i danni del covid-19

Economia del mare, perdite per oltre 120 miliardi di euro

A tanto ammontano le stime del centro studi BlueMonitorLab. Il report considera industria, servizi, logistica, artigianato e turismo

di Raoul de Forcade

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Container sui moli del porto di Genova (Bloomberg)

A tanto ammontano le stime del centro studi BlueMonitorLab. Il report considera industria, servizi, logistica, artigianato e turismo


2' di lettura

Ammonta a una somma stimata tra 120 e 125 miliardi la proiezione del valore dei danni provocati dagli effetti del Covid-19 sulla blue economy in Italia. La stima arriva dal nuovo centro studi BlueMonitorLab, che si focalizza sull’economia del mare e punta ad analizzare i fenomeni in atto nel settore.

Il report, in corso di elaborazione, considera tutto ciò che nell’industria, nei servizi, nella logistica, nell’artigianato, nel turismo è riconducibile al comparto mare.

Ma dal conto sono esclusi, spiegano al centro studi, «gli interrogativi che riguardano il portafoglio ordini» della cantieristica per la costruzione di navi da crociera, «nonché l’economia delle isole maggiori e minori che rischia di pagare il prezzo più salato in termini di mancati introiti turistici».

Le indicazioni prese in considerazione «scaturiscono dalla prima elaborazione effettuata sui dati diffusi da 25 differenti associazioni imprenditoriali e da istituzioni, relative alle conseguenze dell’emergenza virus sul fatturato 2020 dell’intera economia marittima».

BlueMonitorLab, spiega una nota, «ruota oggi su un ristretto numero di ricercatori e collaboratori: fa perno su un comitato promotore di esperti e opinion maker presieduto da Giulio Sapelli, economista, esperto di geopolitica e docente alla Statale di Milano».

A lui si uniscono, tra gli altri, «Gian Enzo Duci, presidente degli agenti marittimi italiani, Francesco Parola, esperto di economia dei trasporti, Ettore Pollicardo, presidente del gruppo Bureau veritas Italia, Alessandro Laghezza, imprenditore della logistica, Lorenzo Pollicardo, esperto di nautica e Diego Paltrinieri studioso di erosione dei litorali».


Nel tradizionale cluster marittimo, spiga ancora la nota di BlueMonitorLab, «la classifica dei danni» con «azzeramento del fatturato è capeggiata dalle crociere che, a fronte di una previsione di 13 milioni e mezzo di passeggeri, hanno già confermato, nel primo semestre, la perdita di 6,8 milioni di passeggeri, e la cancellazione di 2.709 scali nei porti italiani». L’impatto negativo «sulle crociere - dice il report - dovrebbe risultare, a fine anno, pari a oltre 3 miliardi di euro».

Nel settore turistico «che per circa il 70% è in Italia turismo di mare, l’ipotesi, a fine anno, è di una perdita netta di fatturato fra i 55 e i 60 miliardi, con impatto sull’industria alberghiera, sulla ristorazione ma anche sugli stabilimenti balneari che “occupano” il 36% del litorale italiano».

Azzerata, sino a oggi, «anche la nautica da diporto, con porti deserti e con zero prenotazioni per il charter di grandi imbarcazioni e yacht, e con la speranza che luglio e agosto, possano consentire di salvare parte della stagione».

Pesanti le conseguenze, secondo BlueMonitorLab, anche «sui porti commerciali, che stanno perdendo (con le sole eccezioni di Gioia Tauro e Trieste) dal 20 al 30% del traffico anche nel settore dei container».

Alla perdita «fino a 120-125 miliardi contribuiscono le conseguenze sulla pesca che, nel primo semestre, ha segnato un crollo dell’80%, quantificabile in 1,5 miliardi di euro, ma anche l’abbattimento di tutte le attività di intrattenimento, l’artigianato e la moda legati al mare (che per ora registrano lo spostamento in avanti di almeno tre mesi nella stagione dello shopping), la gestione dei parchi marini e degli acquari».

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