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Codice antimafia in Aula alla Camera, pressing per approvarlo subito

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(ANSA)


3' di lettura

Il Codice Antimafia è approdato oggi per la discussione generale nell'Aula della Camera dove lo attende una terza e veloce lettura, in vista di una rapida approvazione tra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima.
A porre subito una pregiudiziale di costituzionalità è stato il gruppo di Forza Italia, come annunciato dalla deputata Elvira Savino. In particolare quello che da tempo i berlusconiani vogliono ridimensionare è il sequestro dei beni dei corrotti così come per i mafiosi. Il testo, approvato dalla Camera nel 2015, è stato modificato dal Senato nel luglio 2017 e si trova ora in aula a Montecitorio per il via libera definitivo.

Sequestro dei beni anche ai corrotti
Il provvedimento allarga infatti la cerchia dei possibili destinatari delle misure di prevenzione: oltre a chi è indiziato per aver aiutato latitanti di associazioni a delinquere, la riforma inserisce anche chi commette reati contro la pubblica amministrazione, come peculato, concussione e corruzione - ma solo nel caso di reato associativo - anche in atti giudiziari, che è la contestazione alla quale deve rispondere Silvio Berlusconi nel processo Ruby ter, dov'è accusato di aver pagato alcuni testimoni del primo processo al termine del quale è stato assolto. L’avvocato Ghedini ha negato però che il cavaliere sia coinvolto in nessun modo. La questione pregiudiziale verrà probabilmente votata domani; da mercoledì si passerà al voto degli emendamenti che possono essere presentati entro domani per l’Aula, e quindi degli articoli, 38 in tutto.

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Le perplessità di Anac e industria li
Quanto alle perplessità espresse da alcuni partiti, dagli industriali e dal presidente dell'Anac Cantone sull'estensione delle misure patrimoniali anche per chi è indiziato di reati contro la Pa, per la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi (Pd), prima firmataria del provvedimento oggi in Aula, «se
un rischio c'è, non è nell'estensione delle norme che combattono la mafia e la corruzione, dato peraltro, più volte, da molti invocato». Per il relatore, Davide Mattiello (Pd), «chi oggi corrompe in maniera sistemica si sta seriamente candidando ad organizzare un potere criminale che se lasciato evolvere, potrà trasformarsi in una vera e propria nuova mafia». Di qui la convinzione «che abbiamo fatto bene ad estendere l'applicabilità agli indiziati di reati contro la Pa».

I contenuti
Bindi ha ricordato gli obiettivi della riforma: tempestività, coordinamento, specializzazione dei magistrati addetti alle misure di prevenzione, speditezza e semplificazione della tutela dei lavoratori delle aziende confiscati e dei creditori,
efficientamento dell'Agenzia per i beni sequestrati e confiscati, maggiore trasparenza nella nomina degli amministratori giudiziari. Sull'estensione delle norme previste per i mafiosi anche a chi risulta indiziato di reati contro la Pa, Bindi ha ricordato che il Partito democratico presenterà degli ordini del giorno e il governo li approverà.

Sisto: legge incostituzionale, è barbarie
«È assurdo che si approvi una legge chiaramente incostituzionale, una vera e propria barbarie giuridica, con la vaga promessa di modificarla un domani» ha
dichiarato il deputato e capogruppo di Forza Italia in Commissione
Affari costituzionali Francesco Paolo Sisto. Forza Italia ha criticato in particolare l'estensione delle norme previste per i mafiosi anche a chi risulta indiziato di reati contro la Pa, «l'equiparazione tra corruzione e mafia - ha detto - mostra
evidenti problematiche di legittimità costituzionale», ed ha annunciato la presentazone di una pregiudiziale di costituzionalità anche alla luce di alcune sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo su questo tema.

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