investimenti

Colliers, terzo trimestre 2019 il più «ricco» degli ultimi dieci anni

L’Italia beneficia della liquidità in circolazione. Nel periodo a Milano sono arrivati investimenti per oltre due miliardi, ma Roma recupera con una crescita del 32% dei capitali

di Paola Dezza


Il mattone italiano piace ancora agli stranieri

2' di lettura

Un terzo trimestre 2019 che veleggia verso una fine anno in netta crescita per i volumi di investimento nel real estate. Il periodo tra luglio e settembre ha registrato volumi pari a 2,2 miliardi di euro, il migliore risultato degli ultimi dieci anni. È quanto pubblica Colliers nell’analisi del periodo. Il totale da inizio anno si attesta quindi a quota 7,2 miliardi.
Le previsioni della società di advisory sono per una chiusura d’anno oltre i dieci miliardi euro.

La situazione al momento non risente dell’economia fiacca, con prospettive di crescita molto basse per i prossimi due anni. «L’Italia
riesce a trarre profitto dall’abbondante liquidità presente in Europa» recita il report. A evidenziare il trend il fatto che nel corso del trimestre gli investitori stranieri siano arrivati a rappresentare l’84% del volume
investito (contro il 70% circa di fine 2018).
Colliers segnala un rinnovato interesse per il settore retail grazie a
importanti transazioni che hanno riguardato i centri commerciali e gli
outlet, anche se i numeri riportano un calo del 31% dei volumi rispetto allo stesso periodo del 2018. La paura di una crisi per gli shopping center come accaduto negli Stati Uniti ha imposto cautela agli operatori. Delle cinque operazioni che hanno registrato un valore superiore ai cento
milioni, tre sono comunque relative a immobili commerciali e due riguardano immobili per uffici.

La domanda di spazi uffici è in aumento, mentre la qualità dello stock è bassa. Le operazioni value added realizzate a Milano negli anni passati - tra il 2013 e il 2015 in particolare - stanno tornando sul mercato come prodotti core e questo permette di mantenere i rendimenti su livelli molto bassi.
Chi cerca di realizzare nuove operazioni value added sta cominciando a guardare Roma, che sotto certi punti di vista potrebbe trovarsi nella
situazione di Milano nel 2015. Al momento alcuni operatori ritengono che Roma sia su livelli di prezzo molto appetibili e possa essere una valida alternativa al capoluogo lombardo. Nei primi nove mesi dell’anno a Milano sono arrivati 2,118 miliardi di euro di investimenti, in crescita del 17% su un anno prima, a Roma 1,175 miliardi, in aumento del 32% sullo stesso periodo 2018.

In termini di investimenti in logistica, l’interesse rimane elevato con un aumento del 62% del volume investito rispetto al volume registrato nello stesso periodo del 2018.
In tutti i settori i rendimenti restano stabili. In alcuni casi a livelli decisamente contenuti. Le High street per esempio viaggiano ormai su yield del 3 per cento.

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