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Come cambia il nostro shopping nei centri commerciali

Non più solo spazio per acquisti, ma luogo di servizi e co-working. I centri che non stanno al passo pronti alla chiusura

di Paola Dezza

3' di lettura

Il desiderio di tornare a fare acquisti nei centri commerciali è nei numeri: i dati sui flussi dei visitatori registrati nelle prime tre settimane dalla riapertura nei giorni festivi e pre festivi segnano un +23,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 (Fonte Cncc). «L'incremento del commercio online, che nel 2020 ha raggiunto una penetrazione sul totale pari all'8%, non minaccia particolarmente la sopravvivenza del commercio fisico, anzi: nel futuro dei consumatori continuerà a prevalere l'esperienza fisica, rafforzata da quella “digitale”», recita un report di Cushman & Wakefield.

Il report fotografa l'esperienza del consumatore nei primi mesi del 2021, relativa a 32 centri commerciali su tutto il territorio nazionale, per un totale di un milione mq di Gla e circa 2.600 negozi.

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Relativamente agli acquisti nel futuro, oltre il 50% dei clienti intervistati continua a dare una preferenza maggiore al negozio. Il 59% del campione ha dichiarato che con il ritorno alla normalità continuerà a fare acquisti nei negozi. In particolare, il 38,5% dei rispondenti farà più acquisti nei luoghi fisici e un 20,5% li effettuerà esclusivamente in negozio a fronte di un 13,2% che li farà solo on line.

«La risposta di quasi 13.000 persone intervistate per questa indagine - afferma Lamberto Agostini responsabile dei dipartimenti PDS e Asset Services per Cushman & Wakefield in Italia - fa ben sperare per la seconda parte dell'anno, dove ci aspettiamo un rimbalzo nei consumi nei centri commerciali guidato dal desiderio di tornare a frequentare i luoghi fisici di riferimento, favorito anche dall'elevato livello di risparmi accumulato in questi mesi di restrizioni».

Se dopo il primo lockdown l'attenzione dei clienti era focalizzata prevalentemente sui temi della sicurezza, ora emerge maggiormente il desiderio di tornare a fare shopping nei centri commerciali. Infatti circa un 40% degli intervistati non ha cambiato abitudini di acquisto rispetto ad una situazione non “compromessa” dal Covid mentre un altro 40% non ha rimpiazzato gli acquisti persi nel weekend: c'è chi ha preferito non spendere (21,2%) e chi ha diminuito la frequenza di visita non potendo usufruire dei weekend (19,8%). Solo un 5% degli intervistati ha dichiarato di aver sostituito il centro con i negozi di vicinato mentre il 14% ha dichiarato di aver supplito la perdita con acquisti online.

Secondo Agostini lo shopping center resta catalizzatore per chi non si sposta per lavoro e lavora da casa. Per questo motivo oggi molti centri stanno facendo scelte progettuali di riqualificazione. Pertanto si approntano spazi dove chi lo desidera può fermarsi a lavorare anche una parte della giornata.

In questo modo alcuni centri commerciali secondari tornano a vivere. Anche se saranno sempre i centri maggiori a riscuotere l’interesse degli investitori.

Tra i progetti in corso ci sono la riqualificazione strategica su un grande Centro commerciale di 38.700 mq in Lombardia, quella di due Centri commerciali nel Veneto, rispettivamente di 31.400 e 55.800 mq, un grande Centro in Puglia di 27.820 mq e un Centro commerciale nelle Marche di 27.900 mq.

«È un fenomeno importante quello del cambiamento dei centri commerciali - dice Agostini -. Prima erano un luogo per fare acquisti, oggi lo spettro delle attività si amplia. Citylife per esempio è in una zona centrale e registra molte presenze in galleria grazie alla connessione. Gli spazi sono completamente popolati da studenti e da chi passa nel centro. I centri commerciali che non si sviluppano in questa direzione, ascoltando le esigenze delle persone, rimarranno indietro».

Riproduzione riservata ©

  • Paola DezzaCaposervizio Responsabile Real Estate

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: mercato immobiliare, architettura, finanza immobiliare, lifestyle, turismo, hotel e ospitalità

    Premi: “Key player of the italian real estate market” di Scenari Immobiliari

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