I FILM DEL FINE SETTIMANA

«Collective», un grande documentario che non lascia indifferenti

È arrivato on-demand il potentissimo film rumeno che punta agli Oscar. Tra le novità anche «I Care a Lot» con Rosamund Pike

di Andrea Chimento

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Collective

3' di lettura

Una delle esperienze cinematografiche più sconvolgenti degli ultimi tempi: si potrebbe riassumere così «Collective», film del regista rumeno Alexander Nanau, che punta a entrare tra i nominati agli Oscar sia nella categoria del miglior film internazionale sia in quella del miglior documentario.

Presentato alla Mostra di Venezia 2019 e finalmente arrivato on-demand grazie alla piattaforma IWonderfull e a #IoRestoInSala, il film si apre raccontando cosa è successo il 30 ottobre del 2015, quando un incendio dilagò nel club Colectiv di Bucarest. Una tragedia che portò alla morte di 64 persone: la maggior parte di loro, però, non morì durante l'incendio, ma nel periodo successivo. Un fatto che insospettì il giornalista Catalin Tolontan, in quanto molte vittime avevano riportato ferite assolutamente curabili.

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Un thriller politico

Nonostante si tratti di un documentario, la sensazione di fronte a «Collective» è quella di assistere a un vero e proprio thriller politico, tanto sono incalzanti il ritmo del montaggio e il coinvolgimento.Alla base del prodotto, infatti, c'è una delle inchieste giornalistiche più importanti degli ultimi anni, capace di scoperchiare un agghiacciante segreto relativo alla corruzione del paese e in grado di ricordarci come una serie di articoli accurati e in cui nessuna informazione è lasciata al caso siano in grado di mettere alla berlina addirittura il governo di un paese.L'esperienza è fortissima, tanto che in alcuni momenti si arriva quasi a dover distogliere gli occhi dallo schermo: quasi impossibile trovare quest'anno un documentario migliore per vincere l'ambita statuetta.

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I Care a Lot

Può sembrare un thriller (questa volta di finzione) anche «I Care a Lot» di J Blakeson, ma si coglie presto che la vera natura di questo lungometraggio è quella della dark comedy.Arrivato on-demand su Amazon Prime Video, il film vede protagonista Rosamund Pike nei panni di una tutrice legale che dovrebbe prendersi cura (come suggerisce il titolo) degli anziani che le vengono affidati. In realtà il suo vero obiettivo è truffarli per poter mettere le mani sui loro patrimoni.

Film che mostra una società tutta incentrata su un capitalismo frenato e feroce, «I Care a Lot» è un prodotto godibile, seppur metta davvero troppa carne al fuoco: dalla critica socio-politica alla battaglia tra i sessi, i temi importanti sono numerosi, ma il regista non riesce a calibrare al meglio gli ingredienti per dare completa armonia al suo prodotto.

Nonostante sia un passo in avanti rispetto ai suoi lavori precedenti («La scomparsa di Alice Creed» e «La quinta onda»), Blakeson dimostra ancora una certa ingenuità, seppur abbia dalla sua un personaggio ben scritto e ancor meglio interpretato da Rosamund Pike, attrice diventata celebre per l'ottima prova nel bellissimo «L'amore bugiardo» di David Fincher.

Serie tv

Infine, concludiamo con alcune serie tv che sono in corso in queste settimane e meritano di essere seguite.Non si può non citare «WandaVision», miniserie della Marvel su Disney + che sta ricompensando la grande attenzione che il pubblico di tutto il mondo le sta riservando: puntata dopo puntata riesce sempre a tenere alto l'interesse dello spettatore, non solo grazie ai colpi di scena, ma soprattutto per un'idea di partenza che continua a reggere bene. È ormai tutto pronto per il gran finale con l'ultima puntata che sarà disponibile sulla piattaforma dal 5 marzo.

Se ne parla un po' meno, ma è altrettanto significativa «Servant», la cui seconda stagione è in corso su Apple Tv+ e che vede coinvolto tra i registi M. Night Shyamalan. Per chi è appassionato di prodotti cinematografici e televisivi dai toni inquietanti e perturbanti è una serie da non perdere, ricca di sorprese e pronta anche a rilanciarsi con nuove stagioni in futuro (la chiusura della seconda stagione sarà a metà marzo).Una menzione positiva anche per la docu-serie in sei episodi «Enslaved: la crudele tratta degli schiavi afroamericani» in onda su History Channel in queste settimane. Si tratta della drammatica ricostruzione della tratta – durata 400 anni – di esseri umani dai Paesi africani al nuovo mondo: oltre 12 milioni di persone rapite e vendute in schiavitù, di cui almeno 2 milioni morte durante il viaggio. Condotta da Samuel L. Jackson, insieme ai giornalisti-documentaristi Afua Hirsch e Simcha Jacobovici, è un lavoro molto interessante, dal taglio divulgativo, capace di approfondire un tema importantissimo senza trascurare l'aspetto formale.


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