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Cnh, a Modena il polo europeo per l’elettrificazione dei trattori

Farà del Centro di ricerca di San Matteo anche il sito di eccellenza in Europa per l’automazione delle macchine agricole

di Ilaria Vesentini

Cnh punta sull'Italia, a Modena il polo per l'elettrificazione

3' di lettura

È una prima mondiale quella andata in scena nei giorni scorsi nel Modenese, a San Matteo, dove il colosso della meccanica Cnh Industrial ha presentato il primo sistema di simulazione virtuale per i trattori: il Dynamic driving simulator.

La tecnologia

Una tecnologia finora utilizzata nell’automotive e travasata per la prima volta nel settore agricolo, che permette di ridurre di oltre il 30% il time-to-market delle macchine, testandone le prestazioni virtualmente, prima di metterle in produzione. «Il simulatore è un tassello di un progetto triennale più ampio di investimenti in innovazione da 39,4 milioni di euro, cofinanziato dal Mise per 7,9 milioni, per sviluppo di trattori ibridi ed elettrici, che farà del Centro di ricerca di San Matteo il polo di eccellenza a livello europeo per l’elettrificazione e l’automazione delle macchine agricole», sottolinea Carlo Alberto Sisto, presidente Emea di Cnh Industrial, gruppo che si prepara a superare quest’anno i 20 miliardi di dollari di fatturato, di cui il 4% dedicato ogni anno a R&S, e che in Italia ha oltre 4.500 dipendenti (sui 37mila nel mondo) con 4 stabilimenti produttivi e tre centri di ricerca.

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Il polo

Tra questi lo stabilimento e i laboratori di San Matteo, nel cuore della Motor valley emiliana, dove sono stati assunti 150 nuovi profili dall’inizio dell’anno, su un team di 1.110 addetti, di cui 530 ingegneri, tra questi un nucleo di 30 ricercatori dedicato alla simulazione virtuale e allo sviluppo, negli ultimi 18 mesi, del simulatore virtuale. A conferma del ruolo chiave che il polo modenese, nato 45 anni fa e precedentemente parte di Fiat Agri, si prepara a svolgere nel rilancio dello storico distretto dei trattori modenese all’insegna del 4.0 e dell’elettrificazione, diventando l’hub europeo, così come Detroit lo sarà per il mercato Usa. «Parte da qui, da questa terra vocata alla motoristica e all’agricoltura, una rivoluzione che iniziamo ad applicare alle trattrici ma un domani sarà estesa al movimento terra e ad altri macchinari, perché nel nostro settore la tecnologia può fare davvero la differenza nello sviluppo di prodotti sempre più green, avanzati e sicuri», precisa Carlo Lambro, Brand president di New Holland Agricolture.

L’agricoltura ha fame di soluzioni digitali e virtuali, riflette Sisto, perché sono l’unica strada per trovare risposte agli imperativi dell’attuale contesto geopolitico che impone «modelli di business sostenibili e all’avanguardia per affrontare rincari energetici, scarsità di risorse naturali, aumento della popolazione mondiale, cambiamenti climatici». Ricordando che vanno lette alla luce dell’accelerazione ecologica e digitale del gruppo anche le due acquisizioni strategiche completate lo scorso anno da Cnh: l’americana Raven (specializzata in agricoltura di precisione) e la forlivese Sampierana (mini escavatori customizzati, in particolare elettrici).

Il gioco di squadra

E non va dimenticato il gioco di squadra con istituzioni e università che ha alimentato lo sviluppo del primo “trattore virtuale” designed & made in Emilia. «È l’eccellente bacino universitario, ingegneristico in particolare, e l’interazione con gli atenei di Modena e Reggio Emilia e Bologna – spiega Lambro – a rendere questo territorio particolarmente fertile per noi. Così come è importante per un big operare immerso in un tessuto produttivo fatto di tante realtà medio-piccole e multicompetenze in logica di filiera». Proprio la via Emilia, conclude il governatore Stefano Bonaccini, è candidata a diventare l’infrastruttura europea cruciale per la scienza dell’innovazione e dello sviluppo digitale, tra big data del nuovo supercomputer Leonardo e del centro meteo europeo che saranno inaugurati tra poche settimane al Tecnopolo di Bologna.

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