Distribuzione

Colmar a Londra e Parigi con nuovi monomarca

Il wholesale rimane il perno ma continua il focus sul retail

di Marta Casadei


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Dai piumini da montagna al look cittadino (e sostenibile)

2' di lettura

«Ci presentiamo a Pitti con aspettative importanti.La collezione invernale 2020/21 è molto significativa per noi: l’abbiamo rinnovata profondamente soprattutto nella filosofia, cercando di guardare al futuro, ma senza dimenticare il nostro archivio e il know-how sul piano della tecnologia. E di declinare tutto questo in una dimensione più lifestyle e fashion. Utilizzando, per esempio, la grafite nelle giacche più urbane». Stefano Colombo, direttore marketing di Colmar, sintetizza così i capisaldi della presenza dell’azienda monzese, che quest’anno compie 97 anni, alla manifestazione fiorentina dedicata al menswear. Con una collezione che incarna la duplice natura del brand: da un lato storicamente legato all’alta montagna e, dall’altro, in grado di nutrire con i suoi capi i guardaroba invernali ed estivi di un pubblico trasversale.

La collezione nasce anche con un obiettivo di sostenibilità: «È un tema decisivo in questo momento. Noi stiamo lavorando in questa direzione: realizziamo giacche performanti, adatte a più occasioni, così da poter essere indossate più volte e da rimanere a lungo nel guardaroba dei clienti». Un primo passo per ridurre il consumismo eccessivo. E non è tutto: «Impieghiamo materiali riciclati e abbiamo scelto di “togliere” tutti i cartellini ad eccezione di uno, dotato di un QRcode che fornisce al cliente tutte le informazioni sul capo. Credo molto nella tracciabilità e penso che la blockchain sarà sempre più importante. Noi come azienda, per esempio, impieghiamo la tecnologia Rfid per verificare dove vengono venduti i nostri capi».

Colmar è un’azienda con una forte matrice wholesale, ma negli anni ha costruito una rete di negozi monomarca: «L’anno scorso abbiamo aperto due negozi in altrettante città internazionali chiave: Londra e Parigi. Ora ci concentriamo sull’efficientamento della rete di vendita e anche sull’integrazione omnichannel».

Sebbene l’Italia continui ad essere il primo mercato per Colmar, il business dell’azienda della famiglia Colombo si è espanso a livello internazionale. «Il 2019 è stato un anno non semplice, perché l’incertezza non aiuta né il nostro cliente né i consumatori. Abbiamo registrato una crescita i Russia e nell’Est europa, mentre il Nord America, dove stiamo ristrutturando il business, ha deluso le nostre aspettative. Ora attendiamo di capire anche quello che succederà nel Regno Unito con la Brexit».

Complessivamente, il 2019 per l’azienda si è chiuso con ricavi in leggera contrazione (-1%) rispetto ai 108 milioni di euro dell’anno precedente.

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