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Colori regioni, il nuovo sistema basato su incidenza dei contagi e ricoveri

Con le nuove regole, fortemente volute dai governatori, sarà più ridotto il rischio di cambio colore

di Andrea Gagliardi

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3' di lettura

Con l’entrata in vigore del nuovo decreto sulle riaperture (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 18 maggio) scattano le nuove regole per l’attribuzione dei colori delle regioni. Come anticipato, si baseranno sull’incidenza dei contagi e sul tasso dei ricoveri in ospedale. In realtà fino al 16 giugno è previsto un periodo transitorio caratterizzato saranno da due monitoraggi: uno con le nuove regole. E un’altro con le vecchie (l’Rt - l’indice di trasmissione del contagio - e il rischio complessivo basato su 21 parametri). Ma queste ultime, più complesse e “severe”, saranno di fatto residuali. Perché «fino al 16 giugno 2021, alla regione che, all'esito del monitoraggio effettuato sulla base dei due distinti sistemi di accertamento, risultasse collocabile in due scenari differenti, si applicheranno
le misure previste per lo scenario di rischio inferiore». Se cioè una regione risultasse in fascia arancione in base al primo monitoraggio e gialla in base al secondo (ma anche viceversa) l’ordinanza del ministero della Salute certificherebbe il colore giallo.

Rischio chiusure ridotto con le nuove regole

Con le nuove regole, fortemente volute dai governatori, sarà più ridotto il rischio di cambio colore (le regioni sono attualmente tutte gialle, con l’eccezione della Val d’Aosta che si avvia a diventarlo da lunedì 24). L'incubo per i presidenti di Regione, infatti, era quello di trovarsi in piena estate costretti a chiudere bar e ristoranti e magari anche i negozi per un'improvvisa impennata dell'Rt sopra a 1 (scenario da arancione) o 1,25 (scenario da rosso). E questo a causa di una moltiplicazione improvvisa dei contagi che potrebbe però avere pochi effetti però sugli ospedali visto che con le vaccinazioni già avanti in estate tra gli over 50, le forme gravi e i ricoveri saranno molti di meno. Ora con il nuovo decreto, anche in caso di un Rt e rischio complessivo da zona arancione, se l’incidenza resta contenuta e la pressione ospedaliera non cresce si potrà restare in zona gialla. 

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I nuovi parametri per i colori

In base alle nuove regole previste dal decreto i colori saranno vincolati all'incidenza dei casi che si intreccerà con il tasso di ospedalizzazione dei malati Covid. In particolare:

Sono zona bianca: le regioni nei cui territori l'incidenza settimanale dei contagi è inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti per tre settimane consecutive.

Sono zona gialla: le regioni in cui o l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 50 e inferiore a 150 casi ogni 100.000 abitanti; oppure quelle in cui l’incidenza è maggiore (pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti) ma non c’è particolare pressione ospedaliera, perché si verifica una delle due seguenti condizioni: il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti COVID-19 è uguale o inferiore al 30 per cento; il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è uguale o inferiore al 20 per cento.

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Sono zona arancione: le regioni in cui l'incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti. E il tasso di occupazione dei pazienti Covid è compreso tra il 30 e il 40 per cento in area medica, e il 20 e il 30% nelle terapie intensive.

Sono zona rossa: le regioni con oltre 250 nuovi casi settimanali su 100mila abitanti. Oppure quelle dove l’incidenza settimanale dei contagi è pari o superiore a 150 e inferiore a 250 casi ogni 100.000 abitanti ma contemporaneamente il tasso di occupazione dei posti letto in area medica per pazienti Covid superiore al 40 per cento; e il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva è superiore al 30 per cento.

Non solo. Il sistema di valutazione appena descritto è affiancato (come chiarito nella relazione illustrativa) da un «sistema di valutazione con indicatori precoci, idonei ad indicare un rischio di peggioramento nel breve termine (ad es. Rt, proiezioni dell'occupazione dei PL a 30 giorni, ecc.)». Nello specifico, è disposto il rinvio ad un decreto del Ministro della salute che, d'intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome, provvederà ad individuare quali parametri dovranno essere utilizzati, a tale specifico fine. E sulla base della valutazione svolta con tali indicatori, con ordinanza del Ministro della salute, le misure previste per le regioni in zona arancione saranno applicate anche alle regioni che, sebbene si collochino in zona gialla, denotino un livello di rischio alto.

I vecchi parametri ancora in vigore

Fino al 16 aprile resta in vigore comunque anche il vecchio monitoraggio in base al quali i parametri sono: Rt (l'indice che misura la velocità del contagio) e «rischio complessivo» (basso, moderato o alto), un indicatore quest'ultimo risultato del calcolo di 21 parametri: dalla comparsa dei nuovi focolai al tasso di occupazione di ospedali e terapie intensive. Ma si tratta di regole non più vincolanti.

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