paese, in particolare, c’è il cambio di Governo che ha lasciato tutto molto incerto. Vedremo cosa deciderà l’Esecutivo Conte 2. C’è da segnalare che, a differenza del precedente Governo, il nuovo ha annunciato di aver aderito alla Coalizione dei ministri finanziari per la lotta al cambiamento climatico. L’adesione è stata annunciato dal neo ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso dell’ultimo Ecofin di Helsinki dedicato al rafforzamento dell’azione sul clima. «Con questa decisione intendiamo rafforzare il nostro impegno per un’economia e una società più verdi a livello nazionale, europeo e globale», ha dichiarato Gualtieri. Chissà se il cambio di linea riguarderà anche le fonti fossili dei finanziamenti Bei. Da ricordare tra l’altro che il 10 ottobre si terrà il prossimo Ecofin ed è molto probabile, viene fatto notare da qualche osservatore, che in quella sede potrebbe essere decisa la posizione politica europea sul documento Bei.

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