Consumi

Come cambierà il modo di fare la spesa? Ecco i 10 trend del post-covid

Un report di McKinsey analizza le tendenze a livello europeo: dall’e-commerce ai negozi di vicinato, dalla sostenibilità alla ricerca della convenienza e al ritorno dei cibi pronti

di Manuela Soressi

(IMAGOECONOMICA)

3' di lettura

Cosa resterà della rivoluzione provocata dalla pandemia sul modo di fare la spesa e sulla scelta di cosa acquistare e portare in tavola? Per rispondere a questa domanda, cruciale per il futuro del grocery e del retail, McKinsey ha realizzato, in collaborazione con Eurocommerce, il report “The path forward for European grocery retailers”.
Partendo dalle risposte fornite da oltre 10mila consumatori di diversi Paesi (Italia compresa) e da 50 manager del food, il report individua le 10 tendenze nate nel 2020 nel settore alimentare in Europa e che ci accompagneranno anche nei prossimi anni.

1. Calo delle vendite della Gdo

Nei prossimi mesi il progressivo allentamento delle misure di lockdown con la riapertura dei ristoranti veicolerà parte dei consumi verso l'horeca (bar e in generale pasti fuori casa). Il 49% dei manager intervistati si aspetta un calo delle vendite alimentari al dettaglio nel 2021 rispetto allo scorso anno.

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2. Aumento degli acquisti online

Nel 2020 l'Italia è stata tra i Paesi europei dove l'ecommerce nel grocery è cresciuto di più (circa il 60%). E adesso metà degli italiani che hanno già fatto la spesa alimentare via internet, almeno occasionalmente, dichiara l'intenzione di continuare a farlo. E il 7% comprerà di più. Un dato positivo ma inferiore rispetto ad altri Paesi europei, Germania esclusa.

3. Crisi dei supermercati (anche per colpa dei discount)

Anche se, finita la pandemia, si potrà tornare a fare spesa nei negozi fisici senza timori di contagio, non tutti i punti vendita ne beneficeranno. Alcuni format, infatti, sono meno appealing che in passato. Come i supermercati che mostrano un tasso di crescita molto più contenuto rispetto all'ecommerce ma anche ad altri formati, in particolare il discount, vero fenomeno degli ultimi anni. Anche in Italia.

4. Focus sulla convenienza

Il prezzo è tornato centrale nella scelta di cosa acquistare e di dove comprarli. Il 39% dei consumatori italiani intervistati ammette di aver intenzione di trovare nuovi modi per risparmiare e il 40% di cercare di cogliere le migliori promozioni. E il 56% dei manager inserisce la maggiore sensibilità ai prezzi tra le prime tre priorità da affrontare, considerandola come uno dei trend più rilevanti nel mercato alimentare.

5. Qualità sempre, anche nei primi prezzi

I consumatori sono sempre più esigenti e, benché più attenti alla convenienza (il 18% degli italiani dichiara che passerà a prodotti alimentari più economici), non sono disposti a cedere sulla qualità. Anzi, si aspettano una qualità maggiore anche nei prodotti che appartengono alle fasce di prezzo entry level. Il 26% di quelli intervistati nel report vuole sì risparmiare sullo scontrino della spesa ma chiede anche prodotti più sostenibili e sani.

6. La salute al primo posto

Con la pandemia si è accelerata la tendenza già in atto verso i prodotti alimentari più sani, sostenibili e biologici, ma anche considerati sicuri, perché confezionati in pack protettivi. E in questo gli italiani hanno dimostrato una sensibilità superiore del 12% alla media europei: il 32% si impegnerà a comprare e mangiare in modo più salutistico. Un fenomeno che non si è affatto esaurito con il 2020, visto che il 30% dei consumatori è disposto a spendere di più quest'anno per un'alimentazione sana e sicura.

7. Italiano è buono, locale è meglio

Venti italiani su 100 dichiarano che quest’anno compreranno meno prodotti alimentari d’importazione. Mentre 31 su 100 aumenteranno gli acquisti di alimenti regionali o locali. La tendenza è chiara: siamo tra gli europei più affezionati alle produzioni agroalimentari nazionali e meno interessati al melting pot gastronomico.

8. La sostenibilità resta importante

Lo tsunami provocato dal Covid-19 l'ha un po' offuscata rispetto agli anni precedente ma non l'ha scalzata dalla scala valoriale dei consumatori. Quasi uno su cinque, infatti, intende spendere di più quest'anno per acquistare prodotti sostenibili e in questo gli italiani sono in prima linea: il 16% è pronto a pagare di più per comprare alimenti eco-sostenibili (+9% rispetto alla media europea).

9. Il ritorno degli alimenti ready-to-eat

Nel 2020 gli italiani si sono scoperti, giocoforza, come chef domestici. Lo hanno fatto anche con piacere e soddisfazione, ma dopo un anno cominciano a essere stanchi e a cercare prodotti alimentari a maggior contenuto di servizio. Un trend destinato a crescere, tanto che il 34% dei Ceo ha indicato come priorità assoluta il mondo degli alimenti pronti, i cosidetti convenience food.

10. La tecnologia che fa la differenza

Tra i fenomeni a cui la pandemia ha messo il turbo c'è l'informatizzazione del mondo del food, sia in una chiave di aumento dell'efficienza sia come plus competitivo rispetto ai concorrenti. Con una crescita annuale del 13% degli investimenti dedicati all'automazione dei processi, la velocità nell'adottare le più performanti soluzioni di information technology diventa un fattore di differenziazione sempre più rilevante tra i retailer. Così come sarà sempre più centrale il data management, con la capacità di realizzare analisi avanzate lungo tutta la supply chain, e di offrire soluzioni personalizzate per i clienti. Uno sforzo che, secondo i manager intervistati, potrebbe sviluppare un 3-6% di vendite aggiuntive.


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