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Colao: «Rete unica, Stato maggior azionista è una garanzia»

Dal Festival di Trento il ministro parla di Pnrr «nei tempi» e risultati sul digitale. Il prossimo progetto, dice, «riaccendere la scintilla dell'innovazione»

di Alessandra Capozzi e Flavia Carletti

Vittorio Colao (Ansa)

4' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - La soluzione dello Stato, attraverso Cdp, come maggior azionista nel progetto della rete unica è una garanzia per salvaguardare la concorrenza delle infrastrutture, la libertà di scelta dei cittadini e consentire grandi investimenti. Dal Festival dell'Economia di Trento, il ministro dell'Innovazione tecnologica e transizione digitale, Vittorio Colao, interviene sul tema della rete unica dopo il memorandum siglato da Tim, Cdp, Open Fiber e i fondi Kkr e Macquarie. «L'Italia, in questa fase, sembra non essere in grado di avere una concorrenza di infrastrutture e, di qui l'idea di «mettere insieme la proprietà della rete».

«Se la soluzione di cui si sta parlando - e di cui è stata manifestata la voglia di esplorarla - è quella che porterà ad avere lo Stato, attraverso la Cdp, in una posizione di maggiore azionista, questo dovrebbe essere la garanzia che è quello che dicevo verrà rispettato. Però alla fine spetta alle specifiche aziende, che sono aziende private e sono investitori, trovare loro la formula». Il ministro le aziende le conosce bene e assicura che l'accordo dipenderà dalle aziende e dalla buona volontà dei soci esteri «che ognuno ha logiche diverse». L'intervista è anche l'occasione per fare il punto sui passi avanti nel digitale. Sul fronte delle infrastrutture il ministro assicura che «entro giugno potremo annunciare che sono state sostanzialmente assegnate tutte» le risorse del Pnrr.

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E, in anteprima, annuncia che nel mese di maggio «è stato raggiunto il record di transazioni digitali sulla piattaforma pubblica PagoPa, più di 5 miliardi di euro». I progetti futuri? Il Pnrr procede in linea con i tempi ma Colao ha un desiderio: «riaccendere la scintilla dell'innovazione».

In questa fase meglio il progetto di unire la rete

«Davanti a noi avremo probabilmente 5-6 anni di grandi investimenti in fibra, investimenti in 5G e in infrastrutture informatiche. Idealmente ci piacerebbe avere concorrenza tra le infrastrutture ma l'Italia, per come è fatta, in questa fase, sembra non essere in grado di avere una concorrenza di infrastrutture. Quindi l'idea, il progetto è quella di mettere assieme la proprietà, in questo caso della rete fissa, della fibra, ma in realtà poi ci sono già altre soluzioni di collaborazione anche sul mobile, per cercare di far sì che non ci siano tre fibre a Roma o Bologna o Milano e zero da qualche altra parte. Chiaramente la nostra preoccupazione di far sì che questo avvenga senza inficiare la concorrenza e la libertà di scelta dei cittadini e senza favorire un player o l'altro» premette Colao.L'accordo sulla rete unica tra Tim, Cdp, Open Fiber e i fondi dipenderà dalle aziende e dalla buona volontà dei soggetti esteri, precisa il ministro. «Certo conosco tutti e conosco anche il settore abbastanza bene – risponde Colao - però nelle transazioni ci sono considerazioni finanziarie e monetarie che alla fine, anche se ci si conosce e si va d'accordo, possono, o non possono, fare arrivare a un'intesa. Quindi francamente non posso dire se poi funzionerà o no perché questo veramente dipende anche dalla buona volontà soprattutto - e questo è importante ricordarlo - dei soggetti esteri, perché qui ci sono dei fondi che hanno una loro logica, un investitore francese che ha altre logiche, quindi anche loro dovranno in qualche modo dimostrare la loro buona volontà in questa operazione. Penso che le componenti italiane sono, invece più naturalmente inclini a far succedere questa cosa».

Entro giugno assegnate risorse Pnrr

Sulla digitalizzazione l'Italia è indietro sulle infrastrutture ma si sta muovendo, complici le risorse del Pnrr, sui servizi pubblici, mentre resta il nodo delle competenze. «Sulle infrastrutture siamo un po' indietro, non drammaticamente ma un po' indietro, sia su fibra, sia su 5G e soprattutto sulla parte cloud. Ci stiamo muovendo ma siamo partiti un po' indietro, ed è per questo che il Pnrr ha messo importanti risorse. Credo che alla fine del mese di giugno potremo annunciare che sono state sostanzialmente assegnate tutte» sottolinea Colao, nell'intervista trasmessa al Festival dell'Economia di Trento. Che dà anche un'anteprima: «Sul discorso della digitalizzazione dei servizi pubblici non siamo male, anzi posso darvi in anteprima la notizia che nel mese di maggio abbiamo fatto il record di transazioni digitali sulla piattaforma pubblica PagoPa, più di 5 miliardi di euro. Gli italiani la stanno usando in maniera entusiasta, di questo siamo molto contenti». E' il tema delle competenze, invece, ad essere ancora indietro. «Il tema più importante e parzialmente più difficile, più lungo da affrontare è quello delle competenze. Dobbiamo accelerare, dobbiamo formare di più sia in campo propriamente tecnico-scientifico che per la gente in generale», aggiunge il ministro.

«Ora vorrei riaccendere la scintilla dell'innovazione»

Sul fronte dell'implementazione del Pnrr, assicura Colao, «siamo in linea coi tempi, anche se forse a me sarebbe piaciuto andare un po' più veloce su tutta la parte salute-sanità». Ma il ministro, per il secondo scorcio del suo mandato ha un progetto. «Quello che vorrei fare in questo secondo scorcio della mia esperienza ministeriale è tutta la parte di innovazione; mi piacerebbe riaccendere, e per questo che ho anche lanciato il tema dei giovani, l'attenzione sulla innovazione». E chiude il suo intervento con questo messaggio: «Lavorando con la ministra Messa mi piacerebbe riaccendere un po' di scintille dell'innovazione», «recuperare quella voglia di dire spingiamo oltre». Poi cita Elon Musk che «spesso è citato per cose bizzarre. Però insomma questo è un signore che quando ha detto lanciamo i razzi tutti hanno detto è matto e non sa neanche di cosa parla, però prova e riprova e adesso la Nasa ha annunciato che l'uomo sulla luna lo riporta lui e non lo Stato», concludendo che «ora Musk è un caso estremo» però «diamo ai nostri giovani la voglia e l'opportunità di farci vedere la loro passione per il cambiamento e sosteniamoli. Questo è un po' quello che vorrei fare oltre al Pnrr che è il mio dovere nei confronti del Paese».

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