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Codice della strada, stretta anti-stragi: dal ritiro patente a vita ai monopattini, ecco le ipotesi

Il tavolo sulla sicurezza stradale

Morti sulle strade: errore umano e infrastrutture pericolose

2' di lettura

Contro l’ecatombe sulle strade - otto vittime al giorno, incidenti aumentati del 25% rispetto al 2021 - il Governo prova a correre ai ripari. Un giro di vite annunciato dal ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. «Il dato sulle morti sulle strade è preoccupante, serve agire subito», ha ripetuto in un tweet il 14 dicembre. «È una nostra priorità. Al ministero apriamo un tavolo sulla revisione del Codice della strada con i ministri Piantedosi e Valditara (la sensibilizzazione al senso di responsabilità passa anche dalle scuole)».

Al via il tavolo

I lavori coinvolgono i titolari dell’Interno e dell’Istruzione. In gioco c’è la revisione del Codice della strada, con l’obiettivo di un giro di vite capace di fermare le stragi. Il rapporto Dekra sulla sicurezza stradale, presentato presso la Sala Zuccari del Senato il 12 dicembre, ha messo in fila i numeri del fenomeno: nei primi sei mesi dell’anno (dati Istat) si sono verificati 81.437 incidenti stradali con lesioni a persone (+24,7% rispetto al 2021), 1.450 vittime (+15,3%) e 109.996 feriti (+25,7%). La sensibilizzazione dei guidatori, e in particolari dei più giovani e dei neopatentati, è considerata urgente. I giovani - è il messaggio del rapporto - possono essere attori protagonisti della sostenibilità e diventare ambasciatori della sicurezza sulle strade.

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Sicurezza stradale, rapporto Dekra sui giovani alla guida

Salvini: «Educazione stradale sui banchi di scuola»

Portare l’educazione stradale sui banchi di scuola è obiettivo dichiarato di Salvini, che punta a istruire i ragazzi sin da giovanissimi sul rispetto delle regole e della sicurezza. Da qui il confronto con Valditara per introdurre strategie di prevenzione adeguate. Ma l’intervento sul Codice della strada, «di trent’anni fa», per il ministro è altrettanto urgente.

L’ipotesi del ritiro a vita della patente

Bene le sanzioni economiche e penali, che saranno inasprite anche per chi guida parlando al telefonino, ma per il ministro dei Trasporti occorre intervenire innanzitutto sul fattore tempo, con la previsione della revoca a vita della patente (o comunque per periodi più lunghi di quelli attualmente in vigore) nei casi più gravi. Chi si mette alla guida sotto l’effetto di alcol o stupefacenti «è una bomba e un potenziale assassino», ha detto Salvini a Palazzo Madama. Non basta sospendergli la patente per uno o due anni.

Andrà in pensione il “sistema a punti”?

Salvini si è detto convinto che anche il sistema della patente a punti vada rivisto. E che bisognerebbe pensare a un processo progressivo, una sorta di percorso a tappe, durante il quale ogni patentato venga aggiornato, accompagnato e informato.

Monopattini nel mirino

La mobilità su due ruote resta sorvegliata speciale. A partire dai monopattini elettrici, sempre più diffusi nelle città grazie ai servizi in sharing, su cui l’intervento è sicuro: si punta a renderli identificabili con una targa e a rendere il casco obbligatorio.

La proposta di sanzioni parametrate al reddito

Ha fatto discutere la proposta, avanzata dal viceministro Fdi Galeazzo Bignami, di prevedere un meccanismo di proporzionalità delle sanzioni rispetto al reddito. «È da valutare se corrisponda a logiche di congruità ed equità sociale», ha riconosciuto lo stesso Bignami. Salvini non si è espresso: se ne discuterà al tavolo.

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