La quotazione

Coinbase, la «Borsa» dei bitcoin vola al debutto poi rallenta

Il Nasdaq ha attribuito a Coinbase un prezzo di riferimento di 250 dollari ad azione, per una valutazione complessiva della società di circa 65,3 miliardi di dollari. Ma al debutto degli scambi il prezzo è salito a 381 dollari per azione

Con Coinbase le criptovalute sbarcano a Wall Street

2' di lettura

È stato il gran giorno di Coinbase, una delle più grandi piattaforme di scambio al mondo di criptovalute. La società infatti si è quotata al Nasdaq, sancendo il suo ingresso nella finanza «mainstream» di Wall Street.

Coinbase Global, il gruppo che controlla l’omonima piattaforma di scambio di criptovalute, ha aperto le contrattazioni a Wall Street a 381 dollari per azione, un aumento del 52,4% rispetto al prezzo di riferimento di 250 dollari fissato ieri dal Nasdaq, per una capitalizzazione che dunque balza da 65 a circa 100 miliardi di dollari. È poi salita anche oltre i 400 dollari per azione prima di ritracciare decisamente intorno a quota 330 dollari, comunque ben al di sopra del prezzo di riferimento pre-quotazione. Il suo sbarco a Wall Street avviene attraverso un «direct listing», un sistema alternativo alle Ipo che non prevede la vendita di azioni prima dell’inizio degli scambi e dunque non coinvolge intermediari.

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I primi scambi hanno confermato quindi le previsioni della vigilia, secondo cui la capitalizzazione del gruppo potrebbe raggiungere appunto i 100 miliardi di dollari anche se successivamente il titolo ha perso terreno. L’Ice, la società che controlla la Borsa di New York, ha una capitalizzazione di 67 miliardi di dollari.

Quotazione «storica»

Si tratta della maggiore quotazione per un'azienda statunitense dall'introduzione in borsa di Uber nel 2019. La piattaforma di trading delle criptovalute, che è stata fondata nel 2012 a San Francisco da Brian Armstrong e Fred Ehrsam, consente di acquistare e vendere circa 50 criptovalute tra cui bitcoin e Ethereum. Complessivamente raggruppa oltre 56 milioni di utenti e ogni mese circa 6 milioni di persone realizzano operazioni attraverso questa piattaforma. Armstrong, che detiene il 20% delle azioni di Coinbase, potrebbe ritrovarsi con un capitale di 20 miliardi dopo lo sbarco in Borsa e diventare così uno dei 100 uomini più ricchi del mondo secondo la classifica di Forbes.

Criptovalute ancora in rialzo, poi frenano

L’entusiasmo per Coinbase trascina il bitcoin, che ha aggiornato il suo record a 64.829 dollari prima di rallentare la sua corsa e attestarsi intorno a quota 62mila dollari. La fiducia -nonostante le parole del governatore della Federal Reserve Jerome Powell che le ha definite «veicoli di speculazione» - contagia anche altre criptovalute: Ether ha guadagnato circa il 10% nelle ultime 24 ore, raggiungendo il record di 2.399 dollari. Il debutto al Nasdaq avviene sulla base di un direct listing delle azioni già scambiate sui mercati privati, dove la valutazione si aggirava negli ultimi giorni attorno a 91 miliardi.

Armstrong: «La regolamentazione è un rischio»

La regolamentazione è una delle più grosse minacce per il business delle criptovalute, secondo Brian Armstrong. Intervistato dalla Cnbc, Armstrong ha detto che «specialmente ora, saremo sempre più sotto esame per quello che facciamo. Le persone vogliono capirne le implicazioni. Siamo felici di impegnarci, come abbiamo fatto negli ultimi nove anni, da quando abbiamo creato la società, con i parlamentari a Washington, e con le autorità di tutto il mondo, perché ovviamente Coinbase è ora in molti Paesi diversi, su come possiamo costruire questa industria». «Siamo molto eccitati e felici di giocare secondo le regole. Chiediamo solo di essere trattati come tutti gli altri servizi finanziari tradizionali e non essere puniti perché siamo nello spazio crypto» ha concluso Armstrong.


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