La Fiera di Milano

Come 100 anni fa, una storia di rinascita e ricostruzione

di Enrico Pazzali

(Agf)

3' di lettura

Terminata la Guerra e passata la micidiale epidemia di Spagnola, il clima sociale era a dir poco effervescente. Bisognava rimettere in moto l’economia e guardare con fiducia ai mercati sia esteri sia interni per ridare slancio al commercio.

Quanti richiami ritornano dopo oltre un secolo...

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È dal 12 aprile del 1920, giorno di inaugurazione della prima Campionaria lungo i Bastioni di Porta Venezia, che Milano e la Fiera rappresentano un connubio indissolubile.

Un lungo viaggio iniziato da uomini che vedevano “lo spettacolo del lavoro”, una grande esposizione di saperi e conoscenze che forma la trama della società della produzione e del consumo; dove le esperienze dei singoli diventano esperienze della collettività, e i numeri della produzione industriale dialogano con le eccellenze dell’artigianalità.

Ecco perché attorno al modello urbano, industriale e terziario milanese la Fiera si è sviluppata e amplificata quale elemento in continuo progresso al servizio di tutto il sistema industriale del Paese, dello “stile italiano”, che porta con sé innovazione tecnologica e creatività, architettura e progettazione industriale, infrastrutture e servizi sempre più avanzati, nuove dimensioni culturali, di relazione sociale e di scambio.

La Fiera rappresenta, però, molto più che uno strumento di politica industriale: è una piattaforma infrastrutturale di promozione dell’intera produzione italiana, oltre che una formidabile macchina di ricchezza per il territorio e l’intero Paese. Le Fiere, come certificato da uno studio che abbiamo realizzato insieme a The European House – Ambrosetti, sono in primo luogo uno strumento fondamentale per l’internazionalizzazione dell’industria italiana: le oltre 50 manifestazioni realizzate da Fiera Milano nel 2019 hanno generato 17,5 miliardi di euro di export per le aziende espositrici. Le sole aziende espositrici italiane generano ricavi per 46,5 miliardi di euro. La ricaduta sul territorio è di circa 8,3 miliardi l’anno e il contributo totale al Pil generato dalle “vendite fieristiche” è pari a 53,7 miliardi.

Anche oggi, di fronte a questa “guerra pandemica globale”, servono le fiere.

Nel mondo sempre più “digitale”, le fiere stanno tutte progredendo, con le nuove tecnologie migliorano e si ampliano i servizi per espositori e visitatori, per la comunità in generale. Ma la “voglia di Fiere” in presenza non è passata. Anzi, sembra che la mancanza di manifestazioni registrata in questi mesi abbia addirittura accresciuto la voglia di tornare a riempire i padiglioni che dal febbraio 2020 sono chiusi al pubblico. Alcuni nostri spazi sono oggi occupati da strutture che, purtroppo, nulla hanno a che vedere con la manifestazione fieristica. Al Portello, nei padiglioni 1 e 2, opera l’ospedale gestito dal Policlinico di Milano, realizzato grazie alla generosità di migliaia di cittadini, che fino a ora ha accolto circa 500 pazienti. Sempre negli stessi spazi è attivo da settimane un centro vaccinale presso il quale a oggi sono state vaccinate oltre 60mila persone.

Il 2020 è stato l’anno in cui avremmo voluto (e dovuto) celebrare insieme alla “nostra” città il Centenario della Fiera di Milano: ma la realtà ha preso una strada differente e la tragedia che ha colpito tutto il mondo ci ha dato l’occasione per restituire a Milano, alla Lombardia, al Paese, una piccola parte di quel molto che abbiamo ricevuto in questi centouno anni di storia. Un anno fa – così come oggi – eravamo impegnati nel metterci a disposizione della Comunità e del personale medico-sanitario lombardo con la realizzazione del padiglione di emergenza al Portello. E oggi, insieme ad altri importanti partner privati, siamo impegnati nella realizzazione di un nuovo, importante centro vaccinale all’interno del Palazzo delle Scintille, l’ex padiglione 3, in piazza VI Febbraio.

La storia della Fiera come quella dell’Italia; una storia di ricostruzione e di rinascita. Come avviene nei nostri padiglioni dove, mostra dopo mostra, le forme cambiano, si modificano, si rinnovano. Per poi, nel giro di poche ore, lasciare posto a nuove forme totalmente differenti e sempre più rivolte all’innovazione.

Una rinascita sempre più incisiva e impetuosa, che ogni volta ha saputo ripartire con sempre maggior slancio. Siamo convinti che, sempre fianco a fianco con il territorio che da oltre un secolo ci ospita, sarà così anche questa volta.

(Presidente Fondazione Fiera Milano)

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