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Codogno, negativo il caso sospetto dopo riapertura pronto soccorso

Il paziente è stato instradato su un percorso dedicato che lo isola dagli altri malati. In tutto fino ad ora sono sette i cittadini che si sono recati al pronto soccorso

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Il paziente è stato instradato su un percorso dedicato che lo isola dagli altri malati. In tutto fino ad ora sono sette i cittadini che si sono recati al pronto soccorso


2' di lettura

È negativo il paziente entrato come sospetto Covid al pronto soccorso dell'ospedale di Codogno, che ha riaperto giovedì 6 giugno dopo esser stato chiuso per oltre 100 giorni. L’esito del tampone si è avuto dopo 45 minuti circa.

Il tampone positivo è invece quello a cui è stata sottoposta l'anziana trasferita da una Rsa per problemi di anemia e con Covid conclamato. La donna al suo ingresso è stata sottoposta a un nuovo tampone con cui è stata confermata la positività al virus.

Il pronto soccorso dell'ospedale di Codogno era stato chiuso il 21 febbraio scorso, quando fu accertato il primo caso positivo in Italia, quello di Mattia. In tutto fino ad ora sono sette i cittadini che si sono recati al pronto soccorso di Codogno dalla riapertura per varie problematiche, ma non Covid.

«Abbiamo riaperto perché adesso siamo in condizioni di garantire sicurezza per i pazienti, gli operatori e il territorio». Sono le parole di Stefano Paglia, direttore del dipartimento di emergenza e urgenza della Asst di Lodi presente alla riapertura del pronto soccorso di Codogno, l'ospedale simbolo della lotta al coronavirus, dove è stato accertato il primo caso di Covid in Italia.

Un’area riservata per i pazienti Covid-19

Il primario nel leggere lo schermo del suo smartphone esclama: «11.35, primo paziente inviato dal 118. Si aprono le danze...». Nella mattinata di giovedì, oltre al caso inizialmente sospetto e poi confermato positivo al coronavirus, anche un’anziana positiva conclamata, trasferita in ambulanza da una casa di riposo con un problema di anemia. I due sono stati immessi in un'area riservata. Infatti all'ingresso del pronto soccorso dopo il termoscanner per misurare la temperatura sono stati predisposti due percorsi separati per i pazienti Covid e non.

Un unicum nella storia della medicina d’igiene

E proprio davanti all'ingresso, Paglia ricorda ancora la sera del 20 febbraio scorso. «Ho sentito una forte presenza dello Stato. Immediatamente sono state convocate l'unità di crisi aziendale, regionale e prefettizia. La decisione di chiudere il pronto soccorso è stata presa da tutti e tre e subito sono state inviate 10 ambulanze». «Quella sera - ha aggiunto Paglia - ero qui con il dottor Andrea Filippin, che è il referente medico di presidio e subito dopo l'accertamento di Paziente 1 e Paziente 3 abbiamo avuto la certezza di essere nel pieno di un'epidemia». Per il primario quello che è successo a Codogno, che fa capo alla Asst di Lodi, è un «unicum nella storia della medicina di igiene e prevenzione in Italia».

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