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Come funziona il contact tracing di Immuni: una storia personale

Settimane di silenzio, poi una notifica sull’app che traccia i contagiati: “Esposizione a rischio. Immuni ha rilevato che il giorno 30/09/20 sei stato vicino a un utente COVID-19 positivo”

di Enrico Pagliarini

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3' di lettura

Ne ho parlato per mesi a Radio24, ho seguito da cronista il dibattito sul contact tracing digitale, ascoltato dubbi e critiche e appena disponibile dal 1° giugno avevo installato Immuni sui miei due smartphone iOS e Android. L'app è rimasta lì in silenzio a fare il proprio lavoro per settimane e io me l'ero quasi dimenticata. Fino a lunedì 5 ottobre scorso. Vedo una notifica su uno dei telefoni, apro l'app e mi appare un bel messaggio su sfondo rosso: esposizione a rischio. Immuni ha rilevato che il giorno 30/09/20 sei stato vicino a un utente COVID-19 positivo.

Spostamenti tracciati

Dopo qualche secondo di leggero smarrimento ho fatto due cose: ho ricostruito la mia giornata e poiché tengo attiva la geolocalizzazione su alcune app e uso molti servizi digitali ho ripercorso con facilità i luoghi che ho visitato, ricostruito i miei spostamenti (quel giorno avevo usato il servizio di bike sharing del Comune di Milano BikeMi per andare e tornare dalla sede di Radio24 e c'è traccia dell'ora e della stazione di prelievo e consegna), ho dato un'occhiata alle telefonate e ai messaggi che potevano farmi ricordare dove ero e cosa facevo. Insomma avevo un quadro abbastanza preciso e in poco tempo avevo il luogo “indiziato numero uno” per il contatto ravvicinato segnalato da Immuni.

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Ero stato però particolarmente prudente e attento (lo sono sempre) e non ero quindi molto preoccupato. Solo un po'. A questo punto avrei potuto ignorare l'informazione che mi ha dato Immuni. Solo io infatti vedo la notifica che viene generata (non ricevuta) sul mio telefono sulla base dei codici anonimi che l'app prende dalla rete: ogni giorno Immuni scarica i codici (anonimi e casuali) collegati ai positivi che decidono di usare l'applicazione per allertare tutti coloro i cui telefoni sono stati loro vicini (a meno di due metri per almeno 15 minuti e si presume che assieme al telefono ci sia il proprietario).

Comportamento consigliato

Decido di seguire le indicazioni dell'app. Sono consigli, non obblighi. Avvisare il medico e isolarsi per 14 giorni o comunque fino all'eventuale tampone. Il medico mi dice che devo chiamare il Servizio di Igiene pubblica dell'ASL (lunedì ero nella mia casa in provincia di Modena e ci sarei rimasto per tutta la settimana). Chiamo. Ci sono 11 telefonate in coda ma l'attesa dura pochi minuti. L'operatrice che risponde non dimostra di sapere molte cose di Immuni e dopo aver raccolto le mie generalità mi annuncia una chiamata di un medico dopo poche ore. Dopo quasi 4 ore una dottoressa mi chiama e mi sottopone ad un “triage telefonico”. Le racconto, orgoglioso, la ricostruzione che ho fatto della mia giornata del 30 settembre. Mi fa qualche domanda, mi annuncia che mi sottoporranno a tampone (“la chiameranno domani per fissare l'appuntamento”) e mi consiglia di rimanere isolato, usare sempre la mascherina e stare lontano dalle persone. Non sono però in isolamento fiduciario (presumo che sia l'ASL a decidere caso per caso in base alla situazione che viene descritta).

Tampone drive through

Martedì mattina, come annunciato, ricevo una telefonata al mattino seguita da una mail nel pomeriggio con tutti i dettagli per fare il tampone naso-faringeo. Mercoledì mattina ore 8.30 in modalità drive through. Arrivo in anticipo, aspetto qualche minuto per non occupare il posto di altri e alle 8.20 mi presento. Davanti a me ci sono due auto a cui stanno già facendo il tampone e in meno di due minuti ho finito. Quel giorno in quella postazione erano 90 i tamponi da fare. L'operatrice mi dice: “Se è positivo la chiameranno oggi o al massimo domattina, se è negativo riceverà una mail o sms entro due o tre giorni”. Alle 9 sono già a casa e aspetto. Nessuna chiamata, evviva! Il giorno dopo, giovedì, alle 16 ricevo la notifica che sul mio fascicolo sanitario (quello della Regione Emilia Romagna) è stato pubblicato il referto del mio tampone: target non rilevato. Venerdì alle 9 ricevo anche un sms: esito negativo.

Trace, test, treat

Considerazioni finali. Ho fatto il tampone 2 giorni dopo la richiesta e dopo poco più di 24 ore ho ricevuto il risultato (se fossi stato positivo ancor prima). Penso che il tempo possa essere ulteriormente ridotto di almeno un giorno perché oltre alle 3T (trace, test, treat) dobbiamo aggiungere la quarta: la tempestività per bloccare il prima possibile le catene di contagio. Immuni serve anche a questo. Nonostante ciò penso che questa sia la risposta che tutte le Regioni dovrebbero dare ai cittadini che devono fare il test.

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