presidente eterno?

Colpo di spugna a Mosca, Putin ricomincia da zero

Il capo del Cremlino interviene a sorpresa in Parlamento: favorevole ad annullare i mandati precedenti se lo vorrà la Corte Costituzionale

di Antonella Scott

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Non ho finito. Putin è intervenuto a sorpresa alla Duma aprendo la porta alla possibilità di restare presidente fino al 2036

Il capo del Cremlino interviene a sorpresa in Parlamento: favorevole ad annullare i mandati precedenti se lo vorrà la Corte Costituzionale


2' di lettura

La proposta è arrivata da Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio nel 1963, oggi deputata per Russia Unita: emendare la Costituzione in modo da ripartire da zero con i mandati presidenziali di Vladimir Putin. Come se niente fosse stato. Il presidente non se l’è fatto ripetere due volte: il suo mandato attuale, il quarto non consecutivo, scade nel 2024. Putin non potrebbe più ripresentarsi, in teoria, e questo ha fatto discutere per mesi tutti gli osservatori del Cremlino, alla ricerca della strada che Putin avrebbe scelto per restare al potere.

La via più breve
Un’annessione alla Bielorussia, con relativa creazione di una nuova entità statale, o una riforma costituzionale per permettere a Putin di mantenere la guida del Paese sotto un’altra veste, o dalla direzione del Gossoviet, il Consiglio di Stato. Fatica sprecata, alla fine la soluzione era la più semplice possibile: azzerare il passato. Intervenendo davanti ai deputati alla Duma, Putin ha finto di mettere le mani avanti, affermando di essere contrario ad abolire il limite dei due mandati previsti per l’incarico di presidente.

Subito dopo, però, ha scoperto le carte, facendo proprio l’emendamento proposto ma a una condizione: che l’annullamento del passato fosse sancito ufficialmente dalla Corte costituzionale, come «non in contraddizione con i principi e le basi della Costituzione». La conclusione l’hanno tirata i siti di informazione russi: «Putin non se ne va più». Potenzialmente, potrebbe restare al Cremlino almeno fino al 2036. Quando avrà raggiunto gli 84 anni. Per l’opposizione, al Parlamento di Mosca è andato in scena un colpo di Stato.

Democrazia? Non siamo pronti
«Per ora - aveva detto Putin nei giorni scorsi, in occasione di un’intervista a puntate organizzata dall’agenzia Tass per celebrare i suoi (primissimi) vent’anni al potere - le cose più importanti sono la stabilità e uno sviluppo costante. Ma più avanti, quando il Paese sarà più sicuro di sé, e avrà più risorse, allora dovremo assolutamente garantire un trasferimento dei poteri». Parlando del proprio incarico di presidente, Putin usa spesso la parola “destino”.

Di stabilità è tornato a parlare martedì davanti alla Duma: «Sono profondamente convinto - ha spiegato - che al nostro Paese sia necessaria una presidenza forte. Ce lo ricorda una volta di più la situazione economica. Soprattutto, questo è necessario in nome della stabilità. In questa fase della nostra esistenza la democrazia parlamentare non fa per noi». Ma verrà il momento. «Sono sicuro - ha detto ancora Putin - che un giorno il potere non sarà più così personificato».

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