ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl conflitto in Ucraina

Codacons: dal +65,3% dell’olio di semi al +17,1% della farina, aumenti record per beni alimentari

Complessivamente gli aumenti dei listini al dettaglio valgono, solo per la spesa relativa a cibo e bevande, una mini-stangata da +480 euro annui a famiglia

di Andrea Carli

(foto imagoeconomica)

2' di lettura

Il blocco dei porti ucraini del Mar Nero da parte della marina russa ha tra le conseguenze quella di far correre i prezzi dei prodotti alimentari anche in Italia. Ad aprile quelli al dettaglio sono esplosi, al punto che - sottolinea il Codacons - una famiglia, nel 2022, dovrà mettere in conto una maggiore spesa solo per il cibo pari a circa +480 euro. L’associazione dei consumatori ha rielaborato i dati definitivi dell’inflazione diffusi martedì 17 maggio dall’Istat.

Istat, ad aprile crescita dei prezzi del carrello della spesa: +5,7%

Allo stesso tempo, l’ente statistico nel report sui dati definitivi dei prezzi al consumo relativi ad aprile 2022 ha spiegato che «la stima definitiva di aprile accentua il rallentamento dell’inflazione registrato dai dati preliminari. Tale dinamica - si legge ancora nell’analisi dell’Istat - è imputabile per lo più all’inclusione del bonus energia (elettricità e gas) nel calcolo degli indici dei prezzi al consumo, resa possibile dalla disponibilità di stime sulla platea dei beneficiari (estesa dal primo aprile fino a comprendere circa 5 milioni di famiglie, 3 per il bonus elettricità e 2 per il bonus gas, con valenza retroattiva dal primo gennaio 2022). Le tensioni inflazionistiche - conclude l’Istat - continuano tuttavia a diffondersi ad altri comparti merceologici, quali i Beni durevoli e non durevoli, i Servizi relativi ai trasporti e gli Alimentari lavorati, con la crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa” che si porta a +5,7%».

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Olio di semi campione dei rincari

Il Codacons spiega che il record dei rincari spetta ancora una volta all’olio di semi, il cui prezzo aumenta in Italia in media del +65,3% rispetto al 2021. Nella classifica degli aumenti dei prodotti alimentari il secondo posto spetta alle pere che salgono su base annua del +25,8%, seguite dai pomodori (+19,2%), farina (+17,1%) e burro (+15,6%). Incrementi fortissimi si registrano anche per la pasta (+13,4%), il pollame (+12,3%) e la verdura fresca (+12%).

Quanto questo scenario pesa sulle tasche delle famiglie

Considerando la spesa media annua di una famiglia “tipo” per tipologia di prodotto, nel 2022 un nucleo, a causa dei rincari dei prezzi, spende +52,7 euro per la verdura, +33,5 euro per la frutta, +27,6 euro per la carne di pollo, +22,5 euro per il pane, e +19 euro per la pasta.

Nel complesso una mini stangata da +480 euro all’anno a famiglia

Complessivamente gli aumenti dei listini al dettaglio valgono, solo per la spesa relativa a cibo e bevande, una mini-stangata da +480 euro annui a famiglia, denuncia il Codacons.

L’ombra della speculazione

Dietro a questo fenomeno anche l’ombra della speculazione. Secondo il presidente del Codacons Carlo Rienzi «Alle conseguenza della guerra e del caro-bollette sui prezzi al dettaglio si aggiungono le speculazioni nei vari passaggi di filiera, che arricchiscono pochi a discapito di molti, e su cui il Governo farebbe bene a puntare il faro».

L’una tantum da 200 euro anti inflazione prevista dal decreto Aiuti

Nel decreto Aiuti, in vigore dal 18 maggio (inizierà l’iter di conversione alla Camera, presso le commissioni riunite Bilancio e Finanze di Montecitorio), è previsto un bonus una tantum da 200 euro pensato dal Governo per sostenere le famiglie alle prese con la corsa dei prezzi, connessa al conflitto in Ucraina. Il bonus arriverà a 31,5 milioni di italiani e costerà allo Stato 6,3 miliardi di euro.


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