Africa Occidentale

Colpo di Stato militare in Burkina Faso

Arrestato il presidente Kaboré, contestato per la debole reazione contro il terrorismo islamico. L’Unione europea chiede il rispetto della costituzone e la liberazione dei detenuti

(AFP)

2' di lettura

Colpo di Stato in Bukina Faso. Un gruppo di soldati ha annunciato sulla rete televisiva statale Rtb che una giunta militare è ora alla guida del paese, dopo aver arrestato il presidente Roch Marc Christian Kaboré eletto per la seconda volta nel 2020. È il terzo golpe in diciotto mesi nell’area dell’Africa Occidentale, vulnerabile agli attacchi degli estremisti islamici, e vdove sono presenti truppe di diversi Paesi europei, a cominciare dalla Francia

Il Movimento patriotico per la salvaguardia e la restaurazione - ha annunciato in tv il capitano Sidsoré Kaber Oudreaogo, portavoce del gruppo - intende ora fissare un calendario perché si tengano «in tempi ragionevoli» nuove elezioni e si ritorni «a un ordine costituzionale accettato da tutti». Il governo è ora guidato dal tenente colonnello Sandaogo Paul Henri Damiba che ha sospeso costituzione, disciolto governo e assemblea nazionale, chiuso le frontiere terrestri e aeree «fino a nuovo ordine» e imposto un coprifuoco dalle 21 alle 5 del mattino.

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Il portavoce ha voluto rassicurare i partner del Burkina Faso «sulla ferma volontà del nostro paese di continuare a rispettare i suoi impegni internazionali in particolare in materia dei diritto dell’uomo.

Non è chiaro dove sia attualmente Kaboré. Il portavoce della giunta ha spiegato che il colpo di Stato è stato realizzato «senza spargimento di sangue e senza alcuna violenza fisica contro gli arrestati, che sono detenuti in un posto sicuro, nel rispetto della loro dignità». La presidenza di Kabore, iniziata nel 2015, è stato segnato da un’escalation dell’attività terroristica in quello che era uno dei paesi più stabili della zona.

Il partito del presidente ha denunciato il tentativo dei militari di assassinare Kaboré e uno dei suoi ministri, e ha informato che il palazzo presidenziale resta circodnato da «uomini incappucciati e pesantemente armati».

Il colpo di Stato non è giunto inaspettato. La gestione dell’escalation islamista ha suscitato molte tensioni del Paese, e domenica 23 gennaio diversi gruppi di soldati si sono impossessati delle maggiori caserme della capitale Ouagadougou. Dal 2016, le forze armate hanno subito molte perdite nel confronto con i miliziani: solo a novembre 50 militari sono stati uccisi, dopo i nove caduti a novembre. Un altro colpo di Stato era stato sventato a inizio gennaio.

L’alto rappresentante dell’Unione europea Josep Borrell ha dichiarato che l’Unione europea chiede «il rispetto delle istituzioni repubblicane e dell’Ordine repubblicano», e invita «le forze di sicurezza e di difesa a rimanere fedeli alle loro missioni primarie di protezione della popolazione e di difesa del territorio,facendo valere le proprie rivendicazioni in modo non violento». Ha inoltre chiesto che il presidente Kaboré e gli altri vertici delle istituzioni siano rimessi in libertà.

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