I luoghi leopardiani

Colle dell’Infinito, rischio discarica solo teorico: ecco perché non può accadere

Per il presidente della provincia di Macerata la discarica non si farà. Anche per lo studio che ha individuato i siti la scelta è destinata a restare sulla carta. Il Fai e il sindaco di Recanati ricordano, se ce ne fosse bisogno, che le aree sono vincolate

di Patrizia Maciocchi

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Per il presidente della provincia di Macerata la discarica non si farà. Anche per lo studio che ha individuato i siti la scelta è destinata a restare sulla carta. Il Fai e il sindaco di Recanati ricordano, se ce ne fosse bisogno, che le aree sono vincolate


4' di lettura

La discarica a ridosso del Colle dell’infinito non si farà. Sul punto sono tutti d’accordo: dal sindaco di Recanati, all’ingegner Fausto Brevi, titolare dello studio Oikos Srl che ha individuato i luoghi potenzialmente idonei, al vicepresidente esecutivo del Fai. Per tutti il rischio è solo sulla carta e lì resterà.

Il Fai

E sono ovvie, o dovrebbero esserlo, le ragioni per escludere che il Colle dell’infinito - e tutto lo spazio che può essere abbracciato con uno sguardo dal monte Tabor - possa essere un posto nel quale riversare spazzatura . «Esiste un vincolo che include tutto il cono visivo di Recanati - sottolinea il vicepresidente del Fai Marco Magnifico - per questo mi sento di poter dire che la discarica non si farà, per la semplice ragione che non si può». Per Magnifico però è bene sollevare l’argomento, per ricordare alla prossima giunta che, nel 2020, pensare alle discariche come un sistema per smaltire i rifiuti, è anacronistico. «Siamo già pronti per suggerire le quattro mosse Fai al nuovo presidente - dice Magnifico - meno rifiuti, più differenziata, termovalorizzatori e discariche solo per il combusto di questi ultimi. Collaboriamo da sempre con Casa Leopardi, con l’amministrazione e con il centro studi, per avvicinare sempre di più il pubblico ai luoghi che sono un patrimonio dell’umanità. In occasione del bicentenario de «L'infinito» di Giacomo Leopardi, il Fondo Ambiente Italiano ha completato, impiegando risorse proprie per un milione di euro, il restauro dell’Orto-giardino dell'ex Convento di Santo Stefano, inaugurato dal Presidente della Repubblica e ora aperto al pubblico».

L’impegno di Casa Leopardi

All’impegno economico e alla dedizione di Casa Leopardi è dovuta invece la recente apertura al pubblico delle stanze di Giacomo. «Stiamo Lavorando in completa sintonia con il Fai, l’amministrazione e il centro studi - ricorda Olimpia Leopardi, discendente del poeta - per valorizzare luoghi che rappresentano un valore sociale e storico per l’Italia e non solo. È chiaro che la stessa intesa e lo stesso impegno c’è nel difenderli». Ma anche per Olimpia Leopardi il rischio discarica dovrebbe essere solo teorico. «Immagino che l’ipotesi sia il frutto di una “svista” - afferma Olimpia Leopardi - in caso, per correggere la rotta non credo serva molto: solo un po’ di buon senso».

La task force del sindaco

Nella task force a difesa del Colle più poetico del mondo c’è, ovviamente, il sindaco di Recanati. «Sono certo che la discarica non si farà - dice il primo cittadino Antonio Bravi - . Naturalmente siamo pronti a dare battaglia con i nostri legali e i nostri tecnici. Ma ci auguriamo che non serva, perché salvaguardare queste zone è interesse comune». E Bravi spiega anche come è nata l’ipotesi discarica. «La Provincia ha affidato, nel 2017, allo studio tecnico Oikos, l’incarico di individuare le zone potenzialmente utili. Le 80 indicate inizialmente sono poi state ridotte a 70, con l’ok dell’amministrazione provinciale. Di queste, 14 sono nel comune di Recanati, per la maggior parte a ridosso del Colle dell’Infinito o nel suo campo visivo. Siamo pronti con i nostri tecnici a spiegare, mettendo nero su bianco, perché non è il caso di scaricare lì dei rifiuti. Speravamo non fosse necessario - conclude il sindaco - e il perché è piuttosto intuitivo...».

Lo studio che ha individuato le aree

Il legale rappresentante della Oikos progetti società, Fausto Brevi, che ha condotto lo studio preliminare per individuare le zone potenzialmente idonee, precisa che la scelta è stata in qualche modo obbligata. «Abbiamo seguito un percorso di fatto già tracciato – dice Brevi – muovendoci in linea con le previsioni del Piano Regionale che detta i criteri. “Parametri” applicati in modo omogeneo sul territorio dell'Autorità d'Ambito, e condivisi dalle amministrazioni comunali dell'Ata. Partendo da questo è poi chiaro che avranno un peso altre considerazioni che possono rendere un’area adatta dal punto di vista tecnico, non idonea allo scopo: a partire dai vincoli storici e paesaggistici, come in questo caso, elementi di tutela non rinvenibili alla scala provinciale e di carattere locale. Per quello che mi riguarda credo che queste considerazioni prevarranno».

Il presidente della provincia di Macerata

Anche per Antonio Pettinari, presidente della provincia di Macerata la discarica sul colle non si farà . «Non c’è stata nessuna scelta di luoghi. Sono state individuate delle macro- aree, soggette ad una scrematura. Saranno escluse tutte quelle che hanno dei vincoli di qualunque tipo individuati dal piano regionale, comprese le zone dei prodotti tipici». Ovviamente tra queste rientra il Colle dell’Infinito. «L’Ermo colle non è caro solo ai Recanatesi ma a tutti noi. Per questo sono sorpreso che si possa solo ipotizzare che un luogo così importante possa essere utilizzato in modo tanto improprio. E questo vale per tutto il territorio collinare della provincia. Certo qualche Comune dovrà accogliere la discarica, anche perché siamo contrari all’incenerimento. E lo faranno i sindaci. Da parte delle altre due province Fermo e Ascoli purtroppo non c’è stata disponibilità per individuare territori fuori dalla nostra provincia»

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