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Codogno, nove milioni per portare a nuova vita la storica Fiera agricola

La superficie coperta sarà raddoppiata e verranno creati spazi polivalenti aperti alla città come un teatro e laboratori per la formazione

di Raffaella Ciceri

Record. A novembre si sono raggiunti i 12mila ingressi alla 231esima edizione

4' di lettura

I primi lavori sono iniziati questa settimana. Da lunedì è partita la riqualificazione destinata a cambiare faccia all’intero polo fieristico di Codogno e per Francesco Passerini, sindaco dal 2016 della cittadina divenuta suo malgrado uno dei simboli della lotta al Covid, è un sogno che si avvera. Un sogno che sulla carta aveva iniziato a concretizzarsi nel 2019, quando era arrivato il primo finanziamento di Fondazione Cariplo assegnato attraverso i bandi emblematici, ma che è stato stoppato dall’emergenza Covid in modo così brutale da rendere, oggi, ancora più simbolica questa ripartenza.

Con un investimento complessivo di quasi 9 milioni di euro, l’attuale fiera di Codogno verrà infatti trasformata attraverso il progetto AgriFiera per riqualificare il polo espositivo, raddoppiare la superficie coperta e creare nuovi spazi polivalenti. Un teatro, per esempio, ma anche aule e laboratori per la formazione in campo agroalimentare e zootecnico. Di fatto, gli attuali capannoni, costruiti negli anni Sessanta per ospitare la storica Fiera Agricola (la più longeva di Lombardia e tra le più vecchie d’Italia, che si svolge ogni anno a metà novembre e che era stata istituita nel 1791 nientemeno che con una bolla imperiale), subiranno un upgrade per «restituire alla città un’area riqualificata, polifunzionale, che possa essere vissuta tutto l'anno e non solo nei giorni di Fiera – spiega il sindaco Passerini –. Il nostro polo fieristico si trova all’ingresso della città e a ridosso della stazione: un’area strategica, in una posizione invidiabile ma che aveva enorme bisogno di essere resa più efficiente e funzionale per vivere durante tutto l’arco dell’anno. Fino a qualche anno fa questo era un problema e una sfida ambiziosa: oggi è una straordinaria opportunità, che ci permetterà di recuperare spazi per la vita cittadina ma anche per corsi di formazione specifici. In questo modo potremo dare una risposta all’esigenza di manodopera qualificata che arriva non solo dalle imprese agricole ma anche dalle industrie agroalimentari del nostro territorio».

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I primi corsi – in partenza dal 2025, una volta ultimata la riqualificazione e l’ampliamento degli spazi – sono già elencati nell’accordo di rilancio economico sociale e territoriale (Arest) presentato il 15 novembre all’inaugurazione della Fiera Agricola e siglato dall’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi, dal sindaco Passerini e da Antonello Risoli, il dirigente scolastico dell’istituto tecnico agrario statale Tosi, che ha sede proprio a Codogno e che si occuperà di coordinare le attività di formazione. Tra gli altri, sono previsti un corso annuale per la formazione di tecnici di caseificio e corsi di aggiornamento per insegnanti o agronomi. Formazione che punta sull’agricoltura 4.0 per «sviluppare nuove competenze così da innovare la tradizione e la peculiarità economica della zona – ha detto l’assessore regionale Guidesi – e rendere il territorio ancora più attrattivo agli investimenti».

Nell’attesa dell’avvio dei corsi, si lavora ai locali che ospiteranno aule e laboratori. Ai 2 milioni e 200mila euro iniziali assegnati da Fondazione Cariplo si sono aggiunti quasi 4 milioni e 800mila euro messi a disposizione da Regione Lombardia, attraverso l’accordo di rilancio che coinvolge anche il Crea (il Centro di zootecnia e agricoltura di Lodi, che ha già acquistato una parte della strumentazione necessaria ai primi corsi) e la Fondazione Morando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano, oltre all’Itas Tosi. Di questi fondi, circa un milione e 670mila euro serviranno alla riqualificazione della cosiddetta “palazzina Vezzulli”, che ospiterà i corsi di teoria e un teatro da 130 posti, mentre 2 milioni e 800mila euro andranno alla ristrutturazione del padiglione Bovini, riservato ai corsi pratici. Gli spazi coperti verranno raddoppiati, con la realizzazione di un nuovo padiglione servizi e due nuovi padiglioni espositivi. Nel polo fieristico verrà confermata la sede per il centro operativo di Protezione Civile («Con la pandemia ci siamo resi conto tutti di quanto sia stato indispensabile il loro aiuto», continua Passerini), ma ci sarà spazio per ospitare altre fiere locali o mettere a disposizione i padiglioni per eventi e concerti: «Ci immaginiamo un’area a servizio dei territori circostanti, anche per attività legate allo sport o al teatro o alla cultura: con l’attore e regista Paolo Ruffini c'è già in cantiere una scuola teatrale. La posizione di Codogno, a ridosso delle province di Cremona, Piacenza ma anche Pavia, può essere un valore aggiunto non solo per il territorio lodigiano».

Ma ha ancora senso oggi investire in poli fieristici decentrati rispetto alle grandi città? Su questo Francesco Passerini non ha dubbi: «Le crisi hanno riguardato chi si è indebitato per costruire nuovi spazi fieristici, il nostro caso è diverso. Noi gli spazi li avevamo già e siamo uno tra i pochi Comuni rimasti che organizza direttamente la propria Fiera storica: per noi quindi si tratta di far vivere un’area che già c’è, puntando sulla formazione e su servizi nuovi che aiutino anche le imprese. E riusciamo ad avviare i lavori senza un euro di debito: dei 9 milioni di investimento complessivo, circa il 10% è a carico della nostra amministrazione comunale e per la maggior parte già stanziata». Intanto si è chiusa poche settimane fa l’edizione 2022 della Fiera Agricola, la 231esima nella storia della fiera di Codogno, e i numeri hanno quasi raggiunto il record del 2019, pre-pandemia: «Quasi 12mila ingressi a pagamento – conclude Passerini – ma se contiamo gli studenti e l’affluenza nell’area ad accesso libero, sono state più di 25mila persone in due giorni».

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