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Coldiretti: il Covid taglia 53 miliardi di spese dei turisti. E a Capodanno meno brindisi

In calo del 15% gli acquisti di spumante in Italia, che per la prima volta registra un calo di produzione (-4%) e di esportazioni

2' di lettura

Un anno da dimenticare per i consumi: la Coldiretti stima che quest’anno, a causa della pandemia, in Italia si siano spesi 53 miliardi di euro in meno del 2019 in consumi legati al turismo, cifra che, per un terzo, ha riguardato ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche l’acquisto di cibo di strada e souvenir delle vacanze.

Lo afferma la Coldiretti sulla base di dati Isnart-Unioncamere, in occasione della divulgazione dei numeri Istat sugli effetti della pandemia sul turismo in Italia con l’assenza quasi totale di stranieri e il forte calo degli italiani.

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La spesa per il cibo in Italia, ricorda la Coldiretti, ha superato quella per l’alloggio ed è diventata la voce principale del budget delle famiglie italiane e straniere in vacanza, per un importo complessivo sceso comunque del 58%, arrivando a toccare 17,5 miliardi, il minimo da almeno un decennio. Un’assenza che ha pesato duramente sui 360mila bar, ristoranti, pizzerie, pasticcerie e trattorie presenti in Italia, costretti alla chiusura e alla limitazione dell'attività anche per Natale e Capodanno.

Il Capodanno, peraltro, sarà più sobrio, nel senso letterale: sempre la Coldiretti prevede un calo del 15% per quanto riguarda i brindisi con spumante made in Italy di fine anno rispetto allo stesso periodo del 2019, per un totale di 63 milioni di tappi stappati solo in Italia.

Un crollo dovuto, spiega la Coldiretti, alle restrizioni imposte a spostamenti e celebrazioni durante le festività natalizie, con lo stop a veglioni, feste private, ristoranti e agriturismi per le misure anti-Covid.

Lo spumante sarà comunque scelto dall'82% degli italiani che acquisteranno vini per il brindisi, grazie anche a una vasta scelta che va dalle principali denominazioni con metodo classico, come Trento, Oltrepo’ Pavese e Franciacorta, a quello italiano, come Asti e Prosecco o da altre regioni emergenti come Abruzzo, Sicilia, Toscana, Marche, Lazio e Umbria.

Le difficoltà legate alla pandemia, sottolinea la Coldiretti, impattano anche sulla produzione, che dovrebbe fermarsi intorno a 750 milioni di bottiglie. Gli effetti dell’emergenza Covid si fanno sentire anche sull’export dello spumante italiano, in calo per la prima volta del 4% in quantità nei primi nove mesi dell'anno.

A pesare sono la chiusura del canale della ristorazione e i lockdown decretati in molti dei Paesi dove è più forte la tradizione delle bollicine tricolori, che nel corso degli anni hanno conquistato la vetta delle preferenze davanti allo champagne francese.

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