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Col nuovo vermouth al pinolo e il gin al basilico nasce il Martini alla ligure

La Compagnia di San Giorgio lancia un nuovo liquore con infuso di pinoli che si aggiunge al Gin Mä. Obiettivo: raddoppiare il fatturato entro l’anno

di Raoul de Forcade

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Il Gin Ma e il vermouth Pineo per il Martini alla Ligure

La Compagnia di San Giorgio lancia un nuovo liquore con infuso di pinoli che si aggiunge al Gin Mä. Obiettivo: raddoppiare il fatturato entro l’anno


2' di lettura

Nato a New York, dall’estro di un barman originario di Arma di Taggia (se si vuole credere alla vulgata), il cocktail Martini torna, rielaborato, in Liguria, ispirandosi a una leccornìa del territorio: il pesto.

A consentire la creazione del nuovo “Cocktail Martini Liguria”, sono gli ingredienti forniti dalla Compagnia di San Giorgio, fondata, nel 2018, da cinque giovani soci genovesi.

In particolare un nuovo vermouth che l’azienda lancia in queste ore sul mercato: è dry e si chiama Pineo, perché al vermouth bianco è stato aggiunto un infuso in purezza di pinolo, uno degli ingredienti di punta del pesto genovese. Per completare il cocktail, al vermouth va aggiunto però il Gin Mä, ossia il gin al basilico, prodotto con il quale l'azienda è arrivata sul mercato.

«La Compagnia di san Giorgio – spiega l’amministratore della società, Thomas Cuberli (33 anni) - ha lanciato un progetto innovativo che segue le tradizioni della Liguria. Abbiamo creato un vermouth con infuso di pinolo in purezza che ringiovanisce questo tipo di vino aromatizzato e permette la creazione di numerosi cocktail in combinazione con il nostro cocktail iconico: il Gin Mä».

Uno degli obiettivi del nuovo prodotto è proprio la combinazione con il gin al basilico, per realizzare il Cocktail Martini Liguria. «In onore del signor Martini, che più di 100 anni fa partì da Arma di Taggia, per dar vita, a New York (si dice per John D. Rockefeller, ndr), al cocktail che porta ancora il suo nome – prosegue Cuberli – abbiamo rivisitato il cocktail facendo nascere il Martini Liguria».

Ma poiché anche l’occhio vuole la sua parte, dice l’imprenditore, «col drink abbiamo voluto lanciare anche un particolare rituale di preparazione: mettere un pinolo fresco in una coppa da Martini, coprirlo con la dose di Pineo, aggiungere il Gin Mä, precedentemente mescolato col ghiaccio e filtrato, e guarnire il tutto con un’oliva taggiasca».

Anche se il gin è tipicamente british e il vermouth piemontese , afferma Cuberli, «con la miscela di basilico e pinoli, due degli ingredienti del pesto genovese, continua la missione della Compagnia di San Giorgio di portare un sorso di Liguria in tutto il mondo».

Operativa dal settembre 2018, nell’arco di un anno l’azienda è arrivata a fatturare 50mila euro. «ma l’obiettivo sarebbe di arrivare a circa 100mila – conclude Ciberli – entro il 2020».

Il percorso dell’azienda è particolare: i soci hanno iniziato partecipando a un contest per startup (che hanno vinto), messo a punto da Regione Liguria, Comune di Genova e Wylab di Chiavari, l’incubatore di imprese creato dal numero uno di Duferco, Antonio Gozzi. Poi hanno investito 10mila euro per l’apertura della società, che è stata iscritta al progetto Start & growth della Regione Liguria (col Fse, ndr) che supporta le startup aiutandole, ad esempio, nella vidimazione del business plan.

In questo modo, la Compagnia di San Giorgio ha potuto ottenere un contributo a fondo perduto di 4.750 euro. Poi i soci hanno presentato il business plan a Intesa Sanpaolo, che li ha finanziati per 32mila euro, come startup innovativa.

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