rigenerazione urbana

Coima Sgr lancia il primo fondo Esg con le Casse Adepp

Il primo closing arriva a 400 milioni di euro ma può salire a 1,5 miliardi

di Laura Cavestri

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(IMAGOECONOMICA)

Il primo closing arriva a 400 milioni di euro ma può salire a 1,5 miliardi


2' di lettura

Una scommessa sull’Italia dei mille campanili da interconnettere, decarbonizzare e restituire, più sostenibili, al territorio. Coima Sgr avvia l’operatività di Coima Esg City Impact Fund, il primo fondo italiano di investimento chiuso con obiettivi misurabili di impatto Esg (Environmental, Social & Governance) che investirà in rigenerazione sostenibile del territorio a livello nazionale. Il collocamento ufficiale del fondo segue una prima fase di raccolta già completata per circa 400 milioni di euro con tre Casse di previdenza professionali (Cassa forense, Cassa nazionale dottori commercialisti e Inarcassa) in qualità di investitori cornerstone.

«La potenzialità di investimento del fondo – ha sottolineato, nel corso della sua presentazione Manfredi Catella, fondatore e Ceo di Coima – è dunque già superiore a 1,5 miliardi, con un target già identificata di oltre un miliardo e, attraverso una raccolta progressiva e successivi aumenti di capitale avrà un effetto moltiplicatore, cioè la capacità di sviluppare oltre 4 miliardi di investimenti con impatto Esg sul territorio e sull’economia reale».
Il fondo, che ha un orizzonte di vita di 20 anni, ha come obiettivo un tasso di rendimento (Irr) superiore al 10% nella fase di sviluppo e un dividendo stabilizzato oltre il 5% nella fase a reddito. Il fondo, in particolare, è strutturato con un approccio scalabile attraverso una architettura aperta per gli investimenti, ossia con la possibilità di ampliare il proprio impatto economico, ambientale e sociale anche attraverso coinvestimenti, partnership e apporti oltre alla leva finanziaria bancaria e di organismi sovranazionali. Tra gli esempi di sviluppo di architettura aperta, la cordata composta tra il fondo Coima Esg City Impact Fund, Covivio e Prada per la partecipazione alla procedura di vendita dello Scalo di Porta Romana a Milano.

Gli investimenti del fondo saranno principalmente focalizzati in interventi di rigenerazione urbana, ovvero recupero e riuso edilizio da trasformare per renderli efficienti in termini di consumi e sostenibilità ambientale, tecnologici e interconnessi, flessibili e adatti alle esigenze contemporanee. I settori prioritariamente identificati sono quelli della residenza (da quella tradizionale allo student e senior housing) e del turismo, soprattutto dove questo può creare un indotto più ampio.

«Le Casse vogliono esserci in questo progetto che coniuga efficienza finanziaria, efficacia economica e una sensibilità etica misurabile – ha spiegato Alberto Oliveti, presidente dell’Adepp (l’associazione delle Casse di previdenza professionali) –. Ma per incoraggiare i nostri investimenti sarebbe auspicabile che il Governo rivedesse le regole che anacronistiche che gravano su di noi: tassazione al 26% (come se fossimo fondi speculativi) e limiti di sostenibilità a 50 anni».

«Come Cassa dottori commercialisti – ha detto il suo presidente Walter Anedda – abbiamo da subito creduto in questo progetto che ci consente di diversificare ulteriormente il patrimonio, investendo in asset strategici per il Paese».

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