Emergenza Covid

Come cambiano i colori delle regioni: ricoveri in aumento, ma solo la Sicilia rischia il giallo dal 23 agosto

La regione ha aumentato i posti letto disponibili ma tocca la soglia critica del 10% in terapia intensiva dopo aver ampiamente superato quella del 15% nei reparti ordinari

di Andrea Gagliardi

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5' di lettura

La nuova ondata estiva di contagi - caratterizzata da una fase di rapida crescita il mese scorso seguita da una lunga frenata - sembra avviata verso il picco. La maggiore trasmissibilità del Covid nella sua variante Delta trova un argine nell’aumento costante della popolazione immunizzata (oltre il 60% della popolazione è completamente vaccinato). Ma per ora continuano ancora a crescere, sia pur lentamente, sia i ricoveri nei reparti ordinari che in terapia intensiva. Con un’attenzione particolare alla Sicilia. L’unica regione che al momento rischia la zona gialla. Ha superato infatti la soglia del 15% prevista dai nuovi parametri per i ricoveri in area medica non critica. E tocca quella del 10% stabilita per i ricoveri in terapia intensiva.

I nuovi parametri

In base alle nuove regole i cambi di colore delle regioni (al momento tutte bianche) dipendono soprattutto dal tasso di occupazione dei posti letto dei pazienti Covid negli ospedali. Per decretare il passaggio in area gialla, infatti, oltre all’incidenza oltre 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti bisogna oltrepassare altri due parametri: il 10% dei posti occupati in rianimazione e il 15% negli altri reparti. Sorvegliata speciale è la Sicilia, seguita dalla Sardegna. E più a distanza dalla Calabria. Non a caso tutte regioni più indietro nelle vaccinazioni degli over 60 (la fascia di età maggiormente a rischio di ospedalizzazione). In particolare la Sicilia registra la percentuale più alta in Italia di over 60 non vaccinati (nemmeno con una dose): il 17,7% del totale (oltre 245mila persone), contro una media italiana del 10%.

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Le regioni più a rischio

Sicilia e Sardegna sono le due regioni con il tasso di occupazione delle terapie intensive più alto in Italia, rispettivamente al 10 e al 9 per cento. A ridosso quindi della soglia massima prevista. Ma in Sicilia la situazione è preoccupante anche sul fronte dei reparti ordinari, con il tasso di occupazione di posti letto schizzato oltre il limite (17%), mentre è più sotto controllo in Sardegna (in salita al 10%). Le due regioni inoltre registrano anche i tassi di incidenza dei contagi più alti in Italia: 154 nuovi casi settimanali ogni 100mila abitanti la Sardegna e 150 la Sicilia. Male anche la Calabria con il 6% di posti letto occupati in terapia intensiva ma il 15% negli altri reparti.

Ricoveri in crescita

In particolare in Sicilia nella settimana dall’8 al 15 agosto, tutti gli indici hanno registrato una risalita. «Sono aumentati i nuovi positivi, gli attuali positivi, i ricoverati ordinari e in terapia intensiva, e i nuovi ingressi in terapia intensiva». Questa l’analisi del responsabile dell’ufficio statistica del comune di Palermo Girolamo D’Anneo sui dati Covid siciliani diffusi dal dipartimento nazionale di Protezione civile. Nella settimana appena conclusa i nuovi positivi in Sicilia sono stati 6.833, il 34,1 per cento in più rispetto alla settimana precedente, quando già si era registrato un incremento del 14,7 per cento. I pazienti nei reparti ordinari sono passati da 459 registrati l’11 agosto a 621 il 17 agosto e quelli in terapia intensiva da 59 a 80.

Sicilia in bilico

La Regione Sicilia sta cercando di evitare la zona gialla aumentando i posti letto disponibili. L’11 agosto la Regione aveva comunicato ad Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) 3.167 posti ordinari e 730 in terapia intensiva. Il 17 agosto i posti in area medica sono saliti a quota 3.669, mentre quelli in rianimazione a 762. A questi ultimi vanno aggiunti altri 196 posti attivabili in caso di emergenza. Malgrado ciò, considerando che i dati del monitoraggio nazionale di venerdì 20 agosto faranno riferimento ai ricoveri registrati il martedì precedente, la Sicilia con il 10,1 e il 16,5 per cento oggi supera (nel primo caso di un soffio) entrambe le soglie previste dalla nuova normativa. Il giallo sembrerebbe inevitabile.

Calcolo incerto

Ma non lo è. Perché per il cambio di colore si fa riferimento alla percentuale di occupazione dei posti letto in terapia intensiva comunicati dalle Regioni. E si tratta di una cifra calcolata in maniera diversa da ogni Regione. Nel caso della Sicilia dovrebbe includere anche una parte dei posti letto attivabili in caso di emergenza. Facendo così scendere la percentuale registrata nel monitoraggio nazionale sotto la soglia critica del 10 per cento. Ecco perché la Sicilia potrebbe restare ancora una settimana (probabilmente l’ultima) in zona bianca, fino al 29 agosto. La decisione sarà presa dalla cabina di monitoraggio venerdì prossimo.

Sospeso green pass obbligatorio negli uffici pubblici

Va ricordato che il 13 agosto il governatore siciliano Nello Musumeci ha adottato già una stretta, firmando un’ordinanza che vieta l’accesso negli uffici pubblici a chi è sprovvisto di green pass e sancisce l’obbligo di mascherina all’aperto nei luoghi affollati, obbligo di tampone per partecipare a cerimonie se non si e’ completato il ciclo vaccinale e tampone obbligatorio anche per chi arriva dagli Usa. Anche se poi il 16 agosto, in attesa del parere del Garante per la protezione dei dati personali, Musumeci ha temporaneamente sospeso l’articolo 5 dell’ordinanza relativo «all’accesso dell’utenza agli uffici pubblici e a tutti gli edifici aperti al pubblico» che prevede l’obbligo del Green pass.

Le differenze tra zona bianca e gialla

Va chiarito peraltro che il passaggio in zona gialla rappresenterebbe un colpo per il turismo soprattutto in termini di immagine, perché non implicherebbe nuove chiusure. In fascia gialla infatti non ci sono molte restrizioni in più rispetto alla fascia bianca. Le principali sono l'obbligo di mascherina sempre all'aperto, il limite di quattro persone al tavolo nei ristoranti, salvo che siano tutte conviventi (anche se c’è chi sostiene che in realtà questa restrizione non sia più in vigore). E una minore capienza per spettacoli all'aperto e impianti sportivi. In zona bianca infatti non c'è un limite numerico per concerti, cinema, spettacoli teatrali o stadi. Basta che la capienza non sia superiore al 50% di quella massima autorizzata all'aperto e al 25% al chiuso. In zona gialla invece c'è limite fisso. Massimo 2.500 all'aperto e 1.000 al chiuso. Significa che in zona bianca in uno stadio da 60mila persone ne possono entrare 30mila. In zona gialla solo 2.500.

Quando il green pass è obbligatorio

In entrambe le zone però non ci sono limiti orari agli spostamenti. Le attività sono tutte aperte (a parte le discoteche). Ma serve il green pass per partecipare a feste di nozze, entrare nelle residenze per anziani e accedere alle sale d’attesa dei pronto soccorso e nei reparti ospedalieri. Ma anche per eventi sportivi, fiere, congressi, musei, parchi tematici e di divertimento, centri termali, sale bingo e casinò, teatri, cinema, concerti, concorsi pubblici. Oltre che per sedersi ai tavoli al chiuso di bar e ristoranti. E per entrare in piscine, palestre e centri benessere, limitatamente alle attività al chiuso.

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