Alimentare

Coca Cola riapre la fabbrica del Biellese e punta sulla sostenibilità

Investimento da 30 milioni su impianti destinati alla lavorazione della plastica (Pet) riciclata - 40 gli addetti a lavoro nel sito di Gaglianico

di Filomena Greco

3' di lettura

Riapre entro pochi mesi lo stabilimento Coca Cola in provincia di Biella. La notizia è stata ufficialmente confermata dalla multinazionale che in un comunicato stampa ha definito i termini dell’investimento per il polo piemontese del Gruppo che ha acquisito anche Lurisia, eccellenza del territorio nel settore acque e bevande analcoliche. Coca Cola investirà a Biella 30 milioni di euro per rendere sostenibile il polo produttivo. Si tratta, chiarisce l’azienda in una nota, «del più importante investimento in sostenibilità nella storia del Gruppo».

L’investimento

Nello stabilimento piemontese, dove lavoreranno 40 addetti, sarà realizzato un innovativo impianto per riciclare fino a 30mila tonnellate di Pet all’anno destinato a essere utilizzato poi nella produzione di nuove bottiglie in Pet riciclato al 100% per l'imbottigliamento delle bevande. Lo stabilimento di Gaglianico si occuperà in particolare di produrre le pre-forme destinate poi a diventare bottiglie. A fare l’investimento è Coca-Cola HBC Italia, principale imbottigliatore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company sul territorio nazionale

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L’impatto della Direttiva Ue sulla plastica

L’impegno finanziario si aggiunge «agli oltre 100 milioni di euro in sostenibilità investiti nel Paese solo negli ultimi 10 anni» comunica la multinazionale, ed è un'altra azione concreta per rispondere alle richieste della Direttiva europea sulla Plastica monouso entrata in vigore in Italia il 14 gennaio. La Direttiva prevede l’uso di almeno il 30% di Pet riciclato nella produzione di nuove bottiglie entro il 2030. «Con largo anticipo, quindi, il sito di Gaglianico permetterà di superare questo obiettivo attraverso un piano articolato in due fasi» spiega il comunicato.

Le fasi dell’operatività

Nella prima fase, operativa al completamento dei lavori già per la fine di marzo, lo stabilimento attiverà il processo di trasformazione della resina, sia di Pet vergine sia riciclato, in preforme che poi diventeranno bottiglie tramite apposito procedimento di soffiatura; una seconda fase, operativa dopo l’approvazione dell'European Food Safety Agency (EFSA) prevista per luglio, in cui il sito raggiungerà la piena operatività realizzando internamente la resina di rPET, destinata a diventare l'unica utilizzata all'interno dello stabilimento.

L’impatto

Il sito di Gaglianico si estenderà su una superficie complessiva di 18mila metri quadri alimentata al 100% con energia da fonti rinnovabili. La multinazionale è presente in Piemonte anche nello stabilimento di Roccaforte di Mondovì, in provincia di Cuneo, dove vengono imbottigliate le acque Lurisia. Uno studio di SDA Bocconi ha fatto emergere che, grazie alla sua presenza sul territorio, Coca-Cola genera 21 milioni di euro e crea più di 1.800 posti di lavoro, indotto incluso.

«Nonostante le difficoltà del nostro settore legate alla pandemia e all'incubo di sugar e plastic tax che restano confermate, continuiamo ad investire e a fare la nostra parte sia per andare verso una reale economia circolare nel Paese sia per contribuire allo sviluppo socio-economico di una regione alla quale siamo particolarmente legati» ha sottolineato Frank O'Donnell, General manager di Coca-Cola HBC Italia.

Grande soddisfazione poi esprimono il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, e l'assessore al Lavoro Elena Chiorino, «Come Regione siamo capofila, in sede di conferenza Stato-Regioni, nella lotta alla tassazione su zucchero e plastica – dichiarano – Sosteniamo l’ecologia, ma vogliamo tutelare tutte quelle imprese che per noi rappresentano il primo presidio a tutela dell'ambiente, proprio come dimostra Coca-Cola HBC Italia portando in Piemonte ricerca, innovazione e tecnologia a tutela dell’ambiente».

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