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Club deal sempre prioritari per i Family Office italiani

Secondo l’ultima rilevazione di PWC con Mondo Istitutional solo da luglio a settembre ne sono stati fatti 37 sulla base dell’attività che ha riguardato 39 family office

di Lucilla Incorvati

(Arpad Nagy-Bagoly - stock.adobe.com)

3' di lettura

Gli investimenti Private Markets sono sempre più preponderanti nelle scelte di investimento dei Family Office italiani: nei prossimi 12 mesi prevedono di privilegiarli con investimenti diretti in società, co-investimenti e Club Deal e in modo indiretto (fondi di Private Equity & Venture Capital) riducendo l’allocazione sui mercati tradizionali. Solo nell'ultimo trimestre sono state fatte 37 operazioni tra investimenti diretti e club deal. E se inflazione e tensioni geopolitiche sono i “market movers” per i prossimi 12 mesi, le tensioni sui prezzi e l’instabilità geopolitica globale influenzano le scelte di allocazione.

Sono alcuni degli elementi dell'ultimo report del settore realizzato da PWC con Mondo Istitutional. L'indagine ha coinvolto 39 strutture con sede legale in Italia e nella Svizzera italiana di cui 27 Single Family Office-Sfo (69% degli intervistati) strutture dedicate solo a una famiglia, e 12 Multifamily-Mfo (31%) che si occupano di più famiglie.

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Le ricchezze delle famiglie

Il 27% delle famiglie che si avvalgono dei servizi dei Sfo hanno un patrimonio che si attesta mediamente nella fascia 100/250 milioni di euro, risultando la fascia con la più alta concentrazione. Il 30% delle famiglie ha un patrimonio superiore a 500 milioni di euro (di cui 15% superiore a un miliardo di euro). Mentre il 42% delle famiglie che si rivolgono Mfo, hanno un patrimonio medio tra i 50 e 100 milioni e solo l'8%) presentano un patrimonio medio superiore ai 250 milioni.

Club deal sempre in pole position

I Club Deal e i co-investimenti sono tra le modalità di investimento preferite e più diffuse tra i Family Office. Attività che nasce sempre più dalla collaborazione con boutique e fondi di Private Equity Mid Market. Nel primo semestre del 2022 è più che raddoppiato il numero di investimenti rispetto a quelli del primo semestre 2021, favorita in parte dall'allentamento delle restrizioni relative al Covid. Tra i settori delle società target c'è un crescente interesse per i settori internet, e-commerce, computer software, industrial electronics, fintech e digital services. A livello geografico vengono sempre privilegiate target con sede nel Nord Italia (circa il 60% dei deals) con focus in Lombardia (circa il 40% dei deals). Da quando è partito il monitoraggio (1 gennaio 2018) al 30 giugno 2022 sono state fatte complessivamente 369 operazioni. Nel secondo trimestre 2022 sono state fatte 39 operazioni (deal medio in base a 17 operazioni pari a 27 milioni). Nel terzo trimestre sono state fatte invece 37 operazioni con un deal medio (in base a 15 operazioni) di quasi 5 milioni.

L’origine della ricchezza e il suo impiego

I liquidity event derivanti dalla vendita dell’azienda o da operazioni di IPO si confermano tra le cause principali che giustificano la costituzione dei Family Office. Seguono poi riorganizzazioni patrimoniali e passaggi generazionali. Tra i servizi “Core” offerti dai Family Office ci sono il monitoraggio del patrimonio e l’aggregazione dei rapporti bancari. I Single Family Office si confermano strutture snelle, generalmente con meno di dieci dipendenti, focalizzati sull’attività di investimento e ricorrono all’outsourcing per le attività ad alto contenuto specialistico, come quelle legali e fiscali. L'infrastruttura tecnologica viene perlopiù acquistata o presa in licenza da soggetti esterni anche se ritenuta importante per l'aggregazione del patrimonio, la reportistica sugli investimenti illiquidi, il monitoraggio dei costi e la contabilità. I Family Office confermano la loro natura “finanziaria” svolgendo le attività di Investimento all'interno con team dedicati: la selezione dei gestori, il monitoraggio dei portafogli, l'asset allocation e il risk management. Le famiglie sono generalmente coinvolte sull'asset allocation e sulle strategie di investimento. La necessità di attrarre talenti è il fattore che più incide sui costi di struttura. E se l'Impact Investing ed l'analisi dei fattori Esg sono “top of mind” in termini pratici sono poche le azioni concrete intraprese a questi fini.

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