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Cnh, partono gli scioperi dei lavoratori a Modena

Oltre 250 dipendenti dei due stabilimenti emiliani di Case New Holland Industrial hanno manifestato contro i 400 licenziamenti in Italia. La chiusura del vecchio quartier generale di Imola è una ferita ancora aperta

di Ilaria Vesentini

2' di lettura

Due ore di sciopero, oltre 250 lavoratori in corteo, alcune linee produttive completamente ferme: sono i risultati della manifestazione indetta dalla Fiom di Modena ieri, 15 ottobre, per denunciare l'inadeguatezza del piano industriale 2019-2022 di Cnh Industrial. Nei due stabilimenti modenesi, 1.700 dipendenti in tutto, al momento non sono previsti tagli «ma da questo piano industriale escono più deboli tutti i lavoratori, non solo i 400 che rischiano il posto tra Milano e Torino. È in atto una riduzione della capacità industriale installata da Cnhi, anche perché arriverà nel 2021 lo spin-off di Iveco. Il nostro sciopero non vuole essere solo di solidarietà con i colleghi ma mira ad aprire un confronto sul futuro industriale e occupazionale del gruppo Cnhi in Italia», sottolinea il segretario provinciale della Fiom Cgil, Cesare Pizzolla.

Il nodo del piano industriale

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Il piano strategico di Cnhi se da un lato ha raccolto grande soddisfazione dagli azionisti e dalle Borse per l’annunciato aumento di tutti gli indicatori finanziari, dall'altro lato ha generato allarme tra lavoratori e sindacati, per la chiusura del sito di Pregnano Milanese e la conversione ad hub logistico della fabbrica di San Mauro Torinese, dove confluirà anche il polo di Piacenza.
Lungo la via Emilia il gruppo controllato da Exor chiuse nel 2013 il vecchio quartier generale di Imola dove lavoravano fino a pochi anni prima 450 persone, «allora ci dissero che la chiusura avrebbe avuto come contraltare il rafforzamento del sito di San Mauro e oggi, dopo nemmeno dieci anni, invece chiudono», rimarcano le tute blu modenesi. E chiedono investimenti sul territorio nazionale per rilanciare l'occupazione e sostenere l'indotto, visto che alcune aziende della filiera Cnhi hanno già preannunciato l'utilizzo di ammortizzatori sociali.
«Siamo preoccupati – aggiunge il segretario Fiom di Modena – e in attesa dell'incontro al Mise del prossimo 28 ottobre vogliamo tenere alta l'attenzione». Lo sciopero dei lavoratori di Cnhi si inserisce in un territorio dove l'Inps ha fotografato un raddoppio delle ore di cassa integrazione nei primi dieci mesi dell’anno, rispetto allo stesso periodo del 2018. «Sono numeri ancora fortunatamente lontani alle ore di utilizzo del periodo crisi, ma definiscono un trend di sicuro peggioramento dello stato di salute del tessuto industriale modenese>, commenta Fiom, ribadendo la necessità di una programmazione industriale che valorizzi le competenze e il ruolo dei lavoratori e coinvolga i territori, all'opposto di quanto sta facendo Cnhi».

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