le sfilate di milano / 2

Colore e luce in fondo al tunnel da Fendi, classico nonchalant per Kiton

Delle collezioni uomo colpisce l’abbondanza cromatica e la rilassatezza delle linee nella speranza che quando andranno in vendita, nell'autunno 2021, il peggio sarà passato

di Angelo Flaccavento

Fendi, l’energia vitaminica della domesticità

3' di lettura

Percezioni soggettive e teoria della relatività a parte, il viaggio nel tempo rimane utopia irrealizzata. Con i suoi tempi anticipati, peró, la moda ne offre un assaggio fugace, una possibilità momentanea ma non di meno elettrizzante. Le collezioni della moda uomo che si stanno vedendo in questi giorni a Milano, in un clima generale di plumbeo attendismo, andranno in vendita nell'autunno del 2021, quando - è la speranza di tutti - il peggio sarà passato. Oltre alla generale rilassatezza di modi che sarà corollario permanente delle vite distanziate, del telelavoro e della domesticità come condizione dello spirito, quel che colpisce è l'abbondanza di colore.

Fendi tra reale e surreale

«Penso che quando potremo di nuovo star fuori, un uomo indosserà volentieri un cappotto giallo, o una trapunta di seta rossa - dice Silvia Venturini Fendi, via Zoom, naturalmente -. La sfilata è irrinunciabile: ho tentato in ogni modo di farla, fino all'ultimo minuto, ma non è stato possibile» aggiunge. Al suo posto, un videoclip diretto da Nico Vascellari che comprime in sei i dodici minuti canonici della camminata in passerella, con giochi di neon stroboscopici e una accattivante colonna sonora di Alessio Natalizia - Not Waving nella quale, su una base pulsante, la stessa Silvia Fendi ripete: what is normal today.

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La sua non è una domanda, ma una constatazione aperta, perché la normalità è ció cui tutti aspiriamo, adesso che forse non c'è nulla di normale. Con una fluidità assoluta di movimenti tra ció che è pensato per stare a casa, pigiama in primis, e ció che rende presentabili al mondo, come il cappotto o il completo - è tempo di multitasking, in ogni campo, e l'abbondanza di maglieria ne è la riprova - la collezione oscilla felicemente tra il reale - inteso come classico, in colori sobri - e il surreale - vestaglie imbottite e colori da cromoterapia. Il tutto condito con i vividi scarabocchi dell'attore Noel Fielding. «Un vero multistaker» spiega Silvia Venturini. La prova è invero energizzante, per le scelte cromatiche, come per quelle formali. Convince in modo particolare il senso di domesticità risolto come spinta vitaminica verso il mondo, invece che intimismo malinconico.

Collezioni intime e ricche di emozioni

L'universo di Federico Curradi, che questa stagione firma la collezione a quattro mani con il cappellaio losangelino Nick Fouquet è tattile. Avvicina e intriga per senso del colore e artigianalità, senza risultare nostalgico. In un breve video in super8, Curradi svela la sua idea di domesticità, che consiste in un guardaroba di pezzi molto speciali che avvolgono la persona, e ed essa si fondono. Poca fanfara, ancor meno storytelling: semplicemente bei vestiti che vien voglia di indossare.

Nello sconvolgimento del momento, il calendario di questa fashion week che è in effetti un video festival si popola di nomi nuovi. Lirico e immediato, il giovane Federico Cina mette in scena la collezione attraverso la performance di un amore snocciolato con capi che ricordano momenti ed emozioni. È una scelta semplice ed efficace.

Serdar crea il neologismo Confortism per definire abiti pratici e performanti che con la tuta da ginnastica nulla hanno a che fare, e li mette indosso ad una troupe di ballerini in un clip danzereccio girato alla Balera dell'Ortica. Children of the Discordance è il marchio giapponese creato da Hideaki Shikama. Lavora sull'upcycling di capi d'archivio con un piglio cupo e underground, come si conviene agli oscuri e ricercati. Il video segue a ruota.

Iceberg fra revival brit-pop e tocchi sartoriali

Il classico rilassato di Kiton

Lo streetwear di Spyder, da Seul, non par nulla di particolarmente fresco, anzi una rimasticatura dei trend ultimi scorsi. La video-sfilata rinforza l'impressione. Nell'incertezza del momento, mentre il classico scopre una nuova rilassatezza, che raggiunge persino le lande impeccabili di Kiton dove tutto è fluido e nonchalant, avanza anche un potente desiderio di fuga, intesa come stordimento festaiolo e notturno. È James Long, da Iceberg, a promuovere con decisione il movimento: volumi abbondanti, grafiche ad alto impatto e clash di sport e formale guardando alla scena rave dei primi anni novanta, mito di un edonismo sregolato irrimediabilmente tinto, oggi, dei colori dell'utopia.

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