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Colf, l’indennità si ottiene in quattro mosse

Dati anagrafici, requisiti e modalità di pagamento: ecco i passaggi per chiedere l’indennità fino a 1.000 euro destinata ai collaboratori domestici

di Matteo Prioschi

Inps, al via domande per bonus lavoratori domestici

Dati anagrafici, requisiti e modalità di pagamento: ecco i passaggi per chiedere l’indennità fino a 1.000 euro destinata ai collaboratori domestici


3' di lettura

Da lunedì i collaboratori domestici possono presentare la domanda per ottenere l’indennità di 500 euro introdotta dal decreto rilancio riferita ai mesi di aprile e maggio (in totale 1.000 euro). La richiesta deve essere fatta all'Inps tramite il sito internet oppure il call center, ma in alternativa ci si può rivolgere a un patronato che effettua la procedura per conto del richiedente.

Vedi anche “La bussola sui decreti”: le indennità per i collaboratori domestici

Se si sceglie la procedura online, è necessario avere un Pin (codice indentificativo personale) rilasciato dall’istituto di previdenza, oppure un’identità digitale Spid almeno di secondo livello, o una carta di identità elettronica 3.0, o la carta nazionale dei servizi. Il Pin, va ricordato, serve anche se si ricorre al call center.

Login e dati personali
Il percorso online parte dalla pre-home page del sito Inps dove in questi giorni sono presenti i principali servizi e news legati all’emergenza Covid. Si clicca sul servizio «indennità Covid-19 per lavoratori domestici» e si passa alla pagina in cui vanno inserite le proprie credenziali. Successivamente si arriva alla procedura di domanda vera e propria.

Il sistema, dopo aver riconosciuto l’utente, precarica i dati anagrafici necessari per la richiesta. In caso di errori è necessario passare all’area anagrafica della sezione riservata del sito e poi ritornare alla procedura.

Requisiti
Quindi si deve autodichiarare il possesso dei requisiti richiesti, spuntando le relative caselle. Per ottenere l’indennità è necessario:
essere o essere stato titolare di almeno un rapporto di lavoro domestico attivo al 23 febbraio 2020 per una durata complessiva (calcolata come somma di tutti i rapporti di lavoro attivi) superiore a 10 ore settimanali
non essere convivente con il datore di lavoro;
non aver fruito delle indennità introdotte dal decreto legge 18/2020 in favore delle seguenti categorie di lavoratori: partite Iva e co.co.co iscritti alla gestione sperata Inps (articolo 27), commercianti, artigiani e coltivatori diretti (28), lavoratori stagionali di turismo o terme (29), operai del settore agricolo (30), lavoratori dello spettacolo (38);
non aver percepito l’indennità prevista per gli iscritti alle Casse di previdenza dei professionisti oppure quella dei lavoratori intermittenti, dei collaboratori occasionali, dei venditori porta a porta, stagionali non del turismo e terme (articolo 44 del Dl 18/2020);
non essere titolare di pensione, fatta eccezione per l’assegno ordinario di invalidità;
non essere titolare di altra tipologia di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

Pagamento
Superata questa fase, si deve indicare la modalità di accredito dei soldi. Le opzioni disponibili sono:
conto corrente bancario
conto corrente postale
carta di credito ricaricabile con Iban
libretto postale
bonifico domiciliato (contanti) presso un qualunque ufficio postale.

Nel caso non si scelga quest’ultima opzione, l’Iban, che può anche essere riferito a un conto/carta straniero, deve essere associato a uno strumento intestato a chi sta presentando la domanda e la corrispondenza viene verificata dall’Inps prima di effettuare l’accredito.
La modalità di pagamento può essere cambiata successivamente alla presentazione della domanda, purché prima dell’erogazione, rientrando nell’area dedicata.

Invio e monitoraggio
A questo punto si può dare un’ultima controllata alle informazioni inserite e spedire la domanda oppure uscire dalla procedura. La pratica resta salvata come bozza, disponibile per una ulteriore verifica prima della presentazione.

Quando si effettua l’invio viene rilasciata una ricevuta con un codice identificativo, che non è il protocollo della domanda. Quest’ultimo viene rilasciato in seguito e contestualmente viene inviata una notifica tramite un sms o un messaggio di posta elettronica all’interessato, che a quel punto può rientrare nella sezione dedicata del sito internet e scaricare la ricevuta della domanda con relativo numero di protocollo. La pratica viene comunque messa in lavorazione, anche in assenza della protocollazione.

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