Siderurgia

Combustione a basse emissioni, accordo tra Danieli e università di Genova

Studieranno insieme l’impiego dell’idrogeno per applicazioni nei forni siderurgici, in una logica di sostenibilità ambientale

di Raoul de Forcade

(DedMityay - stock.adobe.com)

3' di lettura

Ricerche sull’idrogeno (ma non solo) sposate con l’intelligenza artificiale per realizzare forni siderurgici e processi di combustione sempre più sostenibili sotto il profilo ambientale. È, in sintesi, l’obiettivo che si pone l’accordo firmato da Università di Genova e Danieli Centro Combustion, per lo sviluppo di attività di formazione e di ricerca nella direzione della decarbonizzazione.

Danieli è una multinazionale italiana attiva nella progettazione e nella realizzazione di impianti siderurgici e per la produzione di metalli, con più di 10mila dipendenti nel mondo e oltre 25 divisioni specializzate nella filiera di trasformazione.

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Centro di ricerche a Savona

La divisione Combustion ha sede operativa a Genova e un laboratorio di ricerca all'interno del Campus universitario di Savona, che è il luogo dove vengono provati su scala semi-industriale i bruciatori ad alta efficienza energetica e basso impatto progettati dall’azienda.

L’accordo di collaborazione appena firmato prevede di coordinare le attività congiunte di ricerca e formazione e punta soprattutto, spiega una nota, «a una collaborazione verso la sostenibilità ambientale, con l’obiettivo di sviluppare la conoscenza dei processi combustivi industriali per arrivare alla riduzione delle emissioni. In particolare, l’attenzione sarà puntata sullo studio di processi di combustione alimentati a gas naturale a bassissime emissioni inquinanti, a idrogeno e all’applicazione delle tecnologie digitali e dell'intelligenza artificiale».

Sperimentazione sull’impiego dell’idrogeno

«I due filoni principali al centro dell’accordo - afferma Giacomo Mareschi Danieli, ad del gruppo omonimo - sono il bruciatore digitale e la combustione a idrogeno. Ma si tratta del 60% di quel che faremo: poi ci sono tutti gli altri progetti».

Il bruciatore digitale, ha aggiunto, «è un nuovo concetto di macchina a combustione che deve essere in grado, con automazione, intelligenza artificiale e big data, di auto ottimizzarsi e trovare il modo, da sola, di produrre di più consumando di meno. Insomma, un bruciatore intelligente. E noi siamo concentrati sulla siderurgia e i metalli ma è chiaro che il bruciatore può essere utilizzato anche in altri campi, dal vetro alla carta, a qualsiasi lavorazione dove ci sia un forno di ricottura o di riscaldo».

La convenzione, che è stata presentata sotto l’egida della Regione Liguria, «suggella una collaborazione significativa impresa-università - spiega Federico Delfino, rettore di Unige -finalizzata a condurre ricerche congiunte in un settore sempre più strategico per il mondo di oggi, come quello della transizione energetica. In particolare, sarà approfondito lo studio sull’impiego dell’idrogeno per applicazioni nella riconversione dei forni siderurgici, in una logica di sostenibilità ambientale».

Il modello che Unige e Danieli metteranno a punto, sottolinea ancora la nota, «ha già stimolato l’interesse del colosso tedesco della siderurgia Thyssen group, a riprova che ci sono tutte le premesse perché l’ateneo genovese e il centro ricerche Danieli nel Campus di Savona diventino un importante punto di riferimento nello studio e nell'impiego dell'idrogeno, da molti visto come la nuova frontiera dell'energia.

Formazione specialistica

«La collaborazione - aggiunge Fabrizio Pere, ad di Danieli Centro Combustion - che rivede in maniera sostanziale il rapporto tra Centro Combustion e UniGe, implementando una convenzione attuativa dedicata alla sostenibilità ambientale secondo due assi portanti: decarbonizzazione e digitalizzazione. La forte attenzione che poniamo alla crescita di professionalità delle risorse (studenti) sul territorio ligure, attraverso una formazione specialistica in team con Unige, può trovare continuità in una realtà industriale come quella di Danieli».

Si tratta, afferma il governatore della Liguria, Giovanni Toti, di «un accordo che guarda al futuro, allo sviluppo, alla formazione e alla ricerca; e lo fa puntando in maniera decisa e determinata sulla sostenibilità, per ribadire come attenzione all’ambiente e crescita non siano concetti antitetici ma possano e debbano essere il motore l’uno dall’altro. Non è un caso, poi, che questa partnership si sviluppi in Liguria, una terra che ha una grande tradizione nella siderurgia e che vuole anche avere una prospettiva in campo industriale, ovviamente sempre al passo coi tempi».

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