Vernici

Colori Boero all’Expo di Dubai «Prodotti green a base di alghe»

di Raoul de Forcade

Tricolore a Dubai. Il colorificio è in prima linea per la realizzazione del Padiglione Italia dell’Expo di Dubai. Ha dipinto sul tetto della struttura il tricolore più grande della storia d’italia su tre scafi rovesciati

4' di lettura

Ha appena dipinto la bandiera più grande della storia d’Italia : un tricolore da 2.100 metri quadrati composto da tre scafi rovesciati, uno verde, uno bianco e uno rosso, realizzati da Fincantieri e pitturati con 10mila litri di prodotti, che formano la copertura del Padiglione Italia all’Expo 2020 Dubai (che a dispetto del nome, si apre in ritardo, causa Covid, l’1 ottobre 2021, per durare un anno). Il gruppo Boero, specializzato in vernici per l’edilizia e lo yachting, celebra anche così il 190° anno di vita; l’azienda è stata infatti fondata nel 1831 a Genova da Bartolomeo Boero e da allora è sempre stata guidata dalla famiglia. Fino a gennaio di quest’anno, quando il controllo della società è passato al colorificio portoghese Cin, sino ad allora socio di minoranza (13%) del gruppo italiano.

Una scelta certamente non facile da parte della famiglia, rappresentata da Andreina Boero e dalla figlia Cristina, ma ben ponderata, visto che è stato deciso di cedere le quote di maggioranza a un grande gruppo (leader sul mercato iberico in vernici e pitture, con 234 milioni di fatturato) guidato, non a caso, da una famiglia, i Serrenho, che tra l’altro è in ottimi rapporti con i Boero. Lo dimostra il fatto che l’accordo prevede che gli italiani, ceduta la loro quota di controllo, mantengano però un 16% circa. Inoltre i Boero, utilizzando parte dei proventi della vendita, sono entrati con una piccola quota (a una cifra) in Cin. Andreina Boero e la figlia Cristina restano dunque nel board dell’azienda genovese (la prima con la carica di presidente onorario), mentre ceo è João Serrenho. Nel consiglio c’è anche Giampaolo Iacone, già in precedenza direttore generale e cfo di Boero, indicato proprio da Cin, a dimostrazione della fiducia esistente tra le due famiglie.

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«Con questo accordo – spiega Iacone – ci collochiamo tra i 40 più grandi colorifici del mondo e superiamo i 350 milioni di euro di fatturato complessivo. Inoltre Boero rimane con il suo Dna, oltre a mantenere naturalmente gli stabilimenti (quello produttivo di Rivalta Scrivia da 120 mila metri quadrati, il polo logistico a Tortona da 14mila metri quadrati e il quartier generale nel centro di Genova, ndr), i dipendenti e il management. E con l’opportunità in più di fare massa critica per la ricerca, di avere uno scambio di prodotti tecnologici, di integrare le gamme e di ampliare l’offerta».

Al di là delle vicende relative alla compagine societaria, la Boero continua dunque la sua strada, costellata di progetti. «Insieme a Fincantieri – sottolinea Iacone – siamo i principali sponsor tecnici del Padiglione Italia dell’Expo di Dubai. Il verde, il rosso e il bianco con cui abbiamo verniciato gli scafi costruiti da Fincantieri riproducono i colori ufficiali della bandiera italiana. Tecnicamente è un lavoro molto complesso, per le temperature che si raggiungono a Dubai. Anche le 165 colonne che sorreggono la struttura del padiglione sono state verniciate da noi e nella parte interna decoriamo alcune zone di interesse specifico con prodotti ad alta sostenibilità a base di alghe. L’emirato, peraltro, ha già scelto i 10 padiglioni che, una volta finita l’esposizione, non saranno smantellati: fra questi c’è il Padiglione Italia». Nel Golfo Boero ha già stretto «da 3-4 anni una partnership - racconta Iacone - con l’azienda emiratina Ritver: un colorificio con una fabbrica importante».

La divisione delle pitture per barche dell’azienda si affianca a quella dedicata all’edilizia

Il gruppo genovese non è nuovo a collaborazioni internazionali. Nel 2019, in occasione del cinquecentenario della fondazione dell’Avana, aggiunge Iacone, «siamo stati sponsor ufficiali di Habana 500. Il Governo cubano ci ha scelti per iniziare la ristrutturazione della città, ridipingendo gli edifici; e abbiamo stretto una partnership con il colorificio di Stato. Abbiamo venduto loro sia semilavorati che prodotti finiti e siamo stati in situ con i nostri tecnici per coadiuvare il loro». Altra collaborazione di rilievo, questa in campo nautico, è col velista Giovanni Soldini. «Siamo sponsor tecnico – spiega Iacone – della barca Maserati e Soldini è il nostro principale testimonial, sia per il suo prestigio sia perché lui e il suo team scelgono i nostri prodotti, che sono sviluppati appositamente per imbarcazioni da competizione». C’è poi il capitolo arte. «Riteniamo – chiosa Iacone – che il colore sia una forma d’arte da abbinare a quella, ad esempio, di una mostra di pittura; e infatti, in vista delle riaperture museali a Genova, soluzioni e colori Boero sono stati utilizzati per creare quinte scenografiche e ridipingere sale a Villa Croce, a Palazzo Lomellino e a Palazzo Ducale».

L’anno della pandemia, dice Iacone, «nella sua drammaticità, ci ha dato modo di creare un’ancora maggiore coesione aziendale e il mercato è stato fermo, alla fine, solo un mese e mezzo». Nel 2020 Boero ha fatturato 87 milioni di euro (nel 2019 erano stati 92) con un risultato operativo di 6,13 milioni e un utile netto di 3,79 milioni. «Abbiamo avuto – conclude – il miglior utile degli ultimi 11 anni».

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