innovazione

Cling-o-matic segna l’evoluzione tecnologica della sartoria fra 3d e wearable

Lorenzino Piazzi ha progettato, prodotto e brevettato una nuova macchina intelligente in grado di assemblare in 3d e senza cuciture qualsiasi tipo di tessuto

di Ilaria Vesentini

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Lorenzino Piazzi ha progettato, prodotto e brevettato una nuova macchina intelligente in grado di assemblare in 3d e senza cuciture qualsiasi tipo di tessuto


2' di lettura

Ha alle spalle una lunga carriera come stilista per grandi case di moda lo startupper 60enne bolognese Lorenzino Piazzi, che con il suo brevetto Cling-o-Matic sta scrivendo il futuro 4.0 delle sartorie: non più macchine da cucire e presse, ma una tecnologia che assembla i capi in 3D nella forma esatta in cui poi saranno indossati, con un sistema di sottovuoto volumetrico e incollaggio di precisione senza cuciture, in modo invisibile che non ha pari per qualità, resistenza e perfezione delle lavorazioni, adatta a tutti i materiali flessibili.

Dopo una vita, iniziata ai tempi del liceo, tra bozzetti, manichini e cartamodelli per CP Company, Ermenegildo Zegna, Sixty, Piazzi ha deciso di incanalare la sua creatività visionaria nel progetto di una macchina che rispondesse all'esigenza di produrre abiti innovativi, complessi e interattivi, non solo nel campo della moda perché Cling-o-Matic si presta a realizzare tutti i prodotti speciali indossabili, dagli indumenti sportivi ai tutori ortopedici ai presidi per la riabilitazione, dove il controllo da remoto grazie a sensori e wearable devices è e sarà il valore aggiunto.

«Ho fatto sempre molta R&S quando lavoravo negli atelier e ho capito che non bastava più immaginare nuovi capi, andavano studiati nuovi metodi per confezionarli. È difficile essere disruptive se c'è il vincolo di passare due lembi di tessuto sotto il piedino di una cucitrice o sotto il piano di una pressa, dove conta moltissimo l'abilità manuale dell'operatore e dove per saldare pezzi curvi, sulle rotondità dei capi, si lavora per piccoli segmenti con spigoli», spiega il designer-archimede.

Piazzi ha iniziato a lavorare nel 2013 ai primi disegni della sua macchina intelligente e nel 2016, affiancato da due giovani ingegneri bolognesi (un meccanico e un informatico), ha depositato il brevetto. Cling-o-Matic è anche il nome della start-up innovativa con sede a San Lazzaro di Savena che esordisce ora ufficialmente sul mercato, «perché per 18 mesi ha concesso l'esclusiva di utilizzo alla Herno di Claudio Marenzi (presidente di Confindustria Moda e di Pitti Immagine, ndr). La tecnologia seamless 3D brevettata è concettualmente semplice - spiega Piazzi -: è una macchina-parallelepipedo con una torre su cui si montano i vari supporti tridimensionali personalizzati, fatti a misura da un software proprietario che trasforma elementi bidimensionali (da cartamodelli) in 3D attraverso tecniche additive di rapid-prototyping».

Il capo viene posizionato su questa sorta di manichino customizzato, viene creato un vuoto volumetrico (grazie a una sorta di sacco trasparente di copertura) per trasferire in modo ortogonale la pressione atmosferica (1 Kg per cm2) sulle parti da saldare, bloccate dal vuoto stesso, e il collante fuso penetra nelle fibre nei punti esatti da congiungere, grazie agli algoritmi matematici del software che permettono di posizionare al millimetro la resistenze flessibile, così i pezzi vengono uniti nella forma tridimensionale definitiva, nello stesso momento (3 minuti e mezzo per ciclo) e con la stessa temperatura. Un sistema che garantisce rotondità e tensioni perfette, anche con forme molto complesse.

Il debutto di Cling-o-Matic è avvenuto poche settimane fa a Bologna dove Piazzi ha presentato un primo “bio-outfit” molto avanzato per dimostrare le potenzialità di integrare “devices” e sensori.

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