LO STUDIO

Climate change, tegola sull’Italia: dal 2050 costerà l’8% del Pil

Una nuova metodologia di analisi, che combina i dati economici con quelli climatici ad alta risoluzione spaziale, per il nostro Paese stima dal 2050 una perdita del prodotto interno sette volte superiore a quelle degli studi precedenti. Pesantissimo in particolare l’impatto nel Mezzogiorno: la disuguaglianza con il Nord è destinata ad aumentare del 16% nel 2050 e del 61% nel 2080

di Enrico Marro


Climate change, effetto serra e anidride carbonica. A chi diamo la colpa?

3' di lettura

L’economia italiana risentirà del cambiamento climatico in misura sette volte maggiore rispetto alle stime considerate fino ad oggi. È quanto emerge dal rapporto “Gli impatti economici dei cambiamenti climatici in Italia”, che costituisce la prima parte della “Relazione sullo stato della Green Economy 2019” presentata a Rimini in occasione dell’ottava edizione degli Stati Generali della Green Economy.

L’impatto economico del climate change
Lo studio indaga le conseguenze economiche del climate change con una particolare attenzione al territorio italiano, aggiungendo auna revisione degli studi scientifici più recenti nuove stime basate sull’analisi di migliaia di dati ad alta risoluzione. Autori dello studio sono Massimo Tavoni e Francesco Bosello della Fondazione CMCC - Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici e co-direttori di RFF-CMCC European Institute on Economics and the Environment, e Shouro Dasgupta, ricercatore presso CMCC Ca’ Foscari.

«La parte più innovativa del rapporto riguarda le nuove previsioni sull’impatto dei cambiamenti climatici sull’economia e sulla disuguaglianza in Italia», spiega Massimo Tavoni, docente al Politecnico di Milano. «Secondo le nostre nuove stime, gli impatti economici previsti per la seconda metà del secolo arrivano all’8,5% di perdita di Pil in Italia. Sono stime di molto superiori a quelle precedenti, che risultavano al massimo nell'1 o 2% di perdita di Pil».

Maggiore disparità tra Nord e Sud
Il clima del futuro non solo rallenterà la crescita, ma aumenterà anche le disuguaglianze economiche già esistenti. «Gli impatti saranno più accentuati nel Sud Italia - continua Tavoni - accentuando ulteriormente la già esistente disparità Nord-Sud: si prevede un aumento della disuguaglianza del 16% nel 2050 e del 61% nel 2080».

L'IMPATTO SULLE PROVINCE

<br/>Impatti dell'aumento della temperatura sulla performance economica per provincia italiana. Variazioni % Pil pro capite rispetto alle condizioni climatiche correnti - Fonte: Relazione sullo stato della Green Economy 2019

L'IMPATTO SULLE PROVINCE

I calcoli del team di scienziati si basano su una metodologia innovativa nel campo dell’analisi dei dati economici sui cambiamenti climatici, applicata per la prima volta al caso italiano: «E’ recente la possibilità di utilizzare dati socio-economici su griglia per l’analisi macroeconomica, ovvero per l’analisi di indicatori aggregati di performance economica come può essere il Pil», spiega Francesco Bosello, direttore della divisione Economic Analysis of Climate Impacts and Policy della Fondazione CMCC e docente di economia all’Università Statale di Milano.

Le previsioni climatologiche per predire gli impatti futuri
«Questo consente di avere una risoluzione spaziale molto più dettagliata, nell’ordine di 100, 50 o addirittura di 10 chilometri quadrati come in questo studio, anziché riferirsi a medie nazionali. Combinando i dati economici con i dati climatici, entrambi ad alta risoluzione spaziale, possiamo comprendere la relazione storica tra temperatura e crescita economica a livello di cella geografica, per poi usare le previsioni climatologiche per prevedere quali saranno gli impatti economici in quelle aree nel futuro».

«Siamo stati in grado di calcolare che la temperatura ottimale per l’economia del Paese, quella che consente di massimizzarne la performance economica, è 11,5 gradi centigradi» afferma Shouro Dasgupta, ricercatore presso la divisione Economic Analysis of Climate Impacts and Policy della Fondazione CMCC. «Tuttavia, se guardiamo alla mappa dell’Italia, vediamo che la temperatura è molto variabile tra il Nord e il Sud del Paese e che già oggi in alcune regioni la temperatura media supera tale valore, comportando una riduzione della crescita economica come conseguenza degli impatti dei cambiamenti climatici». Ne deriva che il futuro riscaldamento continuerà a impattare negativamente su queste regioni.

Per approfondire:
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