ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùCorporate collection

Collezione aperta, Artissima mappa le sinergie tra arte e impresa

La kermesse torinese col progetto ArtVenture dà spazio alla relazione tra il mondo artistico e quello aziendale e con Made In porta gli artisti nei processi produttivi

di Marilena Pirrelli

Zanele Muholi, “Nobody can love you more than you”, Tosetti Value - Il Family office, foto @Avocado Studio

4' di lettura

Nel macrocosmo di Artissima è nato il progetto ArtVenture: una mappatura che raccoglie al momento una trentina di realtà professionali che ospitano al loro interno l'arte contemporanea sia attraverso mostre temporanee sia in collezioni permanenti, il discrimine per essere “mappati” lo fa l'accessibilità dell'arte da parte dei dipendenti e dei clienti: piccole kunsthalle che sorgono tra le scrivanie di un ufficio o i macchinari di una fabbrica raggiungendo nuovi pubblici. Spesso l'ottica con cui le aziende realizzano queste attività culturali, oltre all'immancabile aspetto comunicativo, è quello di avere un impatto positivo sulla comunità aziendale e non solo su di essa. La collezione è un’opera aperta.
Il progetto, working in progress, è ideato da Nicola Zanella che ha intrecciato il suo know how con quello di Chiara Cordone e Flavia lo Chiatto, rispettivamente responsabile partnership e Vip Manager di Artissima, i casi raccolti spaziano da nord a sud e sono trasversali nei fatturati raggruppando grandi multinazionali come Wurth e Carapelli fino a realtà di piccole dimensioni

In viaggio

Il percorso che idealmente parte dalla città di Artissima, Torino, incontriamo Tosetti Value, il family office che nei suoi spazi ospita mostre di fotografia attente agli aspetti geopolitici della contemporaneità e tra i nomi esposti può vantare quelli di star globali come Zanele Muholi, ma anche Francesco Jodice e Walter Niedermayr.Milano è la città più mappata con varie realtà tra cui lo showroom di MSMG, casa di moda che fa capo allo stilista Massimo Giorgetti, il ristorante ZAZA Ramen del collezionista olandese Brendan Becht e lo studio legale LCA. Poco più a sud, in provincia di Lodi, uno dei casi più inaspettati: il parco logistico PROLOGIS in cui sono stati commissionati 8 grandi murales ad altrettanti artisti, distribuiti nei 300.000 metri quadrati della struttura al fine di rendere l'ambiente di lavoro più “a misura d'uomo” anche con uno sguardo alla contemporaneità creativa. A Roma nel negozio di VeraLab campeggia un neon di Nico Vascellari, la sua proprietaria è l'imprenditrice Cristina Fogazzi (l'estetista cinica su Instagram) molto attenta anche alla divulgazione culturale via social. Alla Garbatella zona semi centrale della capitale troviamo l'agenzia immobiliare Imparato Case con all'interno opere di Jim Lambie, Haris Epaminonda e Mario Giacomelli.

Loading...

La provincia è ben rappresentata

In Veneto c'è l'azienda tessile Bonotto, che dagli anni '60 intreccia il know how aziendale con la creatività degli artisti, da qui sono passati tra i molti anche Yoko Ono e Joseph Beuys; a Tavernelle, alle porte di Firenze l'azienda olearia Carapelli sta costruendo una collezione aziendale grazie alle opere acquisite attraverso il premio Carapelli for Art che dà spazio anche ad artisti in erba, studenti delle accademie d’arte. L'Art Forum Würth Capena, nel Lazio ospita regolarmente mostre. Attualmente ce n'è una dedicata all'arte contemporanea namibiana dal titolo “Namibia”, con tutte le opere esposte acquisite dal gruppo. La multinazionale fa capo uno dei maggiori collezionisti mondiali Reinhold Würth.

A sud di Roma la mappatura si fa più rada ma non mancano casi virtuosi come ALA, multinazionale della logistica di base a Napoli, che nel 2021 ha istituito un premio i cui vincitori diventano il punto di partenza per una collezione aziendale in divenire; in Sicilia, alle pendici dell'Etna troviamo l'azienda vitivinicola Cottanera e tra le prossime realtà ad arricchire ArtVenture ci sarà lo studio del notaio Gianluca Perrella a Catanzaro, collezionista che crede fortemente nella cultura come volano di sviluppo del suo territorio. E ancora tante sono le realtà in tutta la penisola che entreranno nella mappa di Artissima.

Il dibattito

L'edizione di Artissima appena conclusa è stata caratterizzata da una ricca programmazione di talk e anche laddove il tema principale non era il rapporto tra arte e azienda sono scaturiti spunti teorici interessanti. Ad esempio nel talk “Mecenate era un collezionista” conversazione a 4 tra Diva Moriani (fondatrice di Dynamo Camp), Gabriele Bonfiglioli (presidente di Acqua Foundation), Giovanna Caruso Fendi (fondatrice di FOROF) e l'artista Gaia di Lorenzo. In fondo la domanda cardine è solo una: perché mai un individuo e tanto più un'azienda dovrebbero investire in arte e cultura? Alcune delle risposte emerse danno un supporto razionale al buon cuore del mecenate: ad esempio che la prosperità di una corporate dipende direttamente dalla ricchezza (anche culturale) del territorio dove opera ed è quindi suo interesse sostenere tale ricchezza e, inoltre, sempre più grandi investitori guardano a quanto un'impresa sia socialmente responsabile prima di puntare su di essa. Un passo fondamentale perché il connubio arte-impresa prosperi e si moltiplichi è evidenziarne e studiarne gli effetti positivi per entrambe le parti partendo dall'individuazione dei casi virtuosi.

L’academy in azienda

Partendo dalla relazione tra arte e azienda e, soprattutto, tra i processi creativi e quelli produttivi specializzati Artissima proporrà entro fine novembre un bando di circa 30mila euro per dar vita un'academy per giovani artisti, studenti in corso o appena diplomati nelle accademie d’arte italiane, che consenta loro di vivere in azienda e assimilare e incorporare, all'interno della propria ricerca, il sapere tecnologico e operativo con cui entreranno in contatto per produrre l'opera. Il bando coinvolgerà in questa prima edizione quattro realtà imprenditoriali torinesi che inizieranno un dialogo finalizzato alla realizzazione di quattro opere che ingloberanno il processo produttivo aziendale nella loro produzione. Le imprese che hanno dato la loro disponibilità sono Carioca, Mattioli, Pattern Group, Prima Industrie. Ciascun artista selezionato dal direttore di Artissima Luigi Fassi e dalla curatrice del progetto Tonia Belfiore, potrà contare su 5-6mila euro per la residenza e la realizzazione dell’opera. Il progetto MADE IN nasce naturalmente grazie al sostegno di Camera di commercio di Torino e dal rapporto con il territorio e con le diverse realtà imprenditoriali locali.

Già tra il 2019 e il 2020 Artissima aveva proposto il progetto JaguArt: in 10 città italiane, presso 10 concessionarie Jaguar, 10 gallerie d'arte contemporanea e 10 accademie di belle arti furono selezionati 10 artisti protagonisti del progetto vinto, infine, da Luca Arboccò, classe 1992, che ha prodotto l’opera in edizione di 40 esemplari «Appunti per un incendio», 2021 (stampa serigrafica su carta cotone, 29,2 x 40 cm).

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti