durante le proteste a washington

Com’è fatto il bunker sotto la Casa Bianca dov’è stato trasportato Trump

È accaduto dopo che alcuni manifestanti avevano scavalcato le recinzioni create dalla Polizia. L’ultimo a rifugiarsi nel bunker era stato Bush nel 2001

di Biagio Simonetta

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La riunione d'emergenza nel PEOC dopo gli attentati alle Torri Gemelle

È accaduto dopo che alcuni manifestanti avevano scavalcato le recinzioni create dalla Polizia. L’ultimo a rifugiarsi nel bunker era stato Bush nel 2001


3' di lettura

Tutto è successo venerdì scorso, 29 maggio, al calare del sole. Per le strade di Washington il clima era tesissimo, e alcuni manifestanti avevano scavalcato le prime recinzioni create dalla Polizia per tenere le proteste lontane dalla Casa Bianca, lungo Pennsylvania Avenue. È allora che, per come ricostruisce il Washington Post, il presidente Donald Trump è stato portato in tutta fretta nel famoso PEOC, President's Emergency Operations Center.

Un bunker quasi mitologico, costruito sotto la Casa Bianca, che serve per mettere in massima sicurezza il Presidente degli Stati Uniti d'America e i suoi più stretti collaboratori in momenti di particolare pericolo. Una prova tangibile di quanto il clima di tensione di questi giorni sia ormai a livelli preoccupanti, nelle diverse città americane.

La storia del bunker

L'ultima volta che un presidente americano era stato costretto al bunker risale al 2001, nei momenti concitati dell'attacco alle torri gemelle. Alla Casa Bianca, in quel tempo, c'era George W. Bush. Quando i due aerei di linea dell'American Airlines si schiantarono contro i grattacieli del World Trade Center, la sicurezza nazionale balzò a livello massimo. Il primo a raggiungere il bunker – pochi minuti dopo l'attacco alla seconda torre - fu il vicepresidente Dick Cheney (che nel 2015 pubblicò alcune foto di quelle terribili ore), mentre i coniugi Bush vi furono accompagnati nelle ore serali, a causa di un aereo che sorvolava la Casa Bianca (aereo poi risultato americano). Ma la storia di questo rifugio sotterraneo è molto più lunga.

Il bunker sotto la Casa Bianca

Il bunker sotto la Casa Bianca

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Costruito contro i tedeschi

Fu costruito sotto la presidenza di Franklin Delano Roosevelt, ai tempi della seconda guerra mondiale. L’idea era quella di proteggere il Presidente da un possibile attacco aereo da parte dei tedeschi. Eventualità che non si verificò mai. Una prima e corposa ristrutturazione avvenne appena qualche anno dopo, sotto la presidenza di Harry Truman. Erano gli anni in cui scoppiò la guerra fredda, e il bunker venne rivisto, ampliato e rinforzato, tanto da considerarlo sicuro anche in caso di bomba atomica.

Da allora, per circa 50 anni, il rifugio che si snoda fra i meandri sotterranei della Casa Bianca è stato praticamente inutilizzato, con piccoli interventi di manutenzione ordinaria. Ed è per questo che, quando nel 2001 si trovò ad ospitare i coniugi Bush e altre persone dell'esecutivo americano, la struttura si rivelò non all'altezza. Dal racconto di alcuni presenti, e dalla autobiografia di Laura Bush, allora first lady, emerse che l'aria, laggiù, si saturò abbastanza in fretta a causa di un sistema di areazione troppo vecchio. E che era quasi impossibile comunicare con l'esterno. Il rifugio era sicuro ma invivibile, insomma.

La grande ristrutturazione

È sotto la presidenza Obama che il PEOC ha subito la più corposa ristrutturazione di sempre. Un investimento da 375milioni di dollari che è servito ad ampliarlo e a renderlo moderno. Sono stati rifatti i sistemi di areazione e tutti gli apparati di comunicazione. Inoltre, è stato esteso sotto l'area Ovest della Casa Bianca. Oggi è una sorta di cittadella sotterranea, di ben cinque piani, con sale riunioni iper-connesse per gestire le emergenze, scorte (non solo alimentari) per gestire emergenze anche di lungo periodi, e sistemi di sicurezza impenetrabili. È sigillato dall'esterno in modo che se ci fosse, ad esempio, un attacco nucleare, le radiazioni non riuscirebbero a penetrarlo. Un luogo da film americano, insomma. Anche se le proteste là fuori non sono fiction.

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