ATLETICA

Coe: «Il successo dei Mondiali di Londra figlio dei Giochi 2012»

di Dario Ricci

Sebastian Coe premia con la mediaglia d’oro il vincitore dei 100 metri, lo statunitense Justin Gatlin (Reuters)

3' di lettura

LONDRA. Camicia a righine rosa con i polsini slacciati, jeans, mocassini marroni con calzini blu: lo stile informale tradisce la voglia di essere il volto di un'atletica giovane, proiettata verso il futuro. Del resto Lord Sebastian Coe sportivo lo è stato da giovane (2 ori olimpici sui 1500 metri a Mosca '80 e Los Angeles '84), e lo è oggi (”Gli impegni sono tanti, ma corro ancora tutti i giorni”), che a 60 anni è il presidente della Federatletica mondiale (IAAF), dopo essere stato il numero uno del comitato organizzatore dei Giochi di Londra2012. L'occasione per incontrarlo l'ha creata lui stesso: una tavola rotonda per fare il punto su Mondiali e dintorni. E le basette bianche del presidente fanno capire che sedere su quella poltrona, e' di sicuro più stressante adesso che sfidare, ai bei tempi, i grandi rivali Ovett e Cram in pista.

Soddisfazione - Il sorriso tirato si distende nel tracciare un primo bilancio della rassegna: stadio sempre pieno, audience TV in Gran Bretagna da record, 700mila presenze stimate alla fine dell'evento sugli spalti: “Nei primi tre giorni di gare abbiamo avuto più spettatori di quanti ve ne furono a Rio in 18 sessioni di gara in totale”, sottolinea Coe, evidenziando anche come la prevendita dei biglietti sia andata a gonfie vele col largo anticipo sull'inizio dell'evento. Due indirette frecciate al Cio, che preme per rivedere programma e partecipazione dell'atletica alle Olimpiadi.

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Braccio di ferro - “La spinta al cambiamento c'è, la voglia e la necessità di innovare anche, ma dobbiamo anche chiederci verso quale direzione”, sottolinea Coe, lasciando intravvedere una divergenza di opinione con i vertici del movimento olimpico, che hanno gia' varato la riduzione del numero di atleti e ipotizzano cambiamento del programma a cinque cerchi dell'atletica, magari a partire da Parigi 2024 (e a Tokio2020 già ci sarà la 4x400 mista). Uno dei tasti dolenti, ad esempio, è la 50 km di marcia donne, che qui a Londra avrà appena 7 partecipanti, proprio mentre la prova maschile rischia di uscire, dopo Tokio2020 dal programma cinque cerchi.

Lotta al doping - Più vicini Cio e IAAF sembrano essere sulla lotta al doping. “Sulla vicenda dello scandalo doping in Russia abbiamo fatto notevoli passi avanti, e siamo orgogliosi del lavoro che stiamo facendo”, ribadisce Coe, che poi rilancia sul tema-squalifiche:”Sanzioni più dure o a vita? Ci sono problemi legali che vanno affrontati e lo stiamo facendo. L'obiettivo è quello di far firmare a ogni atleta una sorta di 'contratto etico' con la propria federazione, con tanto di penali in caso di violazione delle norme anti-doping. A quel punto, accertata la violazione, sarebbe possibile applicare sanzioni severe, senza infinite code giuridiche”

Bolt e Gatlin - Da qui, al caso del Mondiale, il passo è breve: “In Gran Bretagna c'è una forte coscienza anti-doping - sottolinea il presidente - e quindi non mi sorprende che il pubblico ha fischiato Gatlin. L'ho premiato, ci siamo parlati, le parole di Bolt nel dopo gara hanno aiutato a creare un clima comunque più disteso, ma quei fischi sono un monito soprattutto per i giovani atleti: bisogna pensarci bene prima di fare certi errori, perché le conseguenze restano per tutta la carriera”

Il futuro di Usain - A proposito di Bolt, Coe conferma che il Lampo resterà, anche dopo il ritiro, una risorsa per l'atletica mondiale: “Gliene ho parlato prima della premiazione, e lui mi ha detto 'Sono a disposizione, sei tu il boss, decidi tu!'; del resto ne avevamo fatto cenno già tre anni fa, e gli avevo chiesto di lasciarci un pochino del suo tempo, dopo il ritiro...”. Resta ancora da definire, ovvio, il nuovo ruolo in cui vedremo il giamaicano.

Tortu - Futuro ed eredità (come quella di Londra2012, ben esemplificata dall'area di Stratford, rivitalizzata dai Giochi di 5 anni fa) sono le parole d'ordine della chiacchierata. Inevitabile allora parlare anche di Filippo Tortu, il 19enne che ci fa sperare nello sprint:”È promettente - annuisce Lord Coe - e l'ho visto col giusto body language, la giusta espressione, di fronte a uno stadio pieno e a un appuntamento mondiale. Altri avrebbero tradito paura e tensione, lui no”.

Caso Semenya - L'ultima spina e' il caso esemplificato dell'atleta sudafricana con naturali livelli di testosterone similari agli uomini. “Attendiamo entro due mesi la sentenza ufficiale della corte di arbitrato. In base a quella, decideremo il da farsi”.

Il tempo è scaduto. Un rapido caffè e si torna in pista. Il Mondiale chiama, e Lord Coe non ha alcuna intenzione di perderne il passo.

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