lavoro domestico

Colf e badanti: in campo l’opzione Cig in deroga per i regolari

Cassa integrazione per i lavoratori domestici regolari oggi esclusi, reddito d’emergenza agli oltre 1,2 milioni di irregolari

di Giorgio Pogliotti, Claudio Tucci

Un mese di lockdown: come è cambiata la nostra vita

3' di lettura

Reddito di emergenza per colf e lavoratori a termine non rinnovati

In vista del decreto d’aprile l’unica certezza per i quasi due milioni di lavoratori domestici (tra regolari e non) è che saranno oggetto di apposite misure di sostegno al reddito, anche alla luce dei numeri, finora piuttosto bassi, di richiesta del bonus baby sitting di importo fino a 600 euro, alternativo al congedo straordinario di 15 giorni, introdotto dal Dl “cura Italia”. Secondo l’ultimo dato diffuso dall’Inps, lo hanno chiesto appena 43.608 nuclei familiari.

Cig in deroga per almeno due mesi ai regolari

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Sullo strumento che dovrà, concretamente, tutelare colf, badanti e baby sitter, è in corso un’istruttoria tra i tecnici del ministero del Lavoro e quelli dell’Economia. Al momento, le opzioni sul tavolo sono queste. Per i circa 860mila lavoratori domestici regolari si sta ragionando su una misura assimilabile ad una sorta di cassa integrazione in deroga semplificata, da riconoscere per almeno due mesi, aprile e maggio, con l’estensione delle tutele anche in caso di malattia o quarantena. Già oggi, del resto, ha ricordato nei giorni scorsi il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, i datori possono usufruire della sospensione dei versamenti previdenziali e assistenziali.

Lavoro irregolare: 500 euro dal Rem oppure reddito di ultima istanza

Per i lavoratori domestici “irregolari” invece l’ipotesi prevalente è quella di farli rientrare nel campo di applicazione del Reddito d’emergenza (Rem), il nuovo “ammortizzatore” che dovrebbe intercettare nel complesso oltre 3 milioni di lavoratori, incluso il “grigio” e il sommerso, oggi esclusi dalle misure di protezione introdotte dal decreto “cura Italia” per quasi 16 milioni di lavoratori, tra dipendenti e autonomi. Il Rem, secondo i primissimi calcoli dei tecnici, dovrebbe essere finanziato con una dote intorno ai 3 miliardi di euro, per assicurare ai beneficiari 500 euro al mese per due mesi, aprile e maggio. In alternativa si sta ragionando sull’estensione del reddito di ultima istanza. Inoltre, ai lavoratori domestici che hanno lavorato in questo periodo emergenziale, il governo dovrebbe confermare il premio di 100 euro (si stanno studiando le modalità di erogazione della somma).

Qualora non si riuscisse a mettere in campo l’ammortizzatore assimilabile alla cassa integrazione in deroga, tutti i circa 2 milioni di lavoratori domestici sarebbero coperti dal Rem. «Si potrebbe sperimentare un reddito minimo vitale di emergenza come forma di integrazione al reddito per tutti quei lavoratori che stanno sotto una determinata soglia», propone la sottosegretaria al Lavoro, Francesca Puglisi.

La richieste di estendere la Cigd al settore è stata fatta al tavolo in videoconferenza con il ministro Catalfo dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs e Federcolf e le associazioni datoriali Fidaldo e Domina. «A marzo non risulta vi sia stato un incremento di licenziamenti – spiega il segretario generale di Domina, Lorenzo Gasparrini – molti rapporti di lavoro sono stati sospesi, chiediamo che questi lavoratori possano beneficiare dell’ammortizzatore sociale e le famiglie della deducibilità delle retribuzioni, anche per far emergere il sommerso. Vediamo con favore iniziative come quella della regione Sardegna che ha introdotto un bonus una tantum fino a 600 euro per il lavoro domestico. Considerando, inoltre, che il 71% di colf e badanti sono donne immigrate, chiediamo di prorogare i permessi di soggiorno in scadenza».

La conferma dei sussidi e l’incremento del bonus autonomi

Nel decreto atteso dopo Pasqua verranno confermati anche tutti gli attuali sussidi, cassa integrazione d’emergenza e indennità di 600 euro per gli autonomi, che, da aprile, saliranno a 800 euro. Lo stanziamento totale su cui si ragiona è di circa 15 miliardi di euro. Una fetta di queste risorse serviranno anche ad allungare la Naspi di un paio di mesi, a coloro a cui sta scadendo in questo periodo. «Non vogliamo lasciare nessuno senza tutele», spiega Marco Leonardi, consigliere economico del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Sempre nel decreto aprile dovrebbe confermarsi anche lo stop ai licenziamenti: oggi i licenziamenti collettivi e individuali per motivi economici sono vietati per due mesi, fino cioè a metà maggio. Con il nuovo decreto lo stop proseguirà per tutta la durata dell’emergenza, ma probabilmente solo per i licenziamenti collettivi.

Per approfondire:

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