ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùEmergenza Covid

Colori delle regioni: più peso ai ricoveri in ospedale, meno ai contagi

Avrà meno rilievo l'indice di trasmissibilità Rt, ossia il valore indicativo del numero di persone che possono essere contagiate da un individuo infetto. Conteranno di più i posti letto occupati in terapia intensiva

di Andrea Gagliardi

Coronavirus: bollettino del 10 maggio

3' di lettura

Cresce il numero dei vaccinati, i dati dell'epidemia sono in calo. E con il miglioramento dello scenario, il premier Draghi studia riaperture graduali. Lo slittamento del coprifuoco (alle 23 o alle 24) e la riapertura dei centri commerciali nel weekend dovrebbe essere rimandato in realtà alla prossima settimana, dopo i risultati dell’ultimo monitoraggio dei contagi. Ma intanto si lavora alla modifica dei parametri che determinano il cambio di colore delle Regioni.

Verso ricalcolo rischio regioni

Mercoledì 12 maggio è fissata una riunione tra il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, Roberto Speranza e le Regioni, che dovrebbe sancire il via libera alla richiesta di queste ultime di tenere in minore considerazione per l'attribuzione dei colori l'indice di trasmissibilità Rt (il valore indica il numero di persone che possono essere contagiate da un individuo infetto) e di accrescere il peso del cosiddetto Rt ospedaliero, legato all’andamento dei ricoveri di pazienti Covid in terapie intensiva o negli altri reparti.

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Il gruppo di lavoro per l'individuazione di nuovi parametri, promosso dal Ministero della Salute, di cui fanno parte anche le Regioni, l'Iss e il Comitato scientifico, sta finalizzando proprio in questi giorni le sue valutazioni. Sul tavolo ci sarebbe la revisione di due indicatori: l'Rt ospedaliero e l'incidenza dei casi di infezione da Covid. Il passaggio in zona ad alto rischio avverrebbe se il livello di occupazione di area medica ospedaliera e area intensiva arrivasse rispettivamente al 30% e al 20% (ora al 40 e al 30). Tre le fasce di incidenza: quella a maggior rischio sarebbe fissata a partire da 150 casi su 100mila persone.

I timori delle Regioni

L'incubo per i governatore di Regione, infatti, è quello di trovarsi in piena estate costretti a chiudere bar e ristoranti e magari anche i negozi per un’improvvisa impennata dell’Rt sopra a 1 (scenario da arancione) o 1,25 (scenario da rosso). E questo a causa di una moltiplicazione improvvisa dei contagi che potrebbe però avere pochi effetti però sugli ospedali visto che con le vaccinazioni già avanti in estate tra gli over 50, le forme gravi e i ricoveri saranno molti di meno.  E lo stesso sottosegretario alla Salute Andrea Costa conviene: «Sarebbe un errore - spiega - non riequilibrare il peso del Rt con l'utilizzo di altri parametri. Tra le ipotesi che si stanno valutando ci sono, per esempio, quella dell'Rt ospedaliero e quella dell'indice legato alla vaccinazione: basandoci sui numeri che stiamo ottenendo con il piano vaccinale, potremmo vincolare certe riaperture al numero di dosi inoculate e alla percentuale di immunizzazione di determinate fasce d'età, penso agli over 80, 70, 60, agli ospiti delle Rsa, ai fragili. Insomma, le fasce più vulnerabili»


Come si calcola l’Rt

Intanto, i dati dell'ultimo monitoraggio segnalano un aumento dell'indice di trasmissibilità Rt, che si colloca a 0,89, sempre sotto la soglia di allerta dell'unità. L’Rt rileva la quota di casi sintomatici. È, di fatto, un indicatore che ci dice di quanto accelera - o decelera- la pandemia. Quando Rt è sotto 1 sappiamo che siamo in una fase di decelerazione e possiamo prevedere che il numero di casi totali andrà a diminuire. Il criterio adottato dall'Iss per calcolare l’Rt si basa sul conteggio dei casi positivi sintomatici confrontandoli con quelli della settimana precedente.

Come sono attribuiti ora i colori

Ma il parametro Rt ad ogni modo non è l'unico in base al quale finora sono assegnati i colori alle Regioni. Oltre all'Rt conta infatti il rischio complessivo, che è la risultante di 21 parametri che servono a monitorare due grandi variabili: i nuovi focolai e la tenuta del sistema del sistema ospedaliero. Se su entrambi i fronti la situazione è sotto controllo e il rischio è perciò “basso”, anche un Rt sopra 1 e persino sopra 1.25 non fa cambiare colore giallo alla regione. Basta però che il rischio sia moderato per far passare una regione in arancione (con un Rt sopra 1) o in rosso (con Rt sopra 1,25).

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