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Coldiretti, Confagricoltura e Cia: legge di Bilancio promossa con riserva

Il parere dei presidenti delle principali associazioni agricole sui provvedimenti appena approvati dal Parlamento

di Alessio Romeo


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(© Norman and Leonor Bar)

4' di lettura

«Questa manovra riconosce la centralità dell’agricoltura per l'economia del paese. Resta però il nodo di sugar e plastic tax che rischiano di penalizzare anche il nostro settore. Se proprio si dovevano fare – dice il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – avremmo preferito che le nuove tasse andassero a colpire il prodotto finale e non le imprese. In questo modo si favoriscono gli importatori e si penalizzano le grandi imprese del nostro agroalimentare».

Ettore Prandini (Coldiretti): si rischia di favorire l’import
La sugar tax in particolare rischia di avere un impatto negativo anche sulla battaglia che l'Italia sta portando avanti a Bruxelles contro le nuove etichette alimentari. «Non solo – aggiunge Prandini: avrà un impatto pesante anche sull'occupazione, vedi Coca Cola che ha già annunciato tagli e disinvestimenti nel nostro paese». Per il presidente della Coldiretti ci sono ancora margini per migliorare la misura. «Vale la pena lavorare per prorogare ulteriormente l'entrata in vigore della sugar tax rispetto alla data prevista di giugno o, in alternativa, modificare i soggetti colpiti, perché così è una misura distorsiva che agevola chi importa e penalizza i nostri produttori».

La plastic tax invece rischia di avere effetti paradossali: «Concepita con motivazioni ambientali –sottolinea Prandini – finirà per aumentare l'inquinamento. Anche in questo caso infatti, favorendo le importazioni, la misura porterà a un aumento delle emissioni dovuto alla crescita dei trasporti».

Promosso il resto della manovra – in particolare le misure su Irpef, giovani, bonus verde e florovivaismo – Prandini sottolinea le forti preoccupazioni per il possibile coinvolgimento nel carosello dei dazi Usa dell'agroalimentare italiano e in particolare del vino.

Massimiliano Giansanti (Confagricoltura): innovazione più facile
«Per l’agricoltura ci sono delle risposte che come Confagricoltura aspettavamo da tempo, in particolare sul fronte dell’innovazione con l’estensione al settore delle misure previste per l’industria 4.0, una misura particolarmente importante alla luce delle nuove sfide sui mercati globali. In una fase come quella attuale di guerre commerciali è fondamentale dare ai produttori la possibilità di essere competitivi, rafforzando l’innovazione e consentendo di valorizzare la tracciabilità delle nostre produzioni».

Per il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti «anche lo sforzo fatto per ridimensionare sugar e plastic tax è apprezzabile ma non basta; sono misure che avranno ricadute negative sul settore, non possiamo tassare queste prodotti innanzitutto perché non abbiamo alternative riciclabili nel comparto degli imballaggi.

Poi sullo zucchero è un vero e proprio suicidio, perché la misura comporterà l’aumento del ricorso dei consumatori italiani all’acquisto dei prodotti esteri». «Abbiamo apprezzato – aggiunge Giansanti – anche l’estensione del bonus verde e le misure sul florovivaismo, un settore dove da tempo aspettavamo un quadro normativo chiaro per regolare gli scambi tra vivai».

Sullo stop alla canapa industriale Giansanti è prudente: «È una novità in campo agricolo che va introdotta nel rispetto della normativa generale. Possono esserci spazi importanti di crescita ma all’intero di una riflessione più ampia collegata al tema del fumo e al tabacco. In generale riteniamo che possa esserci un ripensamento sulle coltivazioni di canapa e tabacco; ci sono molte tasse che gravano sul settore, noi siamo per un trattamento fiscale che possa consentire a tutti e 4 i grandi produttori mondiali – Japan Tobacco, Bat, Philip Morris e Imperial – di essere sul mercato italiano».

Dino Scanavino (Cia): manca la rottamaizone dei trattori
«La legge di bilancio ha accolto molti dei nostri emendamenti. Siamo sulla strada giusta anche se c’è ancora molto da fare». Dal presidente della Cia-Agricoltori italiani, Dino Scanavino, arriva un generale apprezzamento per la manovra agricola dove però manca la misura specifica chiesta dall’associazione per accelerare il rinnovo del parco macchine agricole che rappresenta una delle priorità per la competitività del settore.

«Intanto è fondamentale dal punto di vista strategico aver collegato l’agricoltura al sistema di trasformazione con l’estensione delle misure per l’Industria 4.0 che ci consentono di allineare il settore al processo di ammodernamento tecnologico. Sul rinnovo del parco macchine – sottolinea Scanavino – incassiamo, anche se con risorse insufficienti, il fondo per l’innovazione da 5 milioni, che può rappresentare un primo passo per aprire la strada alla misura. È un segnale favorevole che ora va sviluppato. L’indice di sostituzione del nostro parco macchine non arriva a 20mila trattori l’anno. Dal punto di vista ambientale, si chiede al settore di essere meno inquinante: un trattore di ultima generazione emette l’80% in meno di polveri sottili rispetto a un modello degli anni 90».

Una strada possibile per il rafforzamento della misura passa anche da Bruxelles, dove il paradigma ambientale sarà alla base della riforma della Politica agricola comune (Pac) . «La riforma della Pac è un’occasione – dice Scanavino – visto che la scelta di investire su nuovi presidi eco-ambientali sembra essere l’unica strada, oltre che per salvare il pianeta, per rilanciare l’economia. Ma la svolta verde ma va fatta come si deve. Il green new deal deve basarsi sul lavoro quotidiano degli agricoltori».

Per approfondire:

Più industria 4.0 e meno Irpef, come impatta la Manovra sul settore agricolo

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