L’intervista Monica Poggio

«Collaborazione efficace tra mondo delle imprese e sistema di istruzione»

di Claudio Tucci

3' di lettura

Perché l’Its riesce a formare profili professionali subito appetibili per le imprese?

Le aziende - spiega Monica Poggio, ad di Bayer in Italia, vice presidente di Assolombarda con delega a università, ricerca e capitale umano, neo presidente della Camera di commercio italo-tedesca e presidente della Fondazione Its Lombardia Meccatronica - svolgono un ruolo attivo sia nella governance degli Its che nella progettazione ed erogazione della didattica. Si realizza così una efficace collaborazione tra imprese e sistema di istruzione. Il risultato è una formazione di qualità e multidisciplinare, dove “convivono” moduli tecnici sulle competenze più innovative e moduli sulle soft skills. L’ampio coinvolgimento nella didattica di professionisti del mondo del lavoro, che nella maggior parte dei casi svolgono più del 70% delle ore di lezione, e un minimo di 800 ore di tirocinio, conferiscono inoltre una dimensione applicativa alla formazione. I diplomati Its sono dunque profili con una specializzazione elevata in grado di operare in ambienti produttivi complessi. Bayer è stata tra le prime aziende tedesche in Italia a promuovere questa concezione di apprendimento.

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Oltre agli 1,5 miliardi del Pnrr, cosa manca per il decollo definitivo degli Its?

Sarebbe auspicabile che l’organizzazione deputata alla programmazione e gestione delle risorse fosse presidiata da una funzione dedicata all’interno del ministero dell’Istruzione, che coordini il processo interagendo anche con le regioni. Altrettanto importante sarebbe definire le linee di intervento e il riparto dei fondi sulle diverse milestone previste: andrebbe data priorità agli investimenti in laboratori e tecnologie, all’incremento del numero dei corsi e degli studenti (e non delle fondazioni), all’orientamento e alla comunicazione. Uno dei principali limiti al decollo degli Its deriva dalla loro scarsa notorietà: una soluzione potrebbe essere la combinazione di percorsi di orientamento scolastico innovativi e mirati, insieme a una campagna di comunicazione istituzionale e coordinata.

La Camera all’unanimità ha approvato la riforma degli Its. Al Senato cosa chiede?

Il disegno di legge approvato alla Camera riunisce in un unico testo organico istanze delle imprese e degli stakeholders sociali e politici, ed è un’ottima proposta. Si potrebbe migliorare determinando meccanismi di stabilizzazione finanziaria attraverso l’effettivo superamento del bando nel sistema di erogazione del finanziamento pubblico e dei relativi parametri ed individuando concreti punti di collaborazione tra Its e università (per esempio nel riconoscimento di crediti formativi per i diplomati Its o nel riorientamento dei c.d. drop out universitari.

È finita la “guerra” tra Its e università?

Dal punto di vista delle imprese, non c’è alcun motivo di conflitto tra canali formativi terziari. L’opportunità che abbiamo è di individuare gli elementi di complementarietà per rispondere alla complessità che il mercato del lavoro e le aziende oggi affrontano, e che vede nel “mismatch” delle competenze un chiaro indicatore. Le imprese cercano sia tecnici superiori, in grado di gestire e presidiare processi aziendali sempre più complessi, sia laureati per sviluppare e coordinare progetti di ricerca e innovazione. Da qui l’esigenza di avere un sistema di istruzione terziaria nel quale coesistano, evitando sovrapposizioni, un segmento accademico e uno professionalizzante, ciascuno
con la propria specifica identità, così come in Germania, Francia
e Svizzera.

Un’ultima questione. Come raccontare ai giovani l’opportunità e la bellezza dei percorsi tecnico-scientifici?

Viviamo in una società in cui quotidianamente abbiamo a che fare con la tecnologia. L’emergenza pandemica ha accelerato e amplificato questa dimensione, e ha riportato la scienza al centro del dibattito. La bellezza risiede nello scoprire e comprendere ciò che sta dietro alle tecnologie che utilizziamo, così come nel ricercare soluzioni per un mondo più sostenibile: tutto questo passa da una approfondita conoscenza delle discipline Stem, verso le quali possiamo oggi orientare le scelte di studio dei giovani più di quanto fatto in passato. Con un incoraggiamento rivolto in particolare alle studentesse, affinché considerino gli studi Stem e gli Its come una opportunità per il loro futuro.

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