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Cnh separa Iveco dal 2021 e investe nei camion a idrogeno

di Flavia Carletti


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4' di lettura

Cnh Industrial in altalena dopo l’ufficialità dello spin off di Iveco: il titolo ha prima azzerato le perdite, passando da -0,4% a un guadagno dell’1,3%. poi è tornato in negativo chiudendo in ribasso di oltre il 3 per cento. La reazione in seguito alle prime notizie in arrivo da New York sul nuovo piano industriale che prevede dal 2021 una scissione del gruppo in due società indipendenti, entrambe quotate sia a Milano sia a New York, con la separazione delle attività «on-highway» (stradali) da quelle «off-highway» (non stradali).

Nell’arco del piano al 2024 sono previsti 13 miliardi di dollari di investimenti e un incremento medio dei ricavi del 5% annuo.

La scissione di Iveco
Cnh Industrial separerà dal 2021 le attività di Iveco e Fpt. Nasceranno due gruppi globali - uno per veicoli commerciali e motori, l’altro per segmenti
agricoltura, costruzioni e veicoli speciali - entrambi quotati, con sede legale ad Amsterdam e fiscale in Gran Bretagna. La notizia verrà annunciata durante il Capital Markets Day a New York questo pomeriggio.

«Questo piano coraggioso porterà alla creazione di due nuovi leader globali nei rispettivi settori». Lo ha dichiarato Suzanne Heywood, presidente di Cnh Industrial, in merito alla presentazione del piano industriale 2020-2024 della società. «Il consiglio di amministrazione sostiene con forza questa ambiziosa strategia e la nostra fiducia trova solide fondamenta nel rigoroso lavoro che ha portato alla sua formulazione» ha aggiunto Heywood, parlando del progetto di scissione in due società dal 2021, con la separazione di Iveco e Fpt Industrial dalle attività “Off-highway”.

«Con la strategia ‘Transform 2 win' stiamo imprimendo una direzione nuova ed eccitante alla nostra azienda. Attraverso lo sviluppo di obiettivi ambiziosi ma raggiungibili per ciascun segmento e la riorganizzazione della nostra struttura societaria per creare due leader globali, tutti i nostri eccellenti segmenti saranno maggiormente in grado di esprimere il loro completo potenziale in termini di performance finanziaria, generazione di valore sia per gli azionisti sia, più in generale, per tutti gli stakeholder e impegno nella sostenibilità» ha aggiunto l’amministratore delegato, Hubertus Muehlhaeuser.

Il piano al 2024
Cnh Industrial presenta il piano 2020-2024 «Transform 2 Win» che prevede un aumento del fatturato con un tasso di crescita annuo composto del 5%. Inoltre, si prevedono investimenti per un totale di 13 miliardi di dollari nel corso del piano fino al 2024. Il margine Ebit adjusted delle attività industriali è stimato all'8% entro il 2022 e al 105% entro il 2024, con Ebit adjusted più che raddoppiato rispetto ai livelli attuali. Il rendimento sul capitale investito delle attività industrial è previsto al 20% (in crescita di 600 punti base rispetto al 2018) e risultato diluito per azione adjusted in crescita da 0,86 dollari (valore medio previsionale per il 2019) a 2 dollari entro il 2024. I target del piano sono riferiti all'attuale perimetro di Cnh Industrial, che poi - sempre secondo il piano - si separerà in due società dal 2021.

Nell'ambito della strategia «Transform 2 win», che sarà presentata oggi al Nyse all'Investor day, Cnh Industrial ridurrà i costi operativi e aumenterà l'efficienza dell'insieme delle proprie attività attraverso la realizzazione di azioni di ristrutturazione mirate e altre voci, riunite in un programma di efficienza e altre specifiche iniziate che includono il processo di semplificazione secondo la metodologia 80/20, avviato nell'ultimo trimestre 2018. La completa attuazione di questo programma è prevista per la fine del 2022. Gli oneri ante imposte relativi a questo programma, per il periodo restante del 2019 e fino al 2022, sono attesi nell'intervallo tra 450 e 500 milioni di dollari, di cui 250 milioni di dollari come esborsi di cassa.

Cnh investe nei camion a idrogeno
Il gruppo ha anche annunciato un investimento di 250 milioni di dollari nella società americana Nikola Corporation per la produzione di camion a idrogeno ed elettrici. L'obiettivo è accelerare la trasformazione del settore verso zero emissioni nei veicoli commerciali pesanti (di categoria class 8 per gli Stati Uniti) in Nord America e in Europa. Cnh Industrial e Nikola hanno siglato anche una partnership strategica per la produzione di veicoli commerciali pesanti a fuel cell (celle d'idrogeno) ed elettrici. Con la sottoscrizione di 250 milioni di dollari, Cnh Industrial acquisirà una partecipazione strategica nel capitale di Nikola.

La somma è comprensiva di 100 milioni di dollari in investimento in cassa e di un conferimento, per altri 150 milioni di dollari, in servizi, quali sviluppo prodotto, ingegneria di produzione e altro supporto tecnico, oltre alla fornitura di certi componenti chiave per accelerare la tempistica di produzione dei modelli Nikola Two (camion a idrogeno per il mercato americano) e Nikola TRE (camion a idrogeno ed elettrico per il mercato europeo). La valutazione di Nikola ante investimento era stata fissata a 3 miliardi di dollari. In questo round di investimenti, Nikola punta a raccogliere complessivamente 1 miliardo di dollari, con l'attribuzione di circa il 25% di proprietà ai nuovi investitori e business partner, inclusa Cnh industrial.

Acquisita l’australiana AgDna per piattaforma digitale agricola
Cnh infine annuncia l’acquisizione di AgDna, società australiana attiva nei sistemi informativi per la gestione delle aziende agricole (Fmis, farms management information systems). Con questa acquisizione, si spiega in una nota del gruppo, i clienti di Cnh Industrial e quelli di macchinari agricoli di terze parti potranno beneficiare dell'integrazione su un singolo punto dei dati e degli strumenti di mappatura e di analisi di AgDna. In pratica, attraverso un collegamento telematico di gestione delle flotte dei brand agricoli, questa soluzione congiunta fornirà ad agricoltori e grandi aziende agricole la forza necessaria per consolidare in un'unica piattaforma un'ampia gamma di flussi di dati agronomici, a partire dagli input forniti dalle macchine, agronomici e di terze parti (inclusi i prezzi delle colture e le informazioni meteorologiche), così da facilitare processi decisionali tempestivi.

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