pacchetto occupazione

Colf e badanti, indennizzo da 400 euro per due mesi

Dote da 500 milioni per una platea di 500mila lavoratori. Tramonta l'ipotesi Cig

di Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci

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(Ansa)

Dote da 500 milioni per una platea di 500mila lavoratori. Tramonta l'ipotesi Cig


3' di lettura

Per oltre 500mila colf e badanti regolari, che non stanno lavorando a causa dell'emergenza sanitaria, spunta l'ipotesi di un indennizzo di 400 euro al mese per due mesi, a patto che non convivano con la famiglia datrice di lavoro. Per questa misura, nel cosiddetto decreto Aprile che molto probabilmente slitterà ai primi di maggio, ci sarà uno stanziamento di circa 500 milioni di euro. Sembra dunque definitivamente tramontata l'ipotesi di concedere al lavoro domestico una sorta di cassa integrazione in deroga semplificata.

Divieto di licenziamento
Dopo un lungo braccio di ferro, si prorogherà il divieto di licenziamento per le imprese (il lavoro domestico continuerà ad essere escluso): al momento, lo stop ai licenziamenti collettivi e a quelli individuali per motivi economici è previsto fino a metà maggio; con il nuovo decreto si prolungherà di ulteriori due mesi. Si introdurrà, poi, il reddito d'emergenza per circa 1 milione di nuclei, in forte difficoltà e non tutelati dagli attuali sussidi: a costoro verranno erogati mediamente 500 euro al mese per due mesi, per un costo a carico dello Stato di circa 1 miliardo.

Pacchetto lavoro da 25 miliardi
Riunione dopo riunione proseguono le limature del “pacchetto lavoro” che confluirà nel nuovo decreto, che pesa circa 25 miliardi. Tra le misure in arrivo, confermata l'estensione da 600 a 800 euro, per due mesi, del bonus autonomi, con un rifinanziamento intorno ai 7 miliardi. Chi ha ricevuto l'accredito di 600 euro a marzo, riceverà in automatico gli 800 euro di aprile (il pagamento slitterà a maggio, visti i ritardi nella definizione del provvedimento). Per quanto riguarda invece gli 800 euro relativi al mese di maggio, si introdurranno dei “tetti” (ancora da chiarire se riferiti al reddito o alle attività escluse dalla chiusura) per rendere coerente la misura con gli indennizzi alle imprese allo studio del ministero dello Sviluppo economico.

Cassa integrazione
Per la cassa integrazione d'emergenza, ordinaria e in deroga, saranno stanziati 13 miliardi che consentiranno alle imprese di richiedere, fino a dicembre, altre nove settimane di ammortizzatore (cinque settimane, rinnovabili eventualmente di altre quattro). Altri due miliardi serviranno per rifinanziare gli interventi di sostegno al reddito erogati dai fondi di solidarietà, in primis artigianato e lavoro in somministrazione.

Nel decreto verranno poi concessi altri 15 giorni di congedo straordinario, retribuito al 50%, visto il periodo prolungato di chiusure delle scuole. In alternativa al congedo straordinario, si riproporrà il bonus baby sitter di 600 euro, che potrebbe servire anche a pagare le spese dei centri estivi, sulla cui riapertura in sicurezza, sta ragionando il governo.

Allungamento Naspi
Ci sarà anche l'allungamento della Naspi, di un paio di mesi, a chi ha il sussidio in scadenza con un finanziamento di 800 milioni; mentre ancora non è deciso il congelamento del decreto dignità sui contratti a termine, su cui preme larga parte della maggioranza. «Ogni mese scadono circa 300mila rapporti temporanei, che rischiano di non essere rinnovati – osserva Marco Leonardi, consigliere economico del ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri – . Non possiamo permetterci un aumento così consistente di richieste di Naspi. Significherebbe vanificare tutte le misure fin qui messe in campo per salvaguardare l'occupazione».

In questo provvedimento verrà inserita la norma annunciata dal ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che consente ai percettori del reddito di cittadinanza, di ammortizzatori, Naspi e Discol di poter lavorare per uno o due giorni nei campi, per far fronte all'emergenza raccolti nell'agricoltura, mantenendo l'intero importo percepito (non produrrà effetti sui limiti reddituali).

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