Bruxelles

Collectible, il design contemporaneo attrae i collezionisti

La fiera, nonostante la crisi da contagio, ha registrato l’aumentato dei visitatori e le gallerie hanno puntato su innovazione e creatività

di Nicola Zanella


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Di Touche-Touche la lampada Onyx in poliuretano espanso in vendita da everydaygallery a 4.700 euro.

4' di lettura

Collctible , la fiera dedicata al design da collezione e in edizione limita del XXI secolo è andata in scena a Bruxelles nel centralissimo Vanderboght Building durante la settimana dal 4 all'8 marzo in concomitanza con TEFAF a Maastricht. L'eterno compromesso tra esponenti fiamminghi e valloni al governo ha decisamente rallentato la decisione sulle misure di contenimento della pandemia da coronavirus in Belgio, tra cui quella di sospendere o meno gli eventi pubblici permettendo alla fiera il suo normale svolgimento. Tant'è che Collectible si è svolta regolarmente per i 40 espositori segnando persino un incremento dei visitatori passati dai 15.000 del 2019 ai 18.000 di quest'anno.

Lo stand condiviso di Functional art gallery e Peres Project, dove arte e design sono messi in dialogo

L'annosa domanda su cosa è arte e su cosa è design, al di là della continua ibridazione tra le due discipline in una fiera come Collectible perde molto del suo significato, anche se gli espositori presenti hanno la regola di portare solo oggetti funzionali e funzionanti al di là del loro aspetto decorativo, ecco così tracciata una linea di demarcazione. Le due fondatrici Clèlie Debehault e Liv Vaisberg hanno cercato di rispondere alle domande di un pubblico sempre più competente e desideroso di visitare qualcosa di fresco e innovativo, in cui la creatività è qualcosa che va oltre le categorie: così la fiera del design contemporaneo si pone come sfida al futuro.
In generale comunque è divertente constatare che il confine è ancora più labile tra arte e design pensando a quelle opere che per quanto indiscusse forme d’arte non smettono di avere una loro funzione pratica, nonostante questa venga dimenticata e comunque annichilita dal loro aspetto concettuale. Gli specchi serigrafati di Michelangelo Pistoletto continuano a mantenere la loro capacità di riflettere l'ambiente circostante e le luci di Felix Gonzales-Torres nella loro poesia continuano ad illuminare. E che dire della lampada “l'uccellino” di Ingo Maurer per quanto prodotto in milioni di esemplari non merita a pieno titolo un posto d'onore tra gli esempi più riusciti di arte pop?

Esaurita la divagazione teorica, Collectible nei fatti si è presentata come una fiera piena di energia dove abbondavano pezzi unici di design iper-contemporaneo adatti nella maggior parte dei casi solo ai salotti più temerari e che in una casa normale fanno l'effetto di un vestito di Alessandro Michele indossato per andare a fare la spesa.

Lampada di La Cube, Untitled, in vendita a 1.800 euro da Camp Design Gallery di Milano

Tra gli stand più interessanti abbiamo trovato quello della galleria milanese Camp Design Gallery di Beatrice Bianco che partecipa a Collectible dalla sua prima edizione nel 2018 e di cui vede un miglioramento qualitativo sotto tutti i punti di vista. Nel suo spazio tra gli altri erano presenti la lampada a parete di Paolo Gonzato “Baracche Blue” (artista rappresentato anche da APALAZZOGALLERY giusto per tornare all'arte contemporanea) e in vendita a 6.500 euro. Altro pezzo unico ma dal costo decisamente sostenibile è la lampada “Untitled” di Studio La Cube, un tubo blu dalle forme sinuose che emana una luce al led in vendita a 1.800 euro. Molto più estrema, invece, la proposta di everyday gallery di Anversa con ad esempio la lampada dalle sembianze preistoriche di Touche-Touche in poliuretano espanso che simula un accumolo di pietre, in vendita per 4.700 euro.

Marija Puipaitė e Vytautas Gečas, specchio Romance & Gravity Vartai Gallery. 3.200 euro.

Un discorso in particolare merita lo stand condiviso tra le gallerie berlinesi Functionalart gallery (nomen omen) e Peres Projects nome noto dell'arte contemporanea presente anche alla passata edizone di ArtBasel . Pionieri nell'incentivare il crosscollecting tra arte e design. Il duo show metteva in relazione le chaise longue ispirate a forme uterine e quindi simbolo di confort e di accoglienza di Anna Asgaard Jensen (10-20.000 euro il range di prezzo) con i dipinti astratti di Richard Kennedy, per una volta a scopo solo decorativo e ufficialmente non in vendita.

Arquitectura-G Delos Bed in vendita da DISè a 30,000 euro

Tra i pezzi più significativi ed apprezzati senza dubbio Delos Bed, il letto concepito dal collettivo spagnolo A rquitectura-G e in fiera con DISè azienda-galleria siciliana. La base del letto trasparente poggia su dei solidi la cui disposizione è componibile a piacere ed evoca delle rovine greco-romane: 30.000 euro il prezzo richiesto per questa edizione limitata. Scolpita a mano la seduta Beam di Rene Siebum è ricavata da una grossa trave di legno e ha le sembianze di una clessidra distesa e per sottolinearne l'unicità si accompagna con un collage a parete che ne narra tutte le fasi di produzione. Beam, pezzo unico era in vendita dalla galleria viennese Rauminhalt a 8.700 euro.

Rene Siebum, Beam, Blocco di legno intagliato. Galleria Rauminhalt. 7.800 euro

Le gallerie presenti in generale hanno riscontrato sia vendite che molti contatti interessanti con pure la presenza di volti noti tra i collezionisti di arte contemporanea dal tedesco Tobias Arndt all'italiano Paolo Menon. Forse la linea di demarcazione tra arte e design la fa proprio il mercato: nel 2009 Christie's ha battuto all'asta una sedia disegnata da Eileen Gray, La “Dragon chair” per circa 28 milioni di euro, chi avrà avuto il coraggio di sedersi!

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