Interventi

Come cambieranno le città nel post-Covid

di Domenico Fucigna

2' di lettura

Quali idee di città, di mobilità e di convivenza condizioneranno la forma urbana del futuro? E in che modo i nuovi bisogni e abitudini produrranno una nuova domanda di prodotti, e servizi, non solo immobiliari?
Sappiamo che le diseguaglianze sociali ed economiche seguono da molti anni un processo di polarizzazione e che la ricchezza si concentra sempre più nelle mani di una fascia di popolazione molto ristretta.
Secondo un rapporto di Oxfam, organizzazione internazionale che combatte la povertà, in Italia nel 2019 il valore della ricchezza in mano all'1% più ricco ha superato la quota del 70% più povero.
Questo trend è globale e ha visto negli anni favorire sempre più le grandi concentrazioni urbane di pari passo con le grandi fusioni aziendali, l'accorpamento dei servizi e la massificazione delle produzioni.
Un processo che oggi mostra drammaticamente la sua insostenibilità a fronte della pandemia, laddove la concentrazione abitativa, i trasporti di massa e i luoghi di lavoro collettivo sono riconosciuti come condizioni ideali per la moltiplicazione dei contagi.
Ad esempio, le analisi della diffusione del Covid-19 negli USA, il paese più colpito al mondo, mostrano chiaramente come l'incidenza dell'infezione aumenti drammaticamente in correlazione con la maggiore densità abitativa, l'uso dei trasporti di massa e strutture sanitarie insufficienti.
La ricerca di modelli urbanistici e abitativi alternativi è già in atto da molto tempo. Tuttavia è stata vista spesso come una forma di speculazione progettuale interessante, ma sostanzialmente utopistica.
Nel mondo post pandemico invece sta rapidamente assumendo i caratteri della necessità e dell'urgenza, se non addirittura della salvezza.
La città vive dunque un momento di ripensamento globale.
In pochi anni, siamo passati da un'idea di densità estrema che ha portato alla gentrificazione di megalopoli con spazi abitativi sempre più piccoli, a proposte completamente in antitesi, come le Città 20 minuti, dove tutti i servizi sono raggiungibili con un tempo di percorrenza minimo.
Il tema della mobilità è centrale in trigono con climate change e salute.
Esiste ormai una letteratura considerevole e decine di ricerche sviluppate dalle big della consulenza globale e dai maggiori istituti.
In tutte queste si fa emergere, fra le urgenze post covid, l'implementazione immediata di sistemi ecosostenibili, come vie ciclabili e pedonali.
Molte altre soluzioni rimangono da immaginare, altre sono già realizzabili, come le vie ciclabili “pop up”, temporanee e low cost, ipotizzate già qualche anno fa dal movimento “Tactical Urbanism”.
Per quanto riguarda la dimensione privata della città, vediamo che l'abitazione post pandemica diventa ufficio, scuola, ristorante, cinema, e palestra, e stimola i designer e le grandi aziende a proporre arredi nomadi ed adattabili, ambienti accoglienti, protettivi, multifunzionali, anche telegenici, vere scenografie domestiche adattabili a set ideali per videocall.
Una nuova frontiera per il settore dell'arredo.
La casa dovrà cambiare radicalmente, diventando velocemente un contenitore adattabile a esigenze multiple, compresa l'esigenza di cura e protezione, di equità e inclusione del mondo femminile.

presidente di Tea Trends Explorers

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