Agroindustria

Colussi: cassa integrazione per gestire la crisi delle materie prime

Previsto lo spegnimento alternato e selettivo di alcune linee di produzione, in base all’approvvigionamento e alla disponibilità di materie prime e di materiali di confezionamento

di Silvia Marzialetti

2' di lettura

Nessun licenziamento o chiusure, ma una richiesta di Cassa integrazione a rotazione per i lavoratori dello stabilimento di Petrignano (Perugia), per arginare la grave e straordinaria congiuntura internazionale che ha pesantemente colpito l’economia nazionale e il comparto agro-alimentare.
Il gruppo alimentare Colussi (320 milioni di fatturato) è diventato nei giorni scorsi il caso emblema di una cattiva informazione montata sui social per tirare – con effetto immediato – le somme della domanda provocatoria rivolta dal premier Draghi a un gionalista: “Meglio la pace o l’aria condizionata?”.

Pochi giorni prima della conferenza stampa in cui è stata posta la domanda, l’azienda ha incontrato la Rsu e le organizzazioni sindacali territoriali per illustrare le misure che saranno adottate per fare fronte alla straordinaria congiuntura economica nazionale e internazionale «che ci auguriamo - aveva specificato - sia temporanea».

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La coincidenza dei tempi ha provocato un nesso causa-effetto che sui social è diventato virale. In realtà, si è affrettato a chiarire il Gruppo fondato nel 1911 come piccola impresa artigianale specializzata nella produzione di biscotti, è stato condiviso un percorso di Cassa integrazione ordinaria – e non di licenziamenti o chiusure aziendali come erroneamente riportato da alcuni siti e organi di stampa – che ha l’obiettivo di minimizzare gli effetti legati agli incrementi speculativi dei prezzi delle materie prime e dei costi energetici attraverso un utilizzo moderato dello strumento, per consentire uno spegnimento alternato e selettivo di alcune linee di produzione, in base all’approvvigionamento e alla disponibilità di materie prime e di materiali di confezionamento, nonché alle mutate richieste del mercato e dei clienti.

La Cassa integrazione ordinaria coinvolgerà a rotazione ed in modo parziale il personale di stabilimento. L’incontro con le organizzazioni sindacali è stato anche l’occasione per rinnovare la centralità del sito di Petrignano nell’ambito della strategia industriale del Gruppo, che vede confermare gli importanti investimenti sullo stabilimento e che consentiranno di rinnovare e potenziare completamente tre delle sei linee di produzione entro la fine dell’anno 2022, fa sapere l'azienda.

Oggi il gruppo opera sui principali mercati internazionali con i marchi Misura, Sapori 1832, Agnesi, Plin, Vialetto 1893, Parenti e La Suissa e si occupa della distribuzione del marchio Del Monte. È innegabile che la grave e straordinaria congiuntura internazionale che ha pesantamente colpito l’economia nazionale e il comparto agro-alimentare aggravatasi con l’avvio del conflitto tra Russia e Ucraina stia avendo, inevitabilmente, parziali ripercussioni anche sulle sue attività e sul mondo agroalimentare in genere.

«Come Forum Italiano dell'Export abbiamo lanciato l'allarme sin da subito, fornendo i numeri reali e le conseguenze, che la guerra tra Russia e Ucraina, avrebbe causato al Sistema-Italia – ha detto oggi Lorenzo Zurino, presidente del Forum Italiano dell'Export –. Manca la banda stagnata, mancano le scatole per i prodotti in scatola, mancano gli imballaggi e molte consegne vengono rallentate o addirittura non fatte. Manca tutto il mondo delle materie prime».

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